Cos’è la sindrome del tunnel tarsale

By 19 Giugno 2019Articoli
Tunnel tarsale Roma

Il tunnel tarsale comporta dei dolori che comprendono l’area dell’arto inferiore e nello specifico caviglia, piede e, più sporadicamente, anche le dita.

Il dolore è provocato dalla lesione o compressione del nervo tibiale posteriore.

Tale nervo attraversa la parte posteriore del polpaccio per mezzo di un canale fibroso, che è proprio il tunnel tarsale, passando vicino il tallone e giungendo fino alla pianta del piede.

Solitamente il dolore è causato da un’infiammazione dei tessuti circostanti al tunnel tarsale, che, di conseguenza, si gonfiano e premono sul nervo.

Sintomi

Il dolore è il sintomo più ricorrente quando il paziente è affetto da tunnel tarsale.

Nello specifico il soggetto avvertono bruciore e/o sensazioni di intorpidimento. Questi fastidi si possono manifestare durante la deambulazione o quando si indossano determinati tipi di scarpe.

Inoltre, solitamente il dolore si concentra nella parte interna della caviglia, ma durante la camminata si diffonde fino alle dita.

Con il tunnel tarsale il dolore diminuisce quando si è a riposo, ma con il progredire dell’infiammazione i fastidi saranno poi avvertiti sia durante la camminata che durante la fase del riposo.

Cause

La sindrome del tunnel tarsale provoca dolore a causa di un’infiammazione o gonfiore nell’area circostante al nervo tarsale. Questa sindrome ha lo stesso meccanismo del tunnel carpale che intacca il polso.

Le cause che provocano il tunnel tarsale includono l’aumento di volume dei tessuti nei pressi del tunnel come:

  • Cisti;
  • Lipomi;
  • Gangli nervosi;
  • Cicatrici post-traumatiche;
  • Tumori benigni.

Altre cause possono essere il sanguinamento nel tunnel a seguito di un trauma al piede o alla caviglia; l’infiammazione o il gonfiore dei tendini circostanti, provocato da movimenti ripetitivi o dall’artrite reumatoide.

I soggetti affetti da piede piatto possono essere più a rischio nello sviluppare la sindrome del tunnel tarsale, perché l’appiattimento della pianta provoca una pressione sui muscoli presenti nel tunnel che comprimono a loro volta il nervo.

Diverse possono essere le cause di infiammazione o gonfiore del tunnel:

  • Valginismo del retropiede;
  • Sindrome pronatoria;
  • Distorsione della caviglia;
  • Utilizzo di scarpe non adeguate;
  • Ortesi plantari non idonee;
  • Anomalie muscolari;
  • Cisti sinoviali della caviglia;
  • Frattura del piede o della caviglia;
  • Vene varicose;
  • Malattie come artrite reumatoide o del collagene.

A chi rivolgersi

Quando il paziente inizia ad accusare dei sintomi che possono essere riconducibili alla patologia del tunnel tarsale deve recarsi da un medico ortopedico specialista. L’infiammazione, infatti, se non curata o tenuta sotto controllo può peggiorare e diffondersi.

Il medico ortopedico procederà innanzitutto con un esame obiettivo del piede, e successivamente se necessario, con un ulteriore esame di conduzione nervosa.

Durante l’esame obiettivo il medico manipola il piede, così facendo, a causa delle percussioni della zona interessata il paziente sentirà un formicolio che potrebbe estendersi fino al tallone, alla pianta del piede o alle dita.

Per quanto riguarda gli esami a conduzione nervosa, questi vengono fatti per determinare la fonte del problema, in particolar modo se si vuole ricorrere ad un eventuale intervento chirurgico.

Inoltre, il medico potrà anche prescrivere ulteriori esami effettuabili tramite delle radiografie, in modo tale da escludere lesioni traumatiche sottostanti, come delle fratture non diagnosticate, o anomalie scheletriche causate da esostosi, ossia la formazione benigna di un nuovo tessuto osseo, e osteoconodromi, una forma di neoplasia benigna, che possono provocare lo schiacciamento del nervo.

La Tomografia Computerizzata (TC) e la Risonanza Magnetica (MRI) possono risultare utili per poter individuare più facilmente la zona in cui il nervo è compresso e ad escludere l’infiammazione.

Infine, il metodo migliore per analizzare e valutare la funzione del nervo è l’elettromiografia, che indaga come un impulso elettrico viene trasmesso dal nervo tibiale posteriore.

Rimedi

Analizziamo insieme quali potrebbero essere i rimedi non chirurgici e chirurgici del tunnel tarsale.

Rimedi non chirurgici

Nella maggior parte dei casi di tunnel tarsale le cure migliori possono essere degli impacchi di ghiaccio, fisioterapia o infiltrazioni di corticosteroidi che serviranno a ridurre il dolore.

Questi trattamenti, a seconda dell’intensità e gravità, possono durare dai 3 ai 6 mesi.

Si può intervenire anche applicando una fasciatura al piede o utilizzando dei plantari o ortesi speciali e personalizzati all’interno della scarpa.

Rimedi chirurgici

Quando il paziente si è sottoposto alle cure non chirurgiche per diversi mesi, ma purtroppo non ne ha ricevuto nessuno beneficio o i risultati sono stati minimi, in quel caso il medico ortopedico specialista potrà decidere di intervenire tramite l’intervento chirurgico.

Questo intervento chirurgico prende il nome di release de tunnel tersale.

Gli interventi chirurgici al tunnel tarsale possono essere di due tipi: mini-invasivi e invasivi.

Per quanto riguarda l’intervento mini-invasivo, il tunnel viene forato e l’operazione viene eseguita tramite ultrasuoni. Si procede con questo tipo di intervento quando non si è certi della causa di questa patologia che comporta la compressione del nervo.

Invece, si procede con degli interventi più invasivi quando si è a conoscenza della causa che comporta la comparsa della sindrome che può essere post-traumatica o idiopatica.

Gli interventi al tunnel tarsale hanno altissime percentuali di successo che vanno dal 50% al 90%. Purtroppo, nonostante l’intervento chirurgico, può capitare che la patologia si ripresenti, soprattutto quando si tratta di pazienti anziani.

Dopo l’intervento chirurgico il paziente dovrà indossare un tutore per proteggere la caviglia e rendere l’articolazione stabile.

Prevenzione

La prima cosa da fare per prevenire la compressione del nervo, che comporta dunque la sindrome del tunnel tarsale, è l’utilizzo di scarpe confortevoli. In commercio ci sono tanti tipi di scarpe che agevolano la camminata e che si adattano al tipo di appoggio plantare, all’andatura e al peso del paziente.

Una valida alternativa possono essere le solette antishock, per migliorare l’appoggio del piede. Se queste non dovessero risultare utili, allora si può provvedere con l’acquisto di un’ortesi plantare, la quale può essere realizzata in un centro ortopedico specializzato.

Dove trovare un centro d’eccellenza per il trattamento della sindrome del tunnel tarsale a Roma Prati

La sindrome del tunnel tarsale è una malattia che se trascurata può portare infiammazioni, dolori e difficoltà nella deambulazione.

Se sospetti di essere affetto da questa patologia perché spesso hai sensazioni di formicolio al piede o dolori nella normale e quotidiana attività della camminata, ti consigliamo di recarti da un medico ortopedico specialista che attraverso un esame obiettivo o un esame diagnostico per immagine, potrà sicuramente consigliarti la cura più adatta alla tua patologia.

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