La medicina rigenerativa

By 7 Giugno 2019Articoli
Medicina rigenerativa

La ricerca in campo medico propone continuamente delle novità rivolte a migliorare l’attività del medico e la qualità di vita dei pazienti. È stato cosi nella ricerca e nello sviluppo delle protesi articolari; nella rivoluzione della chirurgica articolare avuta con l’artroscopia, passando per i continui sviluppi delle tecniche chirurgiche in ambito traumatologico.

Nel nuovo millennio si è sviluppata una nuova branca della medicina, la medicina rigenerativa che studia e tenta di risolvere in maniera (naturale) biologica le problematiche legate al consumo dei tessuti.

Proprio per queste capacità biologiche in campo ortopedico viene detta ortobiologia; scienza che si pone l’obiettivo di sviluppare nuove terapie per promuovere la riparazione dei tessuti dell’apparato muscolo-scheletrico stimolando le risorse naturali dell’organismo per contrastare i danni causati da traumi o da malattie e fornendo così delle soluzioni alternative ai tradizionali trattamenti o intervento chirurgico.

Medicina rigenerativa: strumenti

I principali strumenti messi a disposizione dell’ortopedico dall’ortobiologia sono:

1) Acido Ialuronico (viscosupplementazione).

2) Prodotti autologhi del sangue con o senza leucociti (LR-PRP o LP-PRP).

3) Terapie cellulari:

Estratti del midollo osseo (Bone Marrow);

Estratti del Tessuto Adiposo;

Estratti del Tessuto Sinoviale;

Estratti del Tessuto Placentare (Amniotico o cordone ombelicale).

Tra questi hanno ormai ricevuto un riconoscimento scientifico di efficacia i Fattori di Crescita estratti dalle piastrine (PRP).

I fattori di crescita sono delle proteine che stimolano la proliferazione (crescita) e differenziazione delle cellule. Sono comunemente presenti nel sangue ed all’interno di alcune cellule. La loro funzione principale consiste nello stimolare una cellula a riprodursi con lo scopo di riparare il tessuto danneggiato.  Quindi non si tratta di cellule staminali, che sono invece delle cellule indifferenziate prelevate dal midollo del paziente, ma sono presenti anche in altri tessuti come il grasso o il sangue stesso.

Come fornitore di fattori di crescita ci viene in aiuto il sangue che è composto da globuli rossi (trasportatori di ossigeno ed energia), globuli bianchi (deputatati principalmente alla difesa del nostro organismo) e dal plasma.

Il plasma rappresenta la porzione priva di cellule e contenente piastrine e fattori di crescita.

Le piastrine hanno un ruolo biologico fondamentale nella guarigione dei tessuti a cominciare dai processi di coagulazione e contengono grandi quantità di fattori di crescita al loro interno. Per poter concentrare tali sostanze sono state ideate diverse metodiche tra cui la più semplice ed efficace è quella di centrifugare il sangue ottenendo un plasma (porzione fluida del sangue) ricco in piastrine detto comunemente PRP (platelets-rich plasma) che assicura una quantità di fattori di crescita da 3 a 5 volte superiore al sangue normale.

Esistono varie metodiche di estrazione dei fattori di crescita dal sangue ma sostanzialmente si possono individuare prodotti ricchi di Leucociti (LR-PRP) che sembrerebbero più attivi nei tendini e prodotti poveri di Leuociti (LP-PRP) più attivi nelle articolazioni.

Quando sottoporsi al trattamento di PRP?

Il PRP ha mostrato effetti positivi nello stimolare i processi di guarigione di vari tessuti ed in particolare di ossa, cartilagine, tendini e muscoli e per questo motivo si sono diffusi, negli ultimi anni, numerosi utilizzi nelle patologie muscolo-scheletriche (alcuni dei quali necessitano però di verifiche cliniche ulteriori).

Quali sono i principali trattamenti di PRP?

  • Tendini (Tendiniti croniche):
  • Epicondilite Laterale (gomito del tennista);
  • Epicondilite Mediale (gomito del golfista);
  • Tendinopatia Achillea;
  • Tendinopatia rotulea;
  • Fascite Plantare o spina calcaneare;
  • Ossa: miglioramento nella guarigione delle sofferenze ossee come ad esempio contusioni, sovraccarichi e fratture;
  • Muscoli: lesioni muscolari acute;
  • Cartilagine: usura delle articolazioni dovuta a processi degenerativi precoci.

Il PRP si è dimostrato utile nel modulare la riparazione e rigenerazione della cartilagine, ritardare i processi di degenerazione ma soprattutto nel ridurre l’infiammazione e quindi la sintomatologia dell’artrosi (Dolore e Riduzione del Movimento Articolare).

Alcuni studi hanno dimostrato che attraverso i trattamenti PRP i pazienti riescono ad ottenere una riduzione dei tempi di recupero.

Questa scoperta ha portato l’agenzia mondiale anti-doping (WADA) ad approvare l’utilizzo terapeutico delle infiltrazioni PRP anche per gli atleti infortunati.

Trattamento PRP: quando si può fare?

I trattamenti PRP, per mezzo delle infiltrazioni, possono diminuire o addirittura eliminare i problemi legati a diverse infiammazioni come: tendiniti, lesioni muscolari, usura delle articolazioni, traumi, artrosi dell’anca nello stadio iniziale, patologie a carico del ginocchio, contusioni e fratture.

Come si svolge il trattamento PRP?

Il trattamento con PRP è generalmente di tipo infiltrativo. Per questo tipo di infiltrazioni viene usato un ago lungo 90 millimetri e si eseguono una serie di iniezioni intrarticolari. Generalmente, il trattamento viene fatto sotto la guida ecografica o radiografica.

Quante sedute occorrono?

Le infiltrazioni con PRP possono essere ripetuti più volte, il tutto dipende dall’intensità dell’infiammazione e dalla sintomatologia del paziente. Nei casi più gravi, come ad esempio nelle patologie di artrosi, la cura può durare tra gli 8 e i 12 mesi.

Il trattamento PRP è doloroso?

Le infiltrazioni con PRP non sono molto dolorose, ma innanzitutto bisogna prendere alcune precauzioni come l’utilizzo dell’anestesia locale.

Le terapie Cellulari

Le terapia Cellulari più utilizzate attualmente sono il midollo osseo (Bone Marrow) ed il tessuto adiposo (Lipoaspirato).

Le cellule staminali sono delle cellule multipotenti capaci di dividersi e differenziarsi in diversi linee cellulari (possono diventare cellule di vari tipi di tessuto).

Tali cellule sono contenute in molti tessuti come: sangue, midollo osseo, tessuto adiposo, membrana sinoviale. Le cellule staminali sono presenti in diverse quantità che dipendono dall’età e dalla genetica, ma in genere si tratta di concentrazioni molto basse. Anche se in numero limitato la loro azione è potenziata dalla capacità di reclutare le cellule staminali presenti nel tessuto ricevente, secernere fattori bioactivi (Cytochine, fattori di crescita etc.) che stimolano l’angiogenesi (produzione di vasi sanguigni) ed il rinnovamento cellulare. Hanno un’azione locale antiinfiammatoria ed immunomodulatoria. Per tale motivo è stato suggerito dal Prof. Arnold Kaplan, uno dei maggiori esperti del settore, di chiamare queste cellule “Medical Signaling Cells” cellule che dialogano con le cellule già presenti nel tessuto da riparare al fine di stimolare una “rigenerazione” ordinata dello stesso.

Il midollo osseo

Il Midollo osseo o Bone Marrow è un prodotto di estrazione midollare che si ricava da un concentrato dell’aspirazione effettuata dal midollo di alcune ossa (cresta iliaca, tibia e femore vicino al ginocchio, omero vicino alla spalla e calcagno). Il prodotto finale da iniettare nel tessuto malato viene ricavato attraverso dei sistemi di centrifugazione.

Il tessuto adiposo

Il tessuto adiposo o lipoaspirato è prelevato in genere dall’addome, dai fianchi o dalle cosce. Il processo di separazione meccanica della parte grassa (lipidi) concentra la frazione vascolare stromale (tessuto che avvolge i vasi sanguigni presenti nel grasso) ricca di “cellule staminali”. Utilizzato da decenni in chirurgia plastica e ricostruttiva sia come riempitivo (lipofilling), sia come strumento per la guarigione delle ferite.

Questo procedimento ha suscitato, solo negli ultimi anni, un interesse anche in campo ortopedico dove sta dando risultati soddisfacenti soprattutto nelle patologie degenerative articolari di ginocchio e spalla.

La medicina biologica: valida alternativa all’intervento chirurgico

In conclusione, l’ortobiologia fornisce un valido aiuto nel trattamento non chirurgico delle patologie ortopediche. Pur esistendo pochi dati scientifici certi sembrerebbe accertata una funzione importante nel miglioramento dei sintomi e nel miglioramento della guarigione di tessuti difficili (cartilagine, tendini e menischi).

Manca, al momento, una evidenza scientifica sul reale potere rigenerativo. Sarebbe quindi più corretto parlare di Medicina biologica piuttosto che di Medicina rigenerativa.

Per rigenerare i nostri tessuti danneggiati avremo bisogno in futuro di 3 elementi fondamentali:

  • Terreno: un’impalcatura (Scaffold) bioingegnerizzata che rappresenti la struttura di base su cui far crescere le cellule specifiche che dovranno riabitarla;
  • Semina: le cellule staminali che serviranno a colonizzare gli Scaffolds;
  • Fertilizzante: fattori biologi come il PRP che forniscano la linfa per mantenere e stimolare il processo di integrazione.

Dove trovare un ottimo centro per il trattamento con PRP

Se hai un problema ai tessuti e lo vuoi risolvere tramite l’ortobiologia, Studio Fisiomedical può fare al caso tuo.

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2 Comments

  • Vincenzo Mancini ha detto:

    Buonasera, ho cercato su internet un centro a Roma che praticasse la ricostruzione meniscale con cellule staminali adipose. Volevo avere qualche informazione in merito.
    Sono stato operato di meniscectomia mediale selettiva a Maggio di quest’anno, ma non sento di aver recuperato in maniera soddisfacente e vorrei evitare future artrosi. L’altro ginocchio non è stato operato ma non mi sembra sia messo meglio.
    Che cosa si può fare?

    • studiofisiomedical ha detto:

      Buongiorno Sig. Vincenzo, il termine da Lei indicato (ricostruzione meniscale) è improprio. L’utilizzo delle cellule adipocitiche permette la “riparazione” di alcuni tessuti, ma non la “ricostruzione” del menisco che le è stato asportato!! Probabilmente nel Suo caso potrebbe essere utile, al fine di ritardare un processo involutivo della cartilagine articolare, sottoporsi a cicli infiltrativi di acido ialuronico, che aumenterebbe la viscosità del ginocchio, riducendo così un sovraccarico meccanico della cartilagine. Sperando di essere stati esaustivi, Le inviamo i nostri più cordiali saluti.

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