Vertigini: cosa sono

By 21 Settembre 2020Articoli, news
Vertigini

Le vertigini sono una sensazione di disorientamento nello spazio che si manifesta con l’impressione di un movimento rotatorio, oscillatorio o di sbandamento; infatti il nome “vertigini” deriva dal latino “verto”, che significa girare o ruotare su sé stessi.

Questo movimento può provenire:

  • dal soggetto, che si sente ruotare nonostante sia fermo;
  • dall’ambiente esterno, quindi il soggetto si percepisce fermo e tutto il mondo attorno gira.

Una vertigine può comparire improvvisamente o in maniera graduale e la sua durata oscilla dalle poche ore a giorni interi, a seconda della gravità, e in alcuni casi peggiora con il movimento della testa, con un colpo di tosse o altro.

La vertigine, tuttavia, non è una malattia, ma il sintomo di una patologia che coinvolge il sistema di controllo dell’equilibrio, creando così una percezione di instabilità.

Sintomi

La vertigine, come già affermato, si presenta con una sensazione di instabilità dovuta al proprio corpo che sembra muoversi o l’ambiente circostante.

Questo disturbo si presenta spesso associata a insufficienza circolatoria, fenomeni metabolici, traumi, stress o tossicosi alcoolica.

Non è raro, inoltre, l’insorgenza di altri sintomi quali nausea e vomito, perdita di equilibrio, nistagmo, tinnito, sudorazione, fiato corto, sdoppiamento della vista, aumento della frequenza cardiaca o perdita dell’udito.

Tuttavia, una vertigine non si presenta MAI con sensazione improvvisa di debolezza o con perdita di coscienza.

Cause

Le cause delle vertigini sono molteplici.

Esistono sostanzialmente due tipi di vertigine:

  • la vertigine centrale;
  • la vertigine periferica.

La vertigine centrale deriva da un problema che ha sede nell’encefalo (cervelletto o tronco encefalico) e deriva dall’incapacità del cervello di gestire gli input dell’equilibrio, ovvero l’interazione di più sistemi quali occhio, orecchio, e cervello, che arrivano alla periferia.

Una vertigine di questo tipo può insorgere a seguito di:

La vertigine periferica, invece, deriva da un problema dell’apparato vestibolare dell’orecchio interno, l’organo dell’equilibrio; le cause più comuni sono:

  • la cosiddetta vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), dovuta alla formazione di cristalli di carbonato di calcio all’interno dei canali dell’apparato vestibolare; con il movimento di questi cristalli, il funzionamento degli organi dell’equilibrio verrebbe pregiudicato;
  • la labirintite, infiammazione dei canali che costituiscono l’apparato vestibolare dell’orecchio interno;
  • la neuronite vestibolare, l’infiammazione dei nervi che collegano il labirinto all’encefalo e permettono la regolazione precisa dell’equilibrio;
  • la sindrome di Ménière;
  • l’assunzione di alcuni medicinali.

Anche i difetti della muscolatura oculare possono causare instabilità.

Alcune ulteriori patologie che si possono associare alle vertigini sono:

  • anemia;
  • arterosclerosi;
  • attacco di panico;
  • ebola;
  • ipertensione;
  • intossicazione da monossido di carbonio;
  • morbo di Paget;
  • otite;
  • sifilide.

Diagnosi

Per poter trattare correttamente una vertigine è di fondamentale importanza eseguire una corretta diagnosi e identificare la causa scatenante.

Poiché le vertigini sono un sintomo e non una patologia, la diagnosi si compone di numerosi test che hanno lo scopo di escludere alcune patologie piuttosto che altre.

Innanzi tutto, è bene rivolgersi subito al proprio medico di base in caso di un mal di testa inconsueto o subito dopo l’insorgenza di uno dei sintomi, anche lievi, delle vertigini, o ancora in caso di età avanzata, elevato rischio cardiovascolare o ictus pregresso.

Il medico, dopo un’attenta analisi della storia clinica del paziente, esame obiettivo, prescrive degli esami e visite più approfonditi grazie ai quali è possibile risalire alle cause delle vertigini. Questi sono:

  • test audiometrici;
  • otomicroscopia;
  • esame otovestibolare;
  • videonistagmografia e elettronistagmografia;
  • prove termiche per l’orecchio;
  • esame posturografico;
  • TAC o risonanza magnetica nucleare;
  • visita neurologica;
  • visita oculistica;
  • visita internistica.

Cura e trattamento

La cura e il trattamento delle vertigini dipendono fortemente dalle cause scatenanti, per questo motivo la diagnosi deve essere accurata.

La cura delle vertigini, in generale, può seguire diverse strade:

  • la terapia medica per ridurre i sintomi;
  • la terapia medica applicata alle patologie correlate;
  • la riabilitazione vestibolare;
  • la terapia chirurgica, in casi particolari.

Infine, risulta utile una terapia riabilitativa per recuperare l’equilibrio.

Nello specifico, una vertigine centrale derivante da emicrania, sostanzialmente, si cura con la somministrazione di farmaci per alleviare e/o prevenire il mal di testa, mente nel caso in cui le cause siano altre patologie come sclerosi multiple o tumori al cervello, si risolve il problema del disorientamento andando a lavorare sulle cause specifiche del problema.

La vertigine generata dalla labirintite virale, e generalmente qualsiasi tipo di problematica legata a un’infezione di tipo virale, al contrario, tende a guarire in maniera spontanea solo stando a riposo.

Ancora, nella vertigine parossistica posizionale benigna, poiché la causa delle vertigini è il movimento dei cristalli nei canali semicircolari dell’apparato vestibolare, la situazione di disagio tende a guarire spontaneamente nel giro di diverse settimane o mesi, durante i quali è necessario:

  • muovere la testa il meno possibile o comunque con movimenti non bruschi;
  • eseguire con la testa delle manovre apposite, come quella di Epley o gli esercizi di Brandt-Doff.

In ogni caso si devono evitare terapie fai-da-te e ci si deve sempre rivolgere a uno specialista, sia per colpire il problema alla radice, sia per ridurre i tempi di recupero, sia per evitare recidive.

Consigli utili: cosa fare e cosa non fare

In caso di vertigini, cosa si deve e non si deve fare?

Innanzi tutto, è bene evitare il più possibile situazioni di stress o che generano ansia sia per evitare che la vertigine peggiori, sia per prevenire la comparsa della stessa.

Nel momento in cui si manifestano i sintomi, è necessario sdraiarsi, possibilmente in una stanza tranquilla e poco illuminata al fine di attenuare la sensazione dell’ambiente, o di noi stessi, che rotea.

Se si soffre spesso di questa sgradevole sensazione, è consigliato utilizzare il corrimano quando si utilizzano le scale, per non perdere l’equilibrio durante il loro uso, così come rimuovere dal proprio appartamento degli oggetti che potrebbero risultare pericolosi in caso di caduta, come gli sgabelli.

Anche dotare di maniglie la vasca da bagno o la doccia è utile per evitare brusche cadute in caso di perdita dell’equilibrio.

Una ulteriore best practise è quella di illuminare gli ambienti nei quali ci si muove, soprattutto di notte.

Risulta, inoltre, utile svolgere della regolare attività fisica (ove possibile e quando non peggiora la situazione) al fine di rafforzare la muscolatura e migliorare così l’equilibrio del corpo.

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