Cos’è il dolore sacro iliaco

By 27 Febbraio 2020Articoli, news

Il dolore sacro iliaco è un dolore nella parte bassa della schiena, all’altezza del bacino, che incrementa con il movimento, la palpazione, il fare attività in cui si flette anche leggermente la colonna vertebrale, o il mantenimento di una posizione seduta per troppo tempo.

Questo dolore deriva dalla sacroileite, una condizione comune a molte persone che causa circa il 25-30% dei casi di mal di schiena nella parte lombare della colonna vertebrale.

Nonostante si tratti di un dolore ben localizzabile e facilmente riconoscibile, a volte viene confuso con altre problematiche come l’ernia al disco o alla discopatia lombare.

La sacroileite è l’infiammazione di una (unilaterale) o entrambe (bilaterale) le articolazioni sacro-iliache, o del bacino.

L’articolazione colpita da questa infiammazione, come si può intuire, è l’articolazione sacro-iliaca, ovvero il punto di contatto tra il bacino, attraverso le due ossa iliache, e la colonna vertebrale, attraverso l’osso sacro.

Questo complesso si manifesta più come un incastro che come un’articolazione, tanto che i movimenti che è in grado di effettuare sono molto limitati.

La funzione dell’articolazione sacro-iliaca è quella di ammortizzare e distribuire il peso della colonna vertebrale verso gli arti inferiori, per questo motivo è sottoposta continuamente a enormi sollecitazioni.

La sacroileite può essere:

  • acuta, forte ed insorta da poco;
  • cronica, non fortissima ma presente in maniera continuativa.

Sintomi

Il sintomo principale della sacroileite è un dolore riferito alla zona lombare della bassa schiena e natiche, e può colpire:

  • direttamente l’articolazione;
  • i glutei;
  • l’inguine;
  • anteriormente o posteriormente la coscia;

senza però giungere fino al piede, come potrebbe fare una sciatalgia.

Il motivo per cui il dolore di questa infiammazione si irradi così tanto non è ancora chiaro, ed è la principale motivazione che porta molto spesso ad attribuire il colore a cause più comuni come discopatia o altre.

L’intensità del dolore dipende dallo stadio dell’infiammazione in cui ci troviamo:

  • negli stadi iniziali il dolore si presenta principalmente alla palpazione, in posizione seduta, in posizione eretta continua o se si eseguono movimenti sotto alto carico;
  • negli stadi avanzati il dolore si avverte anche stando sdraiati o durante le normali attività quotidiane, come il camminare o chinarsi per lavarsi i denti.

Oltre al dolore, un altro sintomo percepibile in particolari condizioni infiammatorie, è il calore e rossore nella parte dolente.

Altro segno classico che caratterizza i pazienti affetti da sacroileite è la rigidità dei movimenti; in questo caso i movimenti del tratto lombare e di tutta la colonna sono difficoltosi e macchinosi.

Ci sono infine delle azioni o dei comportamenti che peggiorano lo stato doloroso. Questi sono:

  • eseguire falcate durante la camminata o la corsa;
  • salire le scale;
  • saltare;
  • ruotarsi nel letto;
  • stare tante ore in piedi;
  • passare tante ore seduti, soprattutto su sedute scomode;
  • tenere una postura scorretta;
  • sostenere il peso del corpo in maniera disequilibrata, tipo stando più su una gamba che sull’altra.

Cause

Le cause di una sacroileite sono molteplici, tanto da parlarne in termini di “eziologia (causa) multifattoriale”, e diverse da persona a persona.

In generale, però, possiamo raggruppare i motivi in tre grandi gruppi:

  • meccanici;
  • riflessi dai visceri;
  • legati ad altre patologie.

Motivi meccanici

I motivi meccanici sono tra le cause più comuni e più semplici da gestire ed individuare, e sono legati al malfunzionamento dei muscoli, creando iper-sollecitazione all’articolazione.

È il caso dei trigger point; alcune fibre di alcuni muscoli vanno in disfunzione per una serie di fattori, quali sovraccarico, posture alterate o altri generando, a livello biochimico, una serie di alterazioni con deposizione di sostanze infiammatorie. Questo, però, si presenta come una semplice contrattura che genera dolore.

Un altro esempio di causa meccanica è sicuramente una lesione traumatica, ovvero un impatto improvviso come una caduta o un incidente stradale, che può danneggiare l’articolazione sacro-iliaca; in alternativa i motivi possono essere anche ernia del disco, fratture ossee, patologie dell’anca e stress.

Ancora, l’applicazione di forze elevate o l’assunzione di posture scorrette possono agevolare la manifestazione di questa infiammazione.

La gravidanza è un ulteriore motivo che potrebbe portare a sacroileite: il peso aggiuntivo e l’andatura alterata può, infatti, causare ulteriore stress sull’articolazione in questione e portare così a un’usura anomala.

Cause reumatologiche

In questo caso la sacroileite è il sintomo tipico di alcune malattie reumatologiche, come;

Riflessi dai visceri

Questa tipologia di causa non è frequentissima e deriva dal riflesso di problemi viscerali, ovvero problemi legati principalmente a intestino e ovaio.

In rari casi, la sacroileite può verificarsi anche a seguito di infezioni, come può essere l’infezione delle vie urinarie.

 

Ci sono, infine, dei fattori che aumentano la probabilità di infiammazione all’articolazione sacro-iliaca. Questi sono:

  • storia di infezioni articolari o cutanee;
  • lesioni o traumi alla colonna vertebrale, bacino o glutei;
  • endocardite;
  • consumo di droghe illecite per iniezione.

Rimedi e cure

La sacroileite deve essere trattata in un centro di fisioterapia dove lo specialista darà al paziente tutte le indicazioni e informazioni necessarie per agevolare il miglioramento clinico.

Il trattamento della sacroileite può essere di due tipi:

  • conservativo;
  • invasivo.

Trattamento conservativo

Prima di prendere in considerazione la chirurgia, è sempre meglio affidarsi alle terapie conservative.

Queste sono:

  • terapie manuali, servono per ripristinare eventuali disfunzioni di movimento dell’articolazione sacro-iliaca e del tratto lombo-sacrale e lombare;
  • esercizi muscolari, ad hoc per allungare i muscoli retratti;
  • terapie fisiche, le quali danno uno stimolo biologico in più rispetto alla stimolazione manuale.

Le terapie manuali devono essere svolte da un medico o da un fisioterapista. Questa tipologia può essere svolta in due modi:

  • mediante mobilizzazione: l’articolazione interessata viene tesa durante la fisioterapia con lo scopo di migliorare la mobilità;
  • mediante manipolazione: il medico scioglie il blocco applicando brevemente una forza sull’articolazione interessata.

L’esercizio fisico è una componente essenziale e deve essere svolto anche se ciò risulta doloroso; nella maggior parte dei casi, questo coincide con la fisioterapia.

Mediante l’esecuzione di esercizi specifici e mirati, si ottiene una stabilizzazione e uno scarico dell’articolazione sacro-iliaca.

I mezzi fisici più utilizzati, invece, sono:

Ulteriori attività utili a curare la sindrome sacroiliaca sono i trattamenti a caldo come bagni, impacchi, pezze calde o lampade a infrarossi.

Il medico può, inoltre, predisporre una cosiddetta terapia infiltrativa, durante la quale vengono iniettati farmaci anestetizzanti, antinfiammatori e antidolorifici, quali il cortisone.

Infine, in alcuni casi, può essere di aiuto l’applicazione di ghiaccio sulla zona della schiena dolente per almeno due volte al giorno, oltre all’adozione di una postura, durante il sonno, che produca sollievo nella zona inferiore della colonna.

Trattamento invasivo

Il trattamento invasivo deve essere preso in considerazione solo a seguito di un fallimento della terapia conservativa.

Esistono diverse tecniche invasive alle quali ricorrere per una sacroileite, le più comuni sono:

  • la denervazione, ovvero lo “spegnimento” delle vie nervose che producono dolore;
  • la stimolazione elettrica, cioè l’impianto di uno stimolatore elettrico in corrispondenza dell’osso sacro che crea un effetto antalgico;

In rari e particolari casi si ricorre alla chirurgia, ma questa è altamente sconsigliata poiché si tratta di un’operazione complessa che comporta un’alterazione dei meccanismi biomeccanici articolari della zona lombosacrale e delle articolazioni del bacino.

L’intervento chirurgico, in questo caso, consiste nel bloccare l’articolazione e si basa sul fatto che, abolendo il movimento dell’articolazione, di conseguenza scompare anche il dolore che ne deriva.

Recentemente l’intervento può essere eseguito anche con tecnica mini-invasiva che consiste nel posizionare tre barrette di titanio, attraverso l’articolazione stessa, con delle sole mini-incisioni.

Prevenzione

Non sempre è possibile prevenire una sacroileite.

In alcuni casi non è in nostro potere evitare il problema; questo dipende dalla causa che scatena l’infiammazione.

Nei casi, ad esempio, di malattie quali artrosi, lupus o psoriasi, o infezioni, l’unico modo per prevenire la sacroileite è attivarsi per prevenire le appena citate problematiche, o curarle.

Una situazione simile di impotenza l’abbiamo in gravidanza.

Anche sulla sacroileite derivante da trauma non possiamo agire con degli interventi preventivi specifici poiché l’unica maniera per evitare tale problema è lo stare attenti a non subire traumi.

È possibile però andare ad agire su altri fattori che possono portare al rischio di infiammazione, come l’assumere una postura corretta durante la giornata, soprattutto se si passa tanto tempo su una seduta, e il cercare di tenere il peso del corpo il più bilanciato possibile, evitando, quindi, di appoggiarsi troppo su una gamba piuttosto che su un’altra.

A chi rivolgersi

Se si sospetta di avere una sacroileite è molto importante rivolgersi al medico di base in modo da diagnosticare la problematica ed escludere altre patologie che possono confondersi con questa infiammazione.

Il medico effettuerà un primo approccio alla condizione per poi indirizzare il paziente verso un fisioterapista specializzato, il quale sarà incaricato di curare la sacroileite.

Il medico può avvalersi di ulteriori esami e test per eseguire una diagnosi corretta; uno dei test più importanti è la cosiddetta “Batteria di Laslett”, ovvero una batteria di test che va a stressare l’articolazione sacroiliaca per capire se effettivamente ci troviamo di fronte a una infiammazione di questa o se è necessario seguire altre ipotesi.

Altri esami utili e necessari a confermare la diagnosi di sacroileite sono quelli radiografici o anche esami del sangue, comprensivi di indici che permettono di identificare la presenza di una malattia reumatica.

L’esame di massima affidabilità, però, è l’infiltrazione di anestetico direttamente nell’articolazione sacro-iliaca; la sparizione dei sintomi indica che la provenienza del problema sta nella sacroileite.

Richiedi ora un check - up

Dove trovi un centro specializzato a Roma

Stai cercando un centro specializzato a Roma? Lo studio FisiomediCal è il posto adatto.

Il centro vanta di una vasta equipe di medici specialisti e fisioterapisti che potranno effettuare diagnosi tempestive e consigliarti al meglio per superare in maniera efficace la sacroileite e tutti i problemi che ne derivano.

Per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento con uno dei nostri medici specialisti, chiama il numero 0632651337, oppure vieni a trovarci nel nostro studio in zona Flaminio, a poca distanza da Piazza Mancini, in via Andrea Sacchi n.35.

Leave a Reply