Cos’è la lussazione alla spalla: definizione

By 23 Luglio 2019Articoli
Lussazione della spalla

La spalla è un’area del corpo umano composta da cinque articolazioni. L’articolazione più importante prende il nome di articolazione scapolo-omerale o glenomerale. Essa mette in comunicazione la testa dell’omero con la cavità glenoidea della scapola.

La lussazione, a carico della spalla è caratterizzata dalla fuoriuscita, in modo permanente, della testa dell’omero dalla cavità glenoidea della scapola.

Quando si verifica una lussazione si ha la perdita delle relazioni tra i capi articolari dell’articolazione stessa.

L’allontanamento nella zona cartilaginea delle due estremità ossee è provocato dalla rottura, parziale, della capsula e dei legamenti che donano stabilità all’articolazione. A volte queste lesioni possono essere ricondotte a delle lesioni della cartilagine articolare, dei vasi, della cute, dei nervi e delle ossa.

Inoltre, possiamo distinguere le lussazioni in complete ed incomplete. Comunque, qualsiasi sia la lussazione, in entrambi i casi sarà necessario intervenire mediante un intervento esterno, in modo tale da riportare le superfici articolari alla loro giusta posizione anatomica.

Lussazioni complete

Quando si verifica una lussazione completa si è in presenza di un distacco tra le due superfici dell’articolazione.

Lussazioni incomplete

Se si tratta di una lussazione incompleta, invece, i due capi ossei resteranno parzialmente collegati tra loro.

Lussazione alla spalla: tipi

Oltre alle lussazioni complete ed incomplete, possiamo distinguere due tipologie di lussazioni a carico della spalla: anteriore e posteriore.

  • Lussazione anteriore della spalla: in questo caso la testa dell’omero esce dalla cavità glenoidea della spalla, inoltre, si sposta verso il basso e in avanti rispetto alla sua normale posizione anatomica;
  • Lussazione posteriore della spalla: qui la testa dell’omero, una volta uscita dalla cavità glenoidea della spalla, si sposta dietro rispetto alla posizione fisiologica naturale.

Nel 95% dei casi di lussazione, spesso, si tratta della lussazione anteriore. Inoltre, tra le due, la lussazione posteriore sembra essere la più difficile da curare.

Sintomi

Tra i sintomi più frequenti correlati nelle lussazioni alla spalla ci sono:

  • Dolore molto acuto e particolarmente fastidioso;
  • Impossibilità nel movimento;
  • Al tatto, la spalla, perde la sua forma rotonda;
  • Deformità, infatti il braccio può restare ciondolante;
  • Episodi di formicolio.

Cause della lussazione alla spalla

Spesso, la lussazione della spalla è una lesione causata da alcuni sport di contatto, quali: rugby, hockey, baseball, basket, sci o lotta.

Inoltre, sono più soggetti a incorrere a lussazioni alla spalla individui di sesso maschile e con una fascia di età bassa.

Sostanzialmente le cause che provocano una lussazione della spalla derivano da forti eventi traumatici i quali comportano la fuoriuscita dell’omero dalla sua sede naturale, ma i meccanismi lesivi possono essere diversi:

  • Movimento brusco ed improvviso mentre si porta il braccio sopra la testa (lancio del baseball);
  • Sovraccarico dei muscoli stabilizzatori dovuta ad un allenamento troppo intensivo;
  • Urto violento con un ostacolo o un avversario;
  • Un trauma intenso con il braccio intraruotato, tipicamente con questo tipo di trauma si verifica una lussazione posteriore;
  • Iperlassità acquisita, un’instabilità dell’articolazione causata da precedenti lussazioni;
  • Iperlassità congenita, la naturale predisposizione all’instabilità dell’articolazione;
  • Caduta con il braccio in posizione extraruotata, questa situazione si verifica spesso quando si cade perché si tende a proteggere il corpo facendo perno sul braccio e appoggiandolo dunque verso l’esterno;
  • Uno strattonamento violento del braccio verso dietro o verso l’esterno, questa condizione si può verificare, ad esempio, durante delle partite di rugby.

Cura

La lussazione della spalla necessita di un intervento di riposizionamento tempestivo.

La manovra di riposizionamento deve essere effettuata esclusivamente da un medico, dopo aver effettuato una radiografia di accertamento, inoltre, spesso la manovra viene effettuata dopo aver anestetizzato l’area in modo tale da ridurre il dolore.

Una volta effettuata la manovra, viene eseguita una seconda radiografia per essere sicuri che l’omero sia tornato alla sua posizione originale. Successivamente, il braccio deve essere immobilizzato per mezzo di un tutore. L’immobilità dell’arto durerà una o due settimane, mentre per gli atleti il periodo di immobilità forzata viene prolungato per garantire la totale guarigione delle strutture anatomiche.

Sarebbe opportuno praticare degli esercizi di mobilità  e di potenziamento muscolare, soprattutto quando il paziente pratica degli sport che lo espongono al rischio di ricorrenti lussazioni.

Le lussazioni alla spalla continuano a ripresentarsi per lo più in soggetti che hanno un’età inferiore ai 30 anni, con una percentuale di circa l’80%. Superati i 30 anni, invece, la possibilità di una lussazione diminuiscono drasticamente.

È molto importante anche la fase di riabilitazione che però si differenzia in base all’età del paziente, alla recidività della lussazione e alla gravità della stessa.

Quando le lussazioni alla spalla sono frequenti il modo migliore per porre fine alla recidività risulterà essere l’intervento chirurgico.

Intervento chirurgico

Quando il paziente è un giovane atleta, soggetto a frequenti lussazioni, l’intervento alla quale viene sottoposto è il riposizionamento in artroscopia del labbro glenoideo e dei legamenti articolari.

Il 95% dei pazienti che hanno subito l’intervento chirurgico riprendono senza problemi le normali attività atletiche e quotidiane, senza riportare alcun danno o una nuova lussazione.

Un altro tipo di intervento è quello considerato a cielo aperto. Questo intervento sembra ridurre ancora di più la possibile ricomparsa di lussazioni alla spalla, ma risulta essere più invasivo.

Dopo un intervento chirurgico i tempi di guarigione oscillano dai 45 ai 180 giorni.

Invece, se il paziente ricorre ad un trattamento conservativo, le attività fisiche leggere potranno essere riprese già dopo le 2 o 4 settimane.

Prevenzione

Prevenire le lussazioni della spalla non è possibile, ma di certo si possono utilizzare delle protezioni adeguate per proteggere la spalla da eventuali traumi o urti violenti, soprattutto quando si parla di atleti che praticano sport di contatto.

Diagnosi

Diagnosticare una lussazione alla spalla è molto spesso visibile ad occhio nudo o palpabile.

Come detto in precedenza, prima di procedere con la manovra di riposizionamento, il medico ortopedico può sottoporre il paziente a delle indagini diagnostiche come la risonanza magnetica o radiografie.

Tramite questi ulteriori esami è possibile verificare se sono presenti altre problematiche come lesioni ai vasi, ai nervi o fratture ossee.

Se, invece, la lussazione della spalla è posteriore bisognerà avvalersi di tecniche radiografiche speciali.

A chi rivolgersi

La figura del medico ortopedico è di fondamentale importanza quando si parla di lussazioni alla spalla. Quest’ultimo può provvedere in un primo momento alla manipolazione dell’arto, riposizionando l’omero nella sua cavità fisiologica.

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