Legamenti del ginocchio: cosa sono, quali sono, a cosa servono

By 22 Gennaio 2020Articoli, news

Legamenti del ginocchio: cosa sono?

Il ginocchio è l’articolazione più complessa del corpo umano.

Chiamata anche articolazione femorotibiale, funge da raccordo tra coscia e polpaccio, collegando tibia e femore e permettendo alle gambe di piegarsi, ruotare e distendersi, seppur in maniera limitata.

Il ginocchio è fondamentale poiché le strutture che lo compongono, sostengono   il peso del corpo e permettono all’uomo di sollevarsi, camminare e correre; proprio per questa sua funzione centrale nel movimento è sottoposto a continua usura e soggetto a malattie, malformazioni e degenerazioni.

L’articolazione del ginocchio è composta da:

  • Ossa
    • Femore, l’osso della parte superiore della gamba (coscia)
    • Tibia, l’osso della parte inferiore della gamba
    • Rotula: un osso rotondo che protegge l’articolazione nella parte frontale.
  • Muscoli
    • Quadricipite, il muscolo anteriore legato al femore
    • Bicipite femorale, il muscolo posteriore legato al femore
    • Tibiale, il muscolo legato alla tibia anteriormente
    • Polpliteo, posizionato trasversalmente e posteriormente al ginocchio
  • Menischi, strutture cartilaginee situate tra femore e tibia permettono il rotolamento e lo scivolamento delle superfici articolari l’una sull’altra, aumentando la congruità articolare del piatto tibiale ed evitando usure cartilaginee delle strutture articolari. Possiamo osservarne due:
    • Mediano
    • Laterale
  • Legamenti, bande di tessuto connettivo-fibroso che rendono stabile l’articolazione. In tutto sono quattro:
    • Crociato anteriore
    • Crociato posteriore
    • Collaterale mediale
    • Collaterale laterale

Quali sono e a cosa servono

I legamenti del ginocchio, come abbiamo appena detto, sono delle strutture fibrose che uniscono l’estremità inferiore del femore (distale) a quella superiore della tibia (prossimale).

Questi sono costituiti per il 70-80% da fibre di Collagene di tipo 1, particolarmente resistenti alla trazione, e in percentuale minore da fibre elastiche, molto estensibili (fino al 150% della lunghezza) ma poco resistenti; questo spiega perché i legamenti reagiscono bene allo stretching ma non ai carichi elevati.

I legamenti svolgono una funzione primaria stabilizzante molto importante; stabilizzano, infatti, l’articolazione ed impediscono che le sue componenti ossee perdano il loro corretto allineamento.

Inoltre, ricoprono un notevole ruolo propriocettivo grazie alla presenza dei recettori nervosi parte del sistema nervoso centrale, che indirettamente regolano tono muscolare, postura, equilibrio, coordinazione ed altre attività dei diversi gruppi muscolari.

I legamenti del ginocchio sono quattro:

  • due crociati, anteriore e posteriore, che uniscono la superficie inferiore dell’estremità distale del femore alla superficie superiore dell’estremità prossimale della tibia; risiedono al centro dell’articolazione del ginocchio. Il termine “crociato” deriva dall’incrocio tra i due legamenti per fissare femore e tibia.
  • due collaterali, mediale e laterale, prendono posto uno sul lato interno ed uno sul lato esterno del ginocchio; hanno origine dalle superfici laterali interna ed esterna dell’estremità distale del femore e terminano uno sulla superficie laterale dell’estremità prossimale della tibia (legamento mediale) ed uno sulla cosiddetta testa del perone (legamento laterale).

Vediamoli nello specifico.

Legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore (LCA) è lo stabilizzatore statico del ginocchio, e impedisce alla tibia di scivolare in avanti rispetto al femore; è quello che ne limita i movimenti poiché si oppone al moto di dislocazione anteriore del ginocchio, all’iperestensione e alla rotazione interna.

Esso ha origine nell’estremità distale del femore, precisamente nella zona compresa tra la fossa intercondiliare e il condilio laterale, e termina nell’estremità prossimale della tibia, sul tubercolo intercondiloideo anteriore, cioè una particolare porzione del piatto tibiale.

Legamento crociato posteriore

Il legamento crociato posteriore (LCP) ha origine nell’estremità distale del femore, precisamente tra la fossa intercondiliare e il condilio medio e termina nell’estremità prossimale della tibia fissandosi a una prominenza ossea chiamata tubercolo intercondiloideo posteriore, situato sul piatto tibiale in una posizione più arretrata rispetto a quello anteriore (che si lega al LCA).

Il LCP ha il compito di prevenire l’eccessivo scivolamento in avanti del femore rispetto alla tibia e, contemporaneamente l’eccessivo scivolamento della tibia rispetto al femore.

Legamento collaterale mediale

Il legamento collaterale mediale (LCM) nasce all’altezza dell’epicondilo mediale del femore e termina sul condilio mediale della tibia.

Il LCM è anche chiamato legamento collaterale interno poiché è posizionato, come si può intuire, sul lato interno del ginocchio.

Il suo compito è quello di rinforzare il lato interno del ginocchio ed evitare che una spinta eccessiva sul lato opposto possa disallineare, in direzione mediale, il femore rispetto alla tibia o viceversa.

Legamento collaterale laterale

Il legamento collaterale laterale (LCL) nasce all’altezza dell’epicondilo laterale del femore e termina in corrispondenza della testa del perone, l’osso parallelo alla tibia, posto al suo esterno, e più sottile che, nonostante ospiti il capo terminale di un legamento, non fa parte dell’articolazione del ginocchio poiché non comunica con il femore e non supporta il peso che quest’ultimo scarica sulla tibia.

Il LCL è anche conosciuto come legamento collaterale esterno poiché è posizionato sul lato esterno del ginocchio.

Il compito di questo legamento è simile a quello del suo opposto; rinforza, quindi, il lato esterno del ginocchio evitando il disallineamento, in direzione laterale, del femore rispetto alla tibia o viceversa.

Quali tipi di problematiche possono insorgere

Come abbiamo già detto, il ginocchio è l’articolazione più importante del corpo umano e a causa delle varie sollecitazioni a cui è sottoposto ogni giorno, è quello più a rischio di subire traumi in grado di danneggiarlo.

In genere, le problematiche e gli infortuni che avvengono a livello di ginocchio hanno un’origine traumatica, insorgono cioè a seguito di un trauma, e colpiscono maggiormente sportivi e anziani.

Le problematiche ai legamenti possono portare a svariate complicanze tra cui rottura del menisco, infiammazione delle borse sinoviali e artrosi del ginocchio.

Distorsione

La distorsione è un incidente comune che interessa i legamenti e non solo.

I soggetti più colpiti da questo tipo di infortunio sono gli sportivi, specialmente quelli professionisti, che praticano sci, calcio e tennis.

I legamenti più vulnerabili a questo tipo di trauma sono i crociati, l’anteriore più a rischio del posteriore per la sua posizione.

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Lesione

La lesione ai legamenti avviene quando questi vengono sottoposti a stiramenti che superano la massima resistenza delle fibre, sia in valgismo (stress in apertura del margine mediale del ginocchio) e rotazione interna che in varismo (stress in apertura del margine laterale del ginocchio) e rotazione esterna; inizialmente il legamento si stira, successivamente si strappa ed infine si rompe.

Anche qui, i soggetti più colpiti sono gli sportivi di sesso maschile, di età compresa tra 16 e 30 anni, che praticano calcio, pallavolo, sci, pallacanestro, ginnastica e rugby.

Le lesioni possono essere parziali o complete; sono tanto più gravi quanto più intenso è stato il trauma:

  • Grado 0: non si osserva alcun danno anatomico a carico dei legamenti.
  • Grado 1: si ha un trauma di lieve entità che provoca una distrazione del legamento, visibile solo a livello microscopico.
  • Grado 2: abbiamo una rottura parziale del legamento a causa di un trauma di media entità.
  • Grado 3: il legamento è completamente rotto a seguito di un trauma di grave entità.

Assieme alle lesioni dei legamenti può verificarsi un versamento articolare, che provoca o emartro (raccolta di sangue nel ginocchio) o idrarto (raccolta di liquido sinoviale)

Vediamo nel dettaglio le lesioni ai quattro legamenti.

Lesione del crociato anteriore

La lesione del crociato anteriore è dovuta a movimenti di torsione sull’asse verticale con dislocazione anteriore del ginocchio o a un’eccessiva estensione del ginocchio; il meccanismo di lesione più frequente, però, è quello per il quale il ginocchio viene stressato in varo e rotazione interna mantenendo il piede fisso al suolo. Molto spesso, assieme a questo tipo di lesione, si accompagna anche quella al collaterale mediale.

Questo problema si riscontra maggiormente negli sportivi, soprattutto tennisti, calciatori, sciatori e rugbisti. La seconda causa della lesione a questo legamento sono gli incidenti stradali.

Clinicamente il ginocchio si presenta gonfio, doloroso, caldo, impotente ed alcune volte con emartro.

Il LCA, non è vascolarizzato; quindi, una volta lesionato, non si rigenera ma degenera. Una volta cessata l’infiammazione dovuta al trauma è dunque possibile tornare a camminare, muovere il ginocchio e svolgere le normali attività di vita quotidiana evitando di praticare attività sportive da contatto o che richiedano cambi direzionali durante il movimento, come nel calcio o nel basket.

La terapia in questo caso è chirurgica negli sportivi e negli under 40, e si effettua in artroscopia, una tecnica non invasiva, ricostruendo il legamento lacerato mediante alcuni tendini del paziente.

Dopo l’operazione, seguendo un percorso fisioterapeutico, saranno necessari circa un mese per poter nuotare e andare in bicicletta, e circa 6-9 mesi per poter riprendere l’attività agonistica.

Lesione del crociato posteriore

La lesione al crociato posteriore deriva da un trauma antero-posteriore ed è più rara di quella del suo corrispettivo anteriore; nonostante i sintomi siano simili, la diagnosi è più difficile e per questo motivo è utile eseguire una risonanza magnetica nucleare (RMN).

I soggetti colpiti maggiormente da questa lesione sono motociclisti, calciatori e giocatori di football.

La terapia è chirurgica in artroscopia, ma ci sono dei limiti: innanzi tutto i risultati della ricostruzione del crociato posteriore non sono così buoni come quelli del crociato anteriore, inoltre viene richiesto un notevole impegno nella riabilitazione.

Per tali motivi, e per il fatto che la stabilità del ginocchio è garantita soprattutto dal crociato anteriore, questo tipo di lesione si opera solo in casi particolari.

Lesione del collaterale mediale

La lesione del collaterale mediale si ha quando la gamba viene sollecitata, con movimento anormale, in valgo; i più colpiti da questo tipo di lesione sono gli sportivi.

Come soluzione a questo tipo di lesione si può optare sia per il trattamento conservativo che per quello chirurgico, a seconda del livello della lesione del legamento.

Il LCM, essendo molto innervato e vascolarizzato, è in grado di rigenerarsi spontaneamente, purché rimanga in scarico per un tempo sufficiente; per questo motivo nella prima fase della riabilitazione è importante evitare rotazione e movimenti senza l’appoggio del piede a terra.

Lesione del collaterale laterale

Le lesioni al collaterale laterale sono le più rare grazie sia all’elasticità di questo legamento, sia alla presenza di stabilizzatori secondari nella parte esterna del ginocchio che in qualche modo proteggono questo collaterale; le cause le ritroviamo in un trauma in varismo e rotazione del ginocchio.

A livello clinico si osserva una enorme mobilità del ginocchio nelle deviazioni in varo.

A chi rivolgersi in caso di problemi

Nel caso in cui il ginocchio viene sottoposto ad un trauma che porta a distorsione o lesione dei legamenti, per prima cosa è necessario applicare del ghiaccio per contenere l’edema e immobilizzare l’articolazione; se il dolore è alto si possono utilizzare i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) per attenuarlo. Subito dopo è necessario presentarsi al pronto soccorso per evitare ulteriori danni.

Seguirà poi una visita dall’ortopedico per eseguire dei test e capire i legamenti coinvolti nel trauma. I test possono essere:

  • Test dii Lachman
  • Test di Jerk
  • Test del cassetto anteriore e posteriore

Successivamente si dovranno individuare con esattezza le strutture danneggiate attraverso una RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) o una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) che danno una panoramica sia sui legamenti, che su eventuali complicazioni a livello di menisco, cartilagine e ossa.

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