Chi è e cosa fa l’ortopedico specialista dell’anca?

By 28 Febbraio 2019Articoli
ortopedico anca

L’anca è la seconda articolazione più grande del nostro corpo, dopo il ginocchio. La sua forma è sferoidale ed è composta da due ossa: la testa del femore e l’acetabolo, entrambi ricoperti dal rivestimento cartilagineo. Oltre che dalla cartilagine, l’anca è rivestita da un robusto fascio di muscoli e adiacenti passano importanti nervi.

Sono diverse le patologie che possono colpire questa importante articolazione ed è quindi fondamentale non sottovalutarne lo stato di salute specialmente con l’avanzare dell’età. L’ortopedico specialista dell’anca è la persona giusta a cui ci si deve riferire quando si ha l’esigenza di fare un controllo all’anca.

L’ortopedico specialista dell’anca è il medico adatto a verificare l’esistenza di patologie e problematiche legate all’anca. Attraverso una visita specialista è in grado di rilevare la causa alla base del dolore o della limitazione fisica riportata dal paziente, programmando un piano di azione terapeutica su misura.

Solitamente si arriva a confrontarsi con l’ortopedico specialista dell’anca in presenza di una sintomatologia semi-invalidante o successivamente ad un episodio traumatico.

Gli step della visita specialistica all’anca

Il primo passo in una visita ortopedica specialistica è l’anamnesi, indispensabile per proseguire con il processo diagnostico. In questa fase l’attenzione è posta sulla storia clinica del paziente: malattie pregresse e malattie familiare, eventuale assunzione di farmaci ed eventuali operazioni subite.

Il secondo step si concentra sulla visita vera e propria del paziente in relazione ai sintomi riportati da quest’ultimo. In questa fase l’ortopedico specialista dell’anca svolge alcuni test specifici al fine di valutare una serie di parametri utili ad identificare l’entità del sintomo riportato.

È utile l’ausilio di esami strumentali come la radiografia per poter delineare un quadro diagnostico completo. Se non si è già in possesso di esami precedentemente svolti, l’ortopedico specialista potrebbe richiedere al paziente di svolgere alcuni esami come la TAC, la risonanza magnetica, la MOC, l’ecografia o la radiografia.

Quali patologie dell’anca può curare?

1.Artrosi dell’anca

La patologia dell’anca più comunemente riscontrata nei pazienti è l’artrosi, degenerativa e cronica. La prima problematica dell’artrosi all’anca (coxartrosi) è legata ad una riduzione cartilaginea tra la testa sferica del femore e l’acetabolo, che, in un contesto di normale funzionamento, dovrebbero scorrere senza sfregare.

Questa situazione porta una serie di conseguenze legate all’adattamento del corpo alla riduzione cartilaginea. Il carico osseo, non più ammortizzato dalla cartilagine, può portare alla formazione di cisti o osteofiti (un’ecrescenza del tessuto osseo).

Se lo stadio della patologia è avanzato, l’artrosi all’anca può limitare la deambulazione del paziente a causa di una lacerazione parziale o totale dello strato cartilagineo e dalle ecrescenze ossee.

I pazienti più soggetti ad una diagnosi di artrosi all’anca rientrano nella fascia di età compresa fra i 50 e i 60 anni ma questo non esclude che la patologia posso a presentarsi anche precedentemente specialmente se si si subiscono traumi specifici. Le donne sono più esposte al rischio rispetto agli uomini.

Nella maggior parte dei casi l’artrosi all’anca si presenta a seguito di un trauma, di un’infiammazione, di una lesione articolare dell’anca o di squilibri posturali e più raramente è riconducibile ad un semplice progredire dell’età.

Il compito dell’ortopedico specialista dell’anca è prima di tutto individuare la causa specifica del problema per avere gli strumenti adatti a consigliare il giusto percorso terapeutico. In alcuni casi vengono coinvolti altri specialisti come l’osteopata o il fisioterapista, sempre sotto prescrizione dell’ortopedico specialista oppure invece, in altri casi, è l’ortopedico stesso che prescrive una cura farmacologica (se necessario).

Nei casi più gravi l’ortopedico può decidere di operare il paziente svolgendo un intervento di protesi all’anca.

L’artrosi, pur essendo una delle patologie più comuni dell’anca, non è l’unica a creare disagi notevoli nei pazienti.

2. Osteonecrosi

L’osteonecrosi della testa del femore è un’altra patologia che può colpire l’articolazione dell’anca anche in pazienti giovani. È caratterizzata da un’insufficiente afflusso ematico che porta alla necrosi del tessuto osseo. Le cause sono riconducibili a situazioni traumatiche, coagulopatie tossiche (anche uso di sostanze stupefacenti).

Il dolore solitamente insorge all’altezza dell’inguine per poi diffondersi sulla fascia anteriore della coscia e può portare a zoppia, borsiti allo psoas, dolori neurologici, sinoviti e lesioni labrali.

Per diagnosticare questa patologia, l’ortopedico specialista dell’anca in una fase iniziale può servirsi anche solo della radiografia. Per definire l’estensione della lesione è però necessario che il paziente faccia una TAC, sempre sotto prescrizione dello specialista.

Il trattamento prescritto dall’ortopedico specialista dell’anca può essere di tipo farmacologico o biofasico (nei casi meno gravi) oppure di tipo chirurgico nei casi più borderline. L’intervento consiste nella sostituzione protesica dell’anca.

3. Borsite trocanterica

La borsa trocanterica è una sorta di cuscinetto utile ad ammortizzare gli attriti tra tendine ed osso. Un’infiammazione di questa area comporta dolore nella regione laterale dell’anca. Il dolore percepito è sin da subito acuto e quindi sintomatologico come l’impossibilità di dormire sul fianco colpito.

La principale causa di questa patologia è il sovraccarico, quindi un eccessivo sforzo della parte in questione senza però escludere cause di natura diversa come traumi, o malconformazione delle ossa.

La diagnosi è rilasciata dall’ortopedico specialista dell’anca a seguito di un’accurata visita nella quale può anche prescrivere un’ecografia per delineare al meglio le cause del dolore riportato.

Il compito dell’ortopedico è prima di tutto capire se il problema è di natura posturale, plantare o di simmetria e lunghezza degli arti.

Essendo un’infiammazione non è necessario operare ma l’ortopedico può prescrivere una terapia a seconda della gravità: dalla prescrizione di farmaci antinfiammatori o terapie elettromedicali (come la tecar) all’uso di plantari ortopedici.

4. Lussazione congenita dell’anca

La displasia dell’anca è la più comune malformazione scheletrica congenita, una patologia dello sviluppo presente fin dalla nascita. Si manifesta principalmente nel sesso femminile e può presentare forme più o meno gravi. Nei neonati è asintomatica e solo una visita con l’ortopedico specialista dell’anca può rilevare il problema.

Nei bambini più grandi, invece, i sintomi sono più evidenti: l’arto interessato è più corto e comporta zoppia. Nell’adulto i sintomi sono più consistenti: se l’anca è lussata si possono avere iperlordosi e ginocchio valgo mentre se non è lussata c’è comunque un altro rischio di artrite che deve essere monitorato dallo specialista.

Se la displasia è diagnosticata alla nascita si può curare tramite l’utilizzo di un tutore. Se invece la diagnosi avviene in una fase successiva, quando il bambino già cammina, si può ricorrere sia all’utilizzo del tutore che dell’operazione chirurgica da parte dell’ortopedico specialista.

5. Conflitto femoro-acetabolare

Questa patologia si manifesta nei casi in cui la conformazione ossea dell’anca è tale per cui la testa del femore non scorre liberamente nella coppa acetabolare ed entrano in conflitto.

Questo comporta una lesione del labbro acetabolare e successivamente un’erosione della cartilagine che può portare ad artrosi. Le cause possono essere sia congenite che acquisite e i sintomi riportati all’altezza del gluteo o dell’inguine. Un dolore caratteristico è quello che il paziente avverte mentre sta seduto. Il trattamento è importante per non giungere ad una situazione di zoppia e difficoltà a deambulare.

L’ortopedico specialista dell’anca a seguito della visita e con gli esami strumentali alla mano decide la terapia più adeguata che nei casi più gravi può essere una soluzione chirurgica.

Quali patologie dell’anca può aiutare a prevenire?

L’artrosi all’anca è una di quelle patologie che, con le giuste accortezze, può essere prevenuta. L’ortopedico specialista dell’anca può prescrivere al paziente predisposto una serie di azioni da compiere affinchè il problema non si concretizzi.

Il peso è la prima cosa a cui bisogna prestare attenzione: l’eccessiva sollecitazione dell’articolazione ne può provocare una sofferenza. L’attività fisica moderata è fortemente consigliata  al fine di sollecitare il movimento articolare, muscolare e scheletrico. Anche gli integratori risultano essere molto utili: magnesio, vitamina A, vitamina C e vitamina D oppure tutti gli alimenti che contengono tali principi nutritivi.

Come può essere utile nel processo di riabilitazione?

La riabilitazione coinvolge soprattutto le persone che sono state sottoposte ad un’operazione di protesi all’anca. Il recupero varia dalle 4 alle 6 settimane e in questa fase in cui il paziente è fermo è importante che il medico faccia delle iniezioni di anticoagulante per evitare che si formino dei trombi nelle gambe.

L’ortopedico specialista dell’anca deve periodicamente controllare l’andamento del recupero: solitamente il primo controllo viene fatto 6 settimane dopo l’intervento. Inoltre deve programmare il percorso riabilitativo del paziente del quale se ne occupano altre figure come il fisioterapista.

Le indicazioni dell’ortopedico specialista sono quindi fondamentali al fine di poter svolgere un recupero clinico conforme alle esigenze del singolo paziente.

Perchè rivolgersi ai migliori ortopedici specialisti dell’anca?

Quando si soffre di una qualsiasi patologia che riguarda l’apparato loco-motore il primo passo da fare è rivolgersi ad uno specialista che possa fornirci un quadro completo della situazione.

Spesso si confondono figure come fisioterapista, osteopata o ortopedico ma bisogna tenere bene a mente la differenza fra queste figure.

Se hai bisogno di una diagnosi, capire le cause del tuo problema per poi iniziare un percorso terapeutico di qualsiasi genere, la prima cosa che devi fare è rivolgerti ad un ortopedico specialista dell’anca (in questo caso).

Ricordiamo che l’ortopedico è prima di tutto un medico e possiede quindi gli strumenti diagnostici adeguati per poter fornire al paziente un quadro clinico completo. Inoltre è specializzato nel trattamento sia chirurgico che non chirurgico ed ha quindi le competenze sia nel campo della fisiopatologia che della terapia media e chirurgica.

È difficile rendersi conto di quali possano essere i migliori ortopedici specialisti dell’anca, specialmente se è la prima volta che riscontri un problema del genere ed inizi la tua ricerca da zero.

Per questo motivo è importante cercare accuratamente lo specialista giusto, con esperienza e competente. Ma dove lo puoi cercare?

Dove trovare i migliori ortopedici a Roma?

Stai cercando uno tra i migliori ortopedici specialisti dell’anca a Roma? Non è semplice capire a chi affidarsi ed è per questo che nascono i centri diagnostici ed i centri di fisioterapia. Luoghi in cui è possibile confrontarsi con un’equipe di specialisti altamente selezionati in base alle competenze e all’esperienza.

Centrofisiomedical è un centro fisioterapico che offre visite medico specialistiche, permette di eseguire anche esami strumentali con apparecchiature di ultima generazione.

È il posto giusto per chi non sa a chi rivolgersi, un ambiente dinamico specializzato nella riabilitazione ortopedica e anche nella cura delle patologie traumatologiche.

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