Morbo di Dupuytren: cos’è

By 28 Ottobre 2019Articoli
Morbo di dupuytren Roma

Il morbo di Dupuytren è una malattia cronica della mano che si sviluppa in modo progressivo che causa:

  • un ispessimento dell’epidermide
  • la retrazione delle dita in modo permanente.

La malattia di Depuytren è una delle principali cause di rigidità articolare.

Molto lavoro c’e’ ancora da fare per indagare sulle cause delle malattia, anche se la predisposizione genetica sembra essere la principale. La progressione del morbo di Dupuytren può essere rallentata con degli specifici trattamenti mirati che aiutano a riacquisire una buona funzionalità della mano.

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Morbo di Dupuytren: cause

Le cause del morbo di Dupuytren sono da ritrovarsi in diversi fattori. Recenti studi hanno riscontrato una forte predisposizione ereditaria della malattia, la cui comparsa risulta essere maggiormente probabile se in famiglia ci sono stati degli altri casi di questa condizione patologica. Attualmente però non è ancora stato identificato il gene responsabile.

Anche i fattori ambientali giocano un ruolo cruciale nell’insorgenza del morbo di Dupuytren:

  • A seguito di una guarigione di un trauma si sono registrati casi di morbo di Dupuytren; il collegamento tra l’insorgenza della malattia e un trauma è tutt’ora discusso e chiaramente deve essere presente anche una predisposizione genetica.
  • Vi sono anche alcune ipotesi che la malattia di Dupuytren sia una malattia cronica infiammatoria.
  • La presenza di uno stress ossidatorio unito a ischemia di miscrovasi potrebbe essere un fattore che facilita l’insorgenza di questo disturbo.
  • Anche l’assunzione di alcool sembra far progredire il morbo di Dupuytren, bastano due unità alcoliche al giorno per avere una maggiore probabilità di incorrere in questo disturbo.

Chi sono i soggetti maggiormente a rischio?

I soggetti che hanno maggiori probabilità di incorrere nell’insorgenza del morbo di Dupuytren sono solitamente persone con un’età compresa tra i 50 e i 70 anni.

Si manifesta principalmente nella popolazione caucasica ed ha un’incidenza maggiore nel genere maschile rispetto a quello femminile.

Può comparire ad una sola mano, ma nel 65% dei casi si rivela essere bilaterale. Le dita maggiormente interessate sono l’anulare ed il mignolo.

Morbo di Dupuytren: sintomi

Il morbo di Dupuytren ha un’insorgenza lenta che procede per fasi abbastanza definite. I primi sintomi che compaiono sono delle modifiche a livello microscopico nel tessuto sottocutaneo: queste alterazioni tuttavia non vengono percepite, e dunque è difficile effettuare una diagnosi precoce del morbo di Dupuytren. I sintomi che generalmente i pazienti sperimentano sono la comparsa di un piccolo nodulo o più sul palmo della mano, insieme ad un ispessimento dell’epidermide. Questa sintomatologia può essere facilmente percepita al tatto. Nella fase successiva si ha lo sviluppo di cordoni retraenti. I noduli ed i cordoni generalmente si presentano nel lato ulnare della mano, ma possono comparire su tutto il palmo. Nel corso del tempo queste neoformazioni possono svilupparsi sempre più fino a portare ad una flessione cronica delle dita.

Morbo di Depuytren: diagnosi

La diagnosi per il morbo di Dupuytren si esegue mediante un semplice esame obiettivo con il quale il medico è in grado di riconoscere la sintomatologia che caratterizza questo disturbo e fornisce un giudizio sullo stadio della sua progressione.

Solitamente dopo la visita da parte del medico è richiesto anche un consulto con uno specialista della mano che permette di consigliare al paziente il trattamento più indicato.

I fattori maggiormente interessanti durante l’esame obiettivo sono i sintomi maggiormente visibili come l’ispessimento dell’epidermide nella zona palmare della mano e la presenza dei noduli o dei cordoni retrattori. Nella fase più avanzata può esservi anche la flessione di una o più dita che rendono difficile la presa.

Morbo di Dupuytren: cure

Non esiste una terapia conservativa per il morbo di Dupuytren, molto spesso l’unica soluzione si ritrova nell’intervento chirurgico. Negli ultimi anni si sono rivelate particolarmente efficaci alcune terapie non chirurgiche e non invasive come le iniezioni di collagenasi o la cordotomia percutanea.

Sarà lo specialista della mano a decidere quale sia il miglior intervento per il trattamento del morbo di Dupuytren a seguito di una valutazione della progressione della malattia.

trattamento chirurgico

l’intervento chirurgico viene consigliato in presenza della perdita della funzionalità della mano a seguito di una flessione delle dita che può comportare anche l’impossibilità di svolgere alcune azioni quotidiane, o a seguito di un’eccessiva progressione della malattia.

L’intervento per il morbo di Dupuytren si chiama aponeuroctomia e prevede l’asportazione del tessuto fibroso che caratterizza questa patologia. Esistono diverse modalità di intervento che differenziano tra loro per le incisioni che vengono effettuate o per il percorso di degenza:

  • Asportazione del nodulo: questo intervento prevede l’asportazione del nodulo che si forma con il morbo di Dupuytren, talvolta anche del cordone. L’asportazione del tessuto varia in base alla progressione della malattia, sarà il medico a decidere quanto tessuto sezionare.
  • Dermofascectomia: è l’intervento più invasivo che prevede la totale asportazione della cute e del tessuto sottostante e sostituito con un innesto. Solitamente è indicato nei casi che presentano delle recidive.
  • Cordotomia percutanea: non è una vera e propria operazione chirurgica e viene svolta a livello ambulatoriale. Questa tecnica prevede l’utilizzo di un ago per perforare il cordone fino ad indebolirlo per poi romperlo tramite forza meccanica.

Riabilitazione e fisioterapia

La riabilitazione a seguito dell’intervento chirurgico è di fondamentale importanza per riacquisire una corretta funzionalità della mano. Il metodo d’eccezione per la riabilitazione è quello della fisioterapia che permette un mantenimento del movimento flesso-estensore delle dita coinvolte. Grazie alla fisioterapia si potrà avere anche un controllo mirato dell’edema e della retrazione cicatriziale.

L’intervento fisioterapico si basa principalmente su massaggi specifici e sull’esecuzione di alcuni esercizi, che il paziente dovrà ripetere anche a casa, con lo scopo di recuperare una buona funzionalità articolare.

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