Fascite Plantare: cos’è

By 12 Luglio 2019Articoli
Fascite plantare roma nord

La fascite plantare è una patologia che si caratterizza per un’infiammazione della aponeurosi plantare del piede, ossia il legamento arcuato che collega il tallone con la base delle dita dei piedi.

Questo legamento svolge un ruolo molto importante per la distribuzione del peso corporeo sulla pianta del piede e per la stabilità dinamica durante tutte quelle attività che coinvolgono questa parte del corpo, come la normale deambulazione o la corsa.

La fascite plantare è anche una delle cause più comuni della tallonite, un dolore molto intenso che generalmente si sperimenta nelle prime ore del mattino, quando ci si alza dal letto.

Generalmente dopo aver svolto diversi movimenti tende ad attenuarsi e si ripresenta ogni qual volta il piede è rimasto a riposo, ad esempio dopo essere stati seduti per molto tempo.

Fascite plantare cronica

Generalmente dopo un corretto intervento questa patologia tende a scomparire. Se a distanza di 6 – 12 mesi il fastidio continua ad essere presente e non si ha un miglioramento dei sintomi si parla di fascite plantare cronica; questa complicanza della fascite plantare può avere diversi effetti negativi sul normale svolgimento delle azioni quotidiane in quanto può modificare la normale deambulazione e può intaccare anche le articolazioni vicine al legamento infiammato, estendendosi.

Per questo motivo è importante riconoscere fin da subito i sintomi, in modo da prevenire una possibile cronicizzazione di questa patologia.

Fascite plantare: cause

Una delle principali cause della fascite plantare è la conformazione del piede cavo o del piede piatto, in quanto queste predisposizioni del piede causano un’eccessiva tensione e stress alla zona del piede sottesa.

Nei soggetti in cui è presente questa predisposizione vi è maggiore probabilità di sviluppare la fascite plantare, in modo particolare se sono presenti altri condizioni quali sovrappeso, gravidanza ed attività fisica molto frequente.

Queste situazioni fanno si che si abbia una maggiore tensione sulla fascia plantare, di per sé già tesa, che dunque può infiammarsi.

Anche l’utilizzo di calzature non adatte può contribuire all’insorgenza di questo disturbo, sarebbe dunque preferibile evitare di utilizzare scarpe dalla suola piatta, che creano un angolo di 90° tra la posizione del piede e della gamba, andando ad aumentare la tensione sulla fascia plantare.

Soggetti maggiormente a rischio

L’età in cui si manifesta questa patologia è tra i 40 e i 60 anni, generalmente la fascite plantare colpisce soprattutto gli sportivi, in quanto più degli altri sottopongono a stress questo legamento, che dunque ha più possibilità di infiammarsi.

Tra gli altri soggetti maggiormente a rischi di fascite plantare troviamo:

  • Persone in sovrappeso o obese;
  • Donne in gravidanza.

Fascite plantare sintomi

La fascite plantare si manifesta con diversi sintomi che possono variare per l’intensità e la localizzazione del dolore sperimentato.

Il sintomo principale è un dolore intenso e persistente localizzato nella zona del tallone, occasionalmente può essere sperimentato anche nella zona plantare.

In casi più avanzati è possibile percepire al tatto una tumefazione a livello del calcagno.

L’insorgenza di questo disturbo è spesso graduale, e si manifesta con un dolore più acuto al mattino, per poi ridursi dopo aver compiuto i primi movimenti.

Il dolore solitamente viene sperimentato ad un solo piede, ma talvolta può manifestarsi anche ad entrambi.

Fascite plantare diagnosi

Per diagnosticare la fascite plantare si procede con due tipi di diagnosi: quella clinica e quella strumentale.

Diagnosi clinica

Da un punto di vista clinico si procede con un’attenta valutazione della tipologia e della sede del dolore sperimentato dal paziente da parte del medico che deciderà con quale tipo di visita strumentale indagare la patologia.

Diagnosi strumentale

Da un punto di vista strumentale, solitamente si procede con un esame radiografico standard sottocarico del piede.

Questo tipo di esame è necessario per valutare la presenza di uno sperone osseo, chiamato anche “spina calcaneare”.

Se l’ortopedico lo ritiene necessario, sarà utile eseguire anche una risonanza magnetica, in modo da poter quantificare il grado di infiammazione ed escludere altre cause del dolore come lo schiacciamento di un nervo o di una lesione.

Fascite plantare cura e terapie

Per il trattamento della fascite plantare si può intervenire con diverse modalità, in base all’intensità del dolore, alle cause e alla gravità dell’infiammazione.

Solitamente si preferisce iniziare con un trattamento conservativo, e nel caso in cui risultasse poco efficace si passa a dei trattamenti più invasivi come la chirurgia.

Terapia conservativa

La terapia conservativa (non chirurgica) è il primo trattamento che solitamente si mette in atto per intervenire sulla fascite plantare.

Questo approccio, oltre a cercare di rimuovere il fattore causale, come l’utilizzo di calzature inadatte, attua delle procedure volte a ridurre l’infiammazione a carico del piede tra cui:

  • Terapia farmacologica: se il medico lo ritiene necessario può essere prescritta una terapia farmacologica volta a ridurre il dolore e l’infiammazione;
  • Fisioterapia: mediante l’utilizzo di diverse tecniche fisioterapiche (lasertapia, tecartepia, onde d’urto) si tende a ridurre l’infiammazione locale, all’interno di questo processo terapeutico anche lo stretching gioca un ruolo fondamentale aiutando a distendere i muscoli della regione posteriore della gamba (tricipe surale) e l’aponeurosi plantare,
  • Medicina rigenerativa – PRP: negli ultimi anni la medicina rigenerativa sta assumendo sempre più importanza nel trattamento di patologie di interesse ortopedico e fisioterapico in quanto prevede l’iniezione di plasma in gradi di ridurre in modo molto efficace le infiammazioni localizzati, è dunque utile anche per il trattamento della fascite plantare;
  • Infiltrazioni di cortisone: in alcuni casi il medico può decidere di attuare una terapia a base di cortisone, questo tipo di trattamento non è comunemente utilizzato in quanto tra gli effetti collaterali abbiamo l’indebolimento della fascia plantare.

Trattamento chirurgico

Quanto la fascite plantare risulta essere particolarmente resistente ai vari trattamenti, in una piccola percentuale di pazienti, può essere previsto un intervento chirurgico.

Solitamente si preferisce utilizzare le tecniche mininvasive e percutanee, con l’ausilio di una anestesia locale, in modo da ridurre i tempi post operatori e garantire una ripresa abbastanza rapida.

Plantari: sono utili?

Spesso ci si chiede se i plantari e le solette siano utili per il trattamento della fascite plantare; essendo una patologia che insorge a seguito di ripetute pressioni a carico del piede, l’utilizzo di questi dispositivi risultano essere molto efficaci per attenuare i fastidi causati da questa patologia.

Gli eventi stressanti a carico del piede tendono a creare dei microtraumi a livello plantare che contribuiscono all’infiammazione localizzata in quella zona e dunque aggravano la patologia stessa, per questo motivo i plantari o le solette in grado di assorbire o disperdere le vibrazioni a carico del piede sono altamente consigliate, ed il medico potrà consigliare quella più adatta ad ogni specifica situazione.

Tempi di recupero

Solitamente i tempi di recupero per la fascite plantare sono abbastanza lunghi, in quanto la zona anatomica interessata da questa patologie e costantemente sollecitata e sottoposta a stress durante tutto l’arco della giornata.

Inoltre giocano un ruolo fondamentale anche la gravità dell’infiammazione e la tempestività e l’adeguatezza dei trattamenti effettuati. Per questo motivo, al fine di ridurre i tempi di recupero dalla fascite plantare è importante consultare un medico appena si manifestano i primi sintomi in modo da riuscire a trattare precocemente questo disturbo, evitando anche una possibile cronicizzazione.

Dove trovare un centro di eccellenza per il trattamento della fascite plantare a Roma

Nel caso in cui si sospetti di essere affetti da fascite plantare non sempre è facile trovare un centro medico al quale affidarsi per la diagnosi e il trattamento della patologia.

Per questo motivo nascono i centri diagnostici e di riabilitazione, come lo studio Fisiomedical, all’interno del quale un team di specialisti tra cui ortopedici, fisiatri ed osteopati che si prendono cura del trattamento dei propri pazienti.

Lo Studio Fisiomedical si trova nel cuore del quartiere Flaminio a Roma Nord in via Andrea Sacchi, 35.

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