Riabilitazione del ginocchio: tecniche, pratiche, tempi, centri d’eccellenza a Roma

By 22 Gennaio 2020Articoli, news

Riabilitazione del ginocchio: le tecniche

Il ginocchio è l’articolazione più complessa del corpo umano ed anche una delle più soggette ad infortuni perché su di esso grava gran parte del peso corporeo.

La riabilitazione del ginocchio è un insieme di tecniche fisioterapiche ed esercizi che servono a ripristinare i movimenti della suddetta articolazione a seguito di un trauma o un intervento chirurgico.

Queste tecniche variano a seconda del problema da affrontare, più lieve o più impegnativo, ed a seconda della sua natura, ovvero osseo, cartilagineo, legamentoso o tendineo.

La riabilitazione  è una fase chiave perché incide per il 50%, o addirittura 60%, sul successo di ripresa dopo un trauma al ginocchio; non bisogna, dunque, avere fretta di tornare alle attività quotidiane, poiché il rischio è quello di tornare a svolgere tali attività prima di aver compiuto tutto il recupero necessario.

Gli scopi principali di un programma riabilitativo a seguito di un infortunio o operazione per il ginocchio sono:

  • ristabilire la tonicità dei muscoli della gamba
  • ristabilire la forza dei muscoli della gamba
  • recuperare il corretto movimento dell’articolazione
  • rafforzare i sistemi propriocettivi per garantire stabilità statica e dinamica.

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Il protocollo riabilitativo  del ginocchio prevede l’interruzione di tutte le attività, sportive e non, che sovraccaricano l’arto; per questo motivo, nelle prime fasi della riabilitazione si consiglia di svolgere esercizi in acqua, quindi in assenza di gravità, o con gravità molto ridotta. Importante il controllo del peso corporeo onde evitare complicanze.

Nel caso in cui si decida di andare in piscina per iniziare gli esercizi di riabilitazione, è da evitare lo stile di nuoto “a rana”, anche se assistito con tavolette o tubi, poiché impone dei movimenti che, oltre a dar fastidio, il corpo non è ancora in grado di compiere.

Le tecniche utilizzate per la riabilitazione del ginocchio sono molteplici.

Gli esercizi più comuni sono quelli di stretching dolce.

Il più semplice è quello per il quale, con l’ausilio di un muro al quale appoggiarsi, si estende la gamba posteriore, fino a quando il ginocchio lo consente.

Altro esercizio consiste nel prendersi posteriormente il piede e tirarlo fino all’altezza del gluteo, flettendo il ginocchio al massimo.

È possibile, inoltre, svolgere degli esercizi attivi sia a corpo libero che contro resistenze specifiche.

Questi si dividono in

  • esercizi di rinforzo, per aumentare forza e massa muscolare sulla gamba. Esercizi per questo scopo sono le isometrie.
  • esercizi di allungamenti miofasciali, utilizzati soprattutto dopo l’intervento al legamento crociato anteriore
  • esercizi di neurodinamica, per mobilizzare il sistema nervoso periferico

Un esempio è il tenere stretto tra le ginocchia un piccolo cuscino di gommapiuma e disegnare dei cerchi nell’aria.

Inoltre, con dei piccoli ausili di cui dispongono tutti nella propria abitazione si possono eseguire anche esercizi più complessi; stiamo parlando dello squat, che, se eseguito appoggiando le mani allo schienale di una sedia e scaricando quindi il peso corporeo sulle mani, non è rischioso per la nostra condizione.

Ulteriore esercizio è quello di stare sdraiati con un cuscino posizionato sotto il ginocchio da riabilitare ed alzare, lentamente e senza troppo sforzo, il piede da terra, facendo così lavorare il ginocchio.

Ci sono poi anche delle tecniche manuali utili alla riabilitazione del ginocchio.

Queste, però, devono essere messe in pratica da uno specialista, pena l’aggravamento della situazione con l’allungamento dei tempi di recupero ed il rischio di una ripresa parziale dopo il trauma o l’operazione.

Stiamo parlando di

  • massaggio, utile per migliorare la mobilità dei tessuti
  • mobilitazioni in AP, efficaci in casi di deficit di flessione del ginocchio
  • mobilizzazione passiva, utilizzata principalmente nella prima fase post-operatoria, dove il movimento del ginocchio è eseguito totalmente dal fisioterapista o da una macchina chiamata kinetec.
  • allungamento muscolare passivo, particolari posizioni che permettono l’allungamento dei fasci articolari
  • mobilizzazioni della rotula: utili per recuperare alcuni deficit di estensione.

I macchinari utilizzati

Oltre alla ginnastica dolce, che può essere fatta autonomamente, e alle manipolazioni del fisioterapista, ci sono anche dei dispositivi e macchinari che aiutano nel processo di guarigione.

Lo strumento più utilizzato per la fisioterapia post-operatoria del ginocchio è il kinetec, già accennato precedentemente.

Il kinetec è una macchina che serve per recuperare la mobilità del ginocchio in tempi brevi, grazie al suo angolo di estensione-flessione che copre il range -5°/115°; questa macchina, inoltre, aiuta a prevenire le lesioni legate all’immobilizzazione dell’arto.

Solitamente il kinetec si affitta, in modo da poterlo utilizzare tranquillamente da casa tutte le volte necessarie, regolandone flessione, estensione, velocità di movimento e pause.

Ci sono poi altre terapie fisiche che prevedono l’uso di macchinari, da parte, però, di uno specialista. Queste sono:

  • l’interix, ovvero un neuro-stimolatore, emette quindi un impulso elettrico attraverso i tessuti, utilizzato per individuare l’area da cui ha origine il dolore, grazie alla capacità di identificare i cambiamenti delle caratteristiche elettrofisiologiche dei tessuti, e ridurlo; viene utilizzato principalmente per il dolore di tipo locale.
  • L’ipertermia, un dispositivo che utilizza radiofrequenza ad alta energia, rilasciando quindi calore, e viene utilizzato principalmente per trattare punti specifici in profondità
  • la laserterapia, con il laser HILT, ovvero ad alta potenza, in grado di portare un grande stimolo biologico in profondità con altissima precisione; a seguito di un bombardamento dei tessuti attraverso fasci di fotoni, l’attività cellulare aumenta, incrementando la circolazione e riducendo il dolore.
  • la tecarterapia, che utilizza radiofrequenze per lenire il dolore, accelerare i tempi di recupero e riattivare la circolazione nell’area interessata
  • gli ultrasuoni, che utilizzano le onde sonore per sollecitare meccanicamente un movimento delle molecole dei tessuti. Conseguentemente, il liquido all’interno di tessuti biologici si muove, riallineando le fibre di collagene e modificando il pH e la permeabilità delle membrane cellulari, le quali facilitano lo scambio e la migrazione dei liquidi.
  • I crioultrasuoni, che sfruttano gli effetti degli ultrasuoni a quelli del freddo.

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Gli specialisti coinvolti

Le figure specialistiche coinvolte nella riabilitazione al ginocchio sono

  • il fisiatra
  • l’ortopedico
  • il fisioterapista

Il fisiatra è quella figura professionale, specializzata in riabilitazione motoria, capace di valutare le problematiche dell’apparato muscolo- scheletrico, per poi prevedere un piano di riabilitazione; oltre a problemi dell’apparato in questione che portano a perdita di autonomia parziale e recuperabile o degenerativa, interviene sia nella questione dell’educazione posturale, che nel processo di riabilitazione al ginocchio dopo un trauma o un’operazione.

Nel programma di riabilitazione, il fisiatra è il coordinatore, poiché supervisiona gli interventi del chirurgo ortopedico e del fisioterapista.

L’ortopedico è un medico specialista che si occupa del trattamento di malformazioni e problemi funzionali di ossa, muscoli, tendini, legamenti e nervi; si occupa di infezioni, traumi sportivi, fratture, osteoporosi, slogature, scoliosi ed altri tipi di problematiche legate all’apparato muscolo- scheletrico.

L’ortopedico può anche intervenire chirurgicamente, ma solo dopo aver provato con approcci meno invasivi quali farmaci, iniezioni o la fisioterapia.

Il fisioterapista è la figura professionale medica esperta in riabilitazione motoria e rieducazione posturale; svolge, in via autonoma o in collaborazione, interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle suddette aree.

Una volta che il fisioterapista ha valutato il problema, può eliminarlo o attraverso manipolazioni fisiche manuali, o con l’aiuto di altre tecniche terapeutiche che prevedono l’utilizzo di macchinari, come la termoterapia, l’elettroterapia e l’idroterapia.

I tempi

A seguito di un trauma o operazione, i tempi di recupero e il periodo di riabilitazione sono diversi a seconda dell’entità e della localizzazione del danno; ad esempio, il recupero totale della stabilità e del movimento del ginocchio dopo un’operazione al legamento crociato è di circa 6 mesi. In caso di distorsione, invece, i tempi saranno minori.

Nell’immediato seguito dell’intervento chirurgico , è bene immobilizzare il ginocchio per circa due settimane attraverso ginocchiere gradatamente articolabili o utilizzando un tutore femoro podalico. La scelta del primo o del secondo varia in base al tipo di problema e deve essere fatta seguendo i consigli di uno specialista.

Nelle prime settimane è necessario svolgere tutti gli esercizi di recupero della mobilità articolare con carico di lavoro nullo, meglio se svolti in acqua.

Solo in un secondo momento sarà possibile introdurre esercizi di stretching e aumentare leggermente il carico di lavoro, fino ad arrivare massimo a 2 kg.

Il lavoro continuerà in questo modo fino al termine della riabilitazione, aumentando gradualmente il carico di lavoro.

Poiché, come già detto, la riabilitazione incide per il 50-60% nel recupero totale del paziente dopo una problematica, è doveroso seguire alla lettera tutto ciò che viene prescritto e raccomandato dallo specialista. Non seguire le sue indicazioni potrebbe portare al peggioramento della situazione con conseguente fallimento del percorso di riabilitazione.

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