Dolore ai talloni (o al calcagno) o tallonite: definizione

By 10 Dicembre 2020Articoli, news
Tallonite, piede ai raggi x

La tallonite, o tallodinia, è una condizione dolorosa che colpisce il tallone o calcagno. Questa patologia è piuttosto comune e la frequenza di comparsa è particolarmente elevata soprattutto negli atleti, nonostante non siano gli unici soggetti a rischio.

Le principali cause alla base della tallonite, infatti, sono le continue sollecitazioni e traumi ripetuti. Movimenti che possono portare a tali sollecitazioni sono solitamente collegati a sport come la corsa, il calcio, la pallavolo, il basket e molti altri. Ma oltre ai traumi, anche patologie metaboliche, neurologiche e congenite possono influire sul calcagno. Nello specifico, sono le parti molli e quelle ossee ad essere sottoposte a patologie varie. Tra queste, per esempio, le tendiniti, le borsiti, fasciti, ma anche artrosi, fratture da stress e tumori.

È risaputo che anche lievi alterazioni della postura possono andare a influenzare l’assetto del piede e la distribuzione del carico. Ad esempio, durante lo sviluppo e la crescita, la tallonite può comparire come conseguenza diretta della trasformazione dell’organismo.

Se non trattata adeguatamente, con i giusti strumenti e le giuste terapie, la tallonite può alterare la funzionalità dei piedi e causare invalidità.

Sintomi

I sintomi legati a questa patologia sono piuttosto semplici da diagnosticare e da riconoscere. Infatti, nel 99% dei casi si presenta con dolore piuttosto acuto nella zona interessata. Inoltre, è importante fare caso alla relazione tra orario della giornata e intensità del dolore: la mattina, infatti, il sintomo è molto più persistente che non la sera. Come ultima valutazione, è importante aggiungere che l’indolenzimento può estendersi a tutto il piede.

 

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Il malessere è spesso accompagnato da altri sintomi come gonfiore e stanchezza percepita nella regione interessata. Solitamente è solo uno dei piedi a essere interessato, ma non sono così rari i casi in cui i sintomi si presentino in entrambi. Infine, sebbene i sintomi della patologia siano più evidente durante la deambulazione, si possono accusare anche a riposo.

Tallonite

Possibili Cause: Eziologia

Nell’introduzione abbiamo già anticipato quelle che sono le cause principali della tallonite, ma ora andremo a vedere nel dettaglio quello che c’è da sapere. Come primo appunto, abbiamo detto che può dipendere da diversi fattori, come sollecitazioni e traumi, problemi di tipo neurologico, metabolico e congenito.

Di seguito, vediamo nello specifico:

  • Tallonite dello sportivo: gli atleti sollecitano di frequente i propri piedi, richiedendo per alcuni sport dei veri e propri movimenti “esplosivi”. Nella pallavolo, per esempio, è richiesto spingere con violenza il terreno per aumentare l’elevazione. Questi movimenti provocano vere e proprie microlesioni che col tempo alterano la normale funzionalità del piede. In questo caso è di vitale importanza indossare calzature adeguate e seguire un corretto regime di allenamento.
  • Borsite: è un’infiammazione che interessa le borse sierose retrocalcaneari, o quelle sottocutanee. Queste strutture sono indispensabili per il corretto funzionamento delle strutture periferiche del tendine.
  • Fascite Plantare: questa infiammazione colpisce la fascia plantare, ossia il cordone composto da fibre che collega le radici delle dita dei piedi alla zona mediale del calcagno. Questa condizione è causata da un sovraccarico della fascia dovuto a sforzi, peso eccessivo e altri fattori.
  • Obesità: un individuo in sovrappeso deve affrontare una serie di problematiche relative al carico eccessivo che il corpo deve sostenere. Il peso viene scaricato lungo la colonna vertebrale e gli arti inferiori, andando a provocare, tra i disturbi possibili, anche la tallonite.
  • Artrosi e patologie reumatiche: la degenerazione della cartilagine e delle strutture ossee delle articolazioni può influenzare anche il calcagno. Tale condizione si traduce quindi in tallonite, particolarmente dolorosa. Anche la spondilite anchilosante può rientrare in questa categoria.

Come ulteriore possibile causa ricordiamo che anche l’utilizzo di calzature usurate può influire sulla postura e sulle sollecitazioni al calcagno, motivo per cui è bene indossare quanto più possibile calzature comode.

Tallonite e bambini

È piuttosto frequente che questa patologia colpisca anche i bambini, soprattutto nella fascia di età tra gli 8 e i 13 anni. In questo periodo sono più attivi fisicamente, perché spesso coinvolti in giochi, sport e attività scolastiche. A questa attività si aggiunge lo sviluppo, momento in cui le ossa crescono e il dolore può essere più fastidioso. In queste situazioni la cura ortopedica è capace di proteggere e fornire sollievo.

Diagnosi

La diagnosi inizia con l’anamnesi ed esame obiettivo, ossia la raccolta di informazioni riguardo al paziente. Solitamente è sufficiente questo al medico per capire di essere in presenza di una tallodinia. Tuttavia, in alcuni casi, possono essere richiesti esami specifici particolari, soprattutto se si sospettano lesioni alle ossa o ai tendini. Quelle principali sono:

  • Ecografia, usata per avere un’immagine generica dell’area interessata;
  • Radiografia, sfrutta i raggi X per ottenere immagini più precise di strutture ossee e articolari;
  • Risonanza Magnetica, esame di grande precisione, spesso non utilizzato per diagnosticare talloniti.

Trattamento

Dopo aver eseguito la diagnosi è possibile definire il quadro clinico e la gravità della condizione. Il principale fattore da valutare è la causa del dolore: in base al motivo scatenante si decide il trattamento che può variare da semplici accorgimenti, all’intervento chirurgico.

Se la tallonite è comune, il trattamento più indicato è il semplice riposo e l’interruzione di attività fisiche che possano influire sul tallone. Se infatti il dolore non è causato da altre patologie, il dolore tende ad affievolirsi nel giro di due settimane. Per aiutare il recupero sono utili delle applicazioni di ghiaccio.

Diverso è il caso in cui sia la fascite plantare a causare la tallonite: in questa evenienza, il riposo non è sufficiente e sono invece consigliabili esercizi di stretching mirati. In alcuni casi viene richiesto l’utilizzo di un plantare, utile per rilassare e distendere la fascia.

Il medico potrebbe prescrivere dei medicinali antinfiammatori in quei casi in cui il dolore è particolarmente fastidioso e difficile da sopportare. La chirurgia, si rivela efficace solo nei casi particolarmente seri e i vari trattamenti non hanno sortito effetto benefico.

Particolarmente utile è la Fisioterapia, che grazie alla combinazione di terapie fisiche e manuali è in grado di agire sul tallone e ottimizzare tempi di recupero e benefici. In particolare, sono decisamente utili delle sedute di tecarterapia, onde d’urto, crioultrasuoni o laser, per favorire i processi di autoguarigione.

 

Prevenzione

La prevenzione della tallonite parte dall’evitare fattori di rischio. Per tanto è sempre bene tenere in considerazione che un allentamento fisico eccessivamente duro e non regolato può causare l’insorgere della patologia. Tanto l’intensità quanto la durata giocano un fattore centrale, ma anche la preparazione è di primaria importanza.

Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza dell’utilizzo di calzature comode e non usurate. Scarpe col tacco alto o con la suola consumata e troppo bassa possono altera la postura e causare dolore al piede, generando possibilmente la tallonite.

Tacchi Alti e tallonite

Il peso è un altro importantissimo fattore, motivo per cui se sovrappeso, una dieta studia con il nutrizionista e un percorso di esercizi fisici ben ragionati possono fare molto per prevenire la tallonite.

A chi rivolgersi

Se si avverte dolore al tallone, o al calcagno, la prima cosa da fare è osservare un periodo di riposo dalle attività fisiche e gli allenamenti. Se il dolore persiste e si presenta in forma acuta, principalmente al mattino, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante. Questo effettuerà una diagnosi capace di inquadrare il problema e, soprattutto, il trattamento migliore.

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A seconda dei trattamenti sarà poi necessario rivolgersi a specialisti della fisioterapia, ortopedici e tecnici capaci di somministrare le cure prescritte, o produrre degli strumenti ortopedici su misura.

Nel caso in cui il dolore dipendesse da una condizione di obesità, probabilmente sarà necessario rivolgersi anche ad altre figure, come il nutrizionista.

Dove trovare il nostro centro d’eccellenza a Roma Prati

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