Cos’è il piede piatto (o piedi piatti)?

By 18 Giugno 2019Articoli
Piede piatto roma

Il piede piatto, o sindrome pronatoria, è una alterazione anatomica della forma e della funzione del piede molto diffusa.

L’arco plantare mediale, o volta longitudinale interna, si presenta con un’arcata mediale più bassa rispetto alla norma e, nei casi più gravi, può essere totalmente assente. La parte centrale del piede, quindi, poggerà del tutto al suolo.

Tale malformazione può causare un difetto di postura come la iperpronazione del piede ed essere accompagnata da dolori ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia .

Inoltre predispone a fenomeni degenerativi che riguardano le articolazioni, i muscoli, le ossa e i legamenti.

La causa principale di questa deformità dipende dalla disfunzione del tendine tibiale posteriore, che va incontro ad una perdita di funzione o, nei casi più gravi, ad una rottura completa.

Solitamente è una malformazione bilaterale, ovvero riguarda entrambi i piedi; in alcuni casi, però, può riguardare soltanto un piede.

Spesso è una condizione associata al valgismo del retro piede, anche detto “piade piatto valgo”.

Piede piatto nei bambini:

Il piede piatto nei bambini è una condizione molto frequente poiché la volta plantare mediale deve ancora svilupparsi e perché è presente una quantità di tessuto adiposo che impedisce la visione della volta longitudinale interna.

Il bambino, infatti, nasce con i piedi piatti e ciò gli permette un migliore appoggio al suolo. Soltanto con l’inizio della deambulazione, l’arco plantare comincia a delinearsi.

Nonostante sia quindi una condizione fisiologica e normale, è consigliabile rivolgersi ad un ortopedico dopo i sei anni per escludere la presenza di patologie di cui il piede piatto potrebbe essere il sintomo.

Cause:

Le cause del piede piatto possono essere date due diverse condizioni:

  • una congenita viene cioè trasmessa dai genitori;
  • una adattiva che è causata dalla presenza di fattori predisponenti.

Tali fattori predisponenti possono essere relativi a:

  • eventi traumatici che riguardano la caviglia;
  • alcune patologie neurologiche, come la spina bifida, o neuromuscolari, come la paralisi cerebrale o la distrofia muscolare;
  • l’artitrite reumatoide;
  • le miopatie;
  • un errore nella formazione delle ossa del piede durante la gravidanza;
  • alcune condizioni come l’obesità e il sovrappeso, abitudini posturali errate, prolungati periodi di inattività degli arti inferiori, come quelli causati dalla sindrome di ipermobilità articolare.

Fastidi:

I fastidi più comuni riguardano:

  • dolore al tallone, ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia, alle anche, alla zona lombare;
  • metatarsalgia che causa un dolore localizzato nella parte anteriore del piede;
  • difetto di postura come l’iperpronazione, un’eccessiva rotazione del piede verso l’interno;
  • gonfiore alle caviglie e ai piedi, accompagnati da sensazione di stanchezza;
  • problemi muscolo-scheletrici ai piedi;
  • perdita d’equilibrio;
  • rigidità articolare;
  • fascite plantare;
  • formazioni callose e talloni screpolati.

Inoltre predispone a fenomeni degenerativi che riguardano le articolazioni, i muscoli, le ossa e i legamenti.

A chi rivolgersi: 

Quando il disturbo riguarda i bambini, è certamente consigliabile rivolgersi ad un pediatra che indirizzerà, nei casi opportuni, il paziente ad un ortopedico pediatrico.

Quando riguarda soggetti adulti è possibile rivolgersi a dei medici, specialisti in Ortopedia, in Terapia Fisica e in Riabilitazione.

In particolare modo, è possibile rivolgersi agli specialisti del Piede e della Caviglia.

La diagnosi consisterà in un attento esame clinico, che prevede la valutazione del passo e della deambulazione, l’osservazione dell’appoggio plantare e dell’asse del retro piede al podoscopio, in test dinamici e funzionali.

È consigliabile anche valutare contestualmente l’assetto biodinamico dell’arto inferiore e la presenza di rotazioni patologiche.

Nei casi più gravi può essere necessario anche uno studio radiografico per esaminare l’eventuale presenza di malformazioni congenite.

Rimedi:

Nei casi in cui il disturbo rimanga costante anche dopo i 3-4 anni, è consigliabile intraprendere un trattamento conservativo.

Questo consiste nell’attuazione di esercizi specifici e nell’utilizzo di calzature adatte che permettano un corretto posizionamento.

È consigliabile utilizzare specifici plantari, la cui tipologia dipende dalle indicazioni dello specialista.

Intervento chirurgico per il piede piatto:

L’approccio chirurgico, nonostante sia a basso impatto, non viene generalmente consigliato perché la malformazione non comporta fastidi gravi.

Viene valutata solo in presenza di deformità importanti associate ad alterazioni strutturali e funzionali che non si risolvono entro gli 8-9 anni.

In età adulta, l’intervento diviene più importante e complesso. È quindi consigliabile intervenire immediatamente nel caso si presenti una sintomatologia dolorosa.

L’intervento è definito come artrorisi (o artrodesi) con vite endosenotarsica e prevede l’inserimento, attraverso una piccola incisione cutanea di un centimetro, di una vite di 9-10 mm di diametro all’interno del seno tarso, una cavità del piede.

Questa ha il compito di opporsi alla pronazione del calcagno, facendo quindi risalire la volta plantare. Tale correzione, inizialmente di natura meccanica, diviene successivamente propriocettiva, in quanto saranno poi i muscoli deputati al mantenimento della volta ad esercitare lo stimolo meccanico.

L’intervento prevede l’anestesia locale della zona trattata ed ha una durata di circa 15 minuti.

Convalescenza:

La convalescenza dell’intervento prevede l’utilizzo di un tutore e due stampelle per evitare l’appoggio del piede a terra.

Quest’ultimo può avvenire soltanto 3 settimane, in modo progressivo, quando verrà sostituito il tutore da una scarpa da ginnastica.

La riabilitazione fisioterapica successiva, che può avere inizio dopo circa 6 settimane, prevede sport in acqua e corsa leggera.

Per gli sport da contatto bisognerà invece aspettare circa 4 mesi.

Nel 95% dei casi non vi è la necessità di rimuovere la vite, a meno che il soggetto non lamenti un fastidio durante la deambulazione.

Prevenzione:

La prevenzione del piede piatto consiste essenzialmente in esercizi da far fare al bambino non appena si rende evidente la malformazione.

Questi consistono nel:

  • farlo camminare scalzo o con le sole calze il più spesso possibile, facendo esercitare i muscoli e i tendini in modo da correggere la postura. In generale, è preferibile utilizzare scarpe flessibili e morbide;
  • mantenere il peso del bambino sotto controllo per far diminuire le formazioni adipose che interessano l’arto;
  • attuare semplici esercizi come farlo camminare in punta di piedi, sui talloni, con la parte esterna e poi con quella interna, far raccogliere piccoli oggetti con il piede, come la carta, e trasportarli il più possibile.

Plantari:

I plantari ortopedici svolgono un’azione biomeccanica e sostengono il piede nel suo funzionamento normale.

Nel caso della presenza di una deformazione da piede piatto, il plantare ha il compito di correggere la distribuzione del carico corporeo durante la fase di appoggio del piede.

Ha quindi un’utilità correttiva ed ha il compito di scaricare le zone gravate da più peso.

Ha, inoltre, un’utilità antalgica, poiché riduce il dolore e biomeccanica, in quanto trasferisce il peso del soggetto lungo le linee fisiologiche del piede su cui dovrebbe poggiare.

In commercio esistono diversi tipi di plantari che possono essere utilizzati per ridurre le problematiche di natura biomeccanica e posturale legate alla deformità da piede piatto.

Ne esistono due principali tipologie:

Plantari standard

  • Coppia di solette ortopediche per scarpe con arco plantare: presentano un arco plantare semirigido per mantenere il piede nella posizione corretta. Previene la formazione del piede piatto.
  • Plantari per metatarsalgia e neuroma di Morton: sono progettati per alleviare il dolore alle ossa metatarsali e all’arco longitudinale. Sono indicati per mantenere il piede nella posizione corretta e prevenire la deformità da piede piatto o cavo.
  • Plantari ortopedici per correggere i piedi piatti dei bambini: Presentano un arco plantare ed hanno la funzione di prevenire e correggere i piedi piatti dei bambini.

Plantari personalizzati

La realizzazione prevede che il calco pressorio venga generato dal computer analizzando l’impronta dinamica media: l’impronta morfologica del piede sotto carico, acquisita con il Podoscanalyzer viene sovrapposta al calco pressorio per affinare la visualizzazione delle deformità.

Ne esistono varie tipologie:

  • Plantare Walkable (modellato per lievitazione)
  • Plantare sportivo Walkable
  • Plantare sensomotorio
  • Plantare su calco
  • Plantare Ledos (modellato tramite lavorazione ad asporto)

Dove trovare un centro in grado di affrontare il problema a Roma Prati:

 In via Andrea Sacchi, nel cuore del quartiere Flaminio, situato a Prati, è presente un centro fisioterapico specializzato in riabilitazione di problematiche come quella relativa al piede piatto.

Seppur la deformazione non presenti una sintomatologia dolorosa, è consigliabile rivolgersi quanto prima ad esperti che possano pianificare trattamenti utili ad evitare il peggioramento della condizione ed una sua cronicizzazione in fase adulta.

Contattaci per avere maggiori informazioni.

 

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