Cos’è l’epitrocleite

By 7 Aprile 2020Articoli, news

L’epitrocleite è uno stato di sofferenza, un’infiammazione che colpisce il complesso tendineo, e relativi muscoli, che ha origine dall’epitroclea del gomito e collega l’epicondilio mediale dell’omero a parte dei muscoli anteriori dell’avambraccio.

L’epitrocleite, o anche gomito del golfista o epicondilite mediale, è una malattia simile all’epicondilite (gomito del tennista o epicondilite laterale, ma è molto più rara; inoltre si differenziano per la zona colpita. Il gomito del tennista è responsabile del dolore della parte esterna del gomito, mentre il gomito del golfista, della parte interna.

La dicitura “gomito del golfista” la si deve al fatto che ne è maggiormente colpito chi pratica questo sport, ma, come vedremo tra poco, non solo.

Sintomi

  • Il sintomo principale è un forte dolore al gomito nella parte interna, in corrispondenza della zona colpita dall’infiammazione, che si estende ai muscoli flessori dell’avambraccio.

In alcuni casi il dolore può coinvolgere anche polso e mano, e questo perché i muscoli coinvolti nel gomito del golfista sono quelli che servono a muovere il polso; inoltre l’intensità aumenta nel momento in cui si compiono azioni di pronazione del braccio o di flessione della mano. L’esempio più calzante è quello del movimento che compie il golfista per colpire la palla (da qui anche la dicitura “gomito del golfista”).

  • Altro sintomo che si può manifestare nei pazienti affetti da epitrocleite è la rigidità articolare.
  • Non è raro, inoltre, avvertire debolezza a livello di mano e polso assieme a intorpidimento e formicolio lungo le dita; molte azioni quotidiane risultano, quindi, dolorose ed impossibili da svolgere, come stringere la mano a qualcuno, ruotare le maniglie delle porte e molto altro.
  • Altro sintomo dell’epitrocleite è il gomito caldo con comparsa di stati febbrili.

Cause

La causa dell’epitrocleite sta in un sovraccarico funzionale dei tendini e muscoli del gomito, e può avvenire principalmente per:

  • sovraccarico dovuto a un elevato sforzo o eccessivo allenamento;
  • debolezza delle strutture muscolari e tendinee. In questo caso anche uno sforzo considerato “normale” risulta eccessivo;
  • problematiche relative a strutture collegate direttamente o indirettamente con il gomito, come spalle o muscoli cervicali, il quale viene in qualche modo costretto a svolgere movimenti non usuali per compensare ciò che altri complessi del corpo non riescono a fare.

Questa patologia, infatti, colpisce prevalentemente i soggetti che sottopongono il proprio gomito a ripetuta ed eccessiva sollecitazione, siano essi sportivi che lavoratori, senza distinzione di sesso.

Anche l’uso eccessivo dei muscoli che consentono la flessione, adduzione e abduzione del polso e la flessione delle dita è una causa scatenante di questa infiammazione.

Pratiche sportive come il golf, tennis o baseball, e lavori manuali quali idraulico, carpentiere o l’impiego nel settore dell’edilizia sono i principali fattori di rischio.

Altri fattori individuati sono:

  • superamento del 40esimo anno di età, anche se non si escludono tutte le altre fasce;
  • obesità;
  • fumo di sigaretta, che riduce la micro-circolazione;
  • lavori o attività sportive ripetitive, come già detto, che sovraccaricano troppo il gomito o altre strutture ad esso collegate.

Un’ulteriore causa di epitrocleite è un movimento scorretto come stringere troppo una mazza da golf o impugnarla male, o sollevare dei pesi con una tecnica sbagliata.

Trattamento

L’epitrocleite in genere è caratterizzata da due fasi:

  • una prima fase acuta, in cui il braccio è dolente e tutti i movimenti risultano difficoltosi;
  • una fase cronica, in cui il dolore è più accentuato e persistente.

L’epitrocleite deve essere trattata inizialmente con una cura farmacologica, per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione; maggiormente utilizzati in questo caso sono i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) e gli analgesici.

In alcuni casi il medico, inoltre, può decidere di ricorrere all’infiltrazione di corticosteroidi, ma questa è una pratica molto delicata, che deve essere eseguita solo da personale specializzato, che nel lungo periodo potrebbe aumentare il rischio di indebolimento e rottura del tendine.

Durante la terapia farmacologica, è:

  • necessario che il paziente interrompa lo svolgimento dell’attività che genera sovraccarico funzionale. Ciò, però, non esclude la possibilità di muovere l’arto, secondo la sua possibilità; trattandosi di strutture poco vascolarizzate, l’essenza totale di movimento accentuerebbe lo scarso afflusso di sangue che tendini e gomito hanno di natura, diventando addirittura controproducente;
  • consigliato contattare un fisioterapista per stilare un programma di esercizi muscolare che si possono svolgere senza affaticare la zona infiammata e con lo scopo di alleviare il dolore;
  • utile, e sempre sotto consiglio del medico, utilizzare il tutore per epitrocleite, il quale non blocca completamente le strutture, ma esercita un effetto lenitivo grazie alla compressione che effettua nella zona dolorante;
  • consigliato, per favorire la guarigione, eseguire gli impacchi di ghiaccio sulla zona dolorante per circa 20 minuti 2-3 volte al giorno, o sottoporsi a sedute di crioterapia;
  • possibile, inoltre, trattare la zona del gomito con impacchi serali di crema antinfiammatoria, senza massaggiarla, ricoprendo l’area con della pellicola trasparente per i cibi. In questo modo si ha una maggiore penetrazione del farmaco; questa pratica non si deve protrarre per oltre una settimana.

Lo scopo di tutto ciò è quello di ridurre la fase cronica, e con essa il dolore, ed avvicinare il più possibile la guarigione.

Dopo il trattamento farmacologico, una volta che l’infiammazione e il dolore sono quasi o del tutto scomparsi, è necessario intraprendere un percorso di fisioterapia allo scopo di riprendere la mobilità dei tendini e dei muscoli dell’arto, ridando loro forza ed elasticità, ed evitare il rischio di recidive.

Durante la riabilitazione risulta utile sottoporsi a terapie fisiche quali:

L’epitrocleite è un’infiammazione che può durare diverse settimane, a volte anche mesi; per questo motivo si deve seguire il trattamento con molta cura, per non rischiare di allungare ulteriormente il tempo di guarigione.

Questa infiammazione in genere non richiede la chirurgia, ma quest’ultima diventa un’opzione se la problematica si evolve in una tendinopatia più grave. L’intervento chirurgico, nei casi di epitrocleite, è molto raro; basti pensare che meno del 10% dei pazienti affetti da questa patologia necessitano della chirurgia.

Prevenzione

È possibile adottare misure per prevenire il gomito del golfista.

Prima cosa da fare è correggere le posture durante l’attività fisica, per questo è necessario farsi seguire da un istruttore professionista, e far attenzione a particolari accorgimenti tecnici, ad esempio, durante il sollevamento di pesi, il polso deve essere ben fermo affinché lo sforzo venga distribuito correttamente tra tutti i muscoli dell’avambraccio; potrebbe essere utile, inoltre, utilizzare dei bracciali ad hoc che aiutano il sollevamento dei pesi evitando di sovraccaricare i muscoli.

Prima di iniziare qualsiasi tipo di attività fisica è buona pratica effettuare un buon riscaldamento dei muscoli, mentre a conclusione non ci si deve mai scordare dello stretching, molto spesso considerato superfluo.

Altro modo per prevenire l’epitrocleite è potenziare i muscoli dell’avambraccio con esercizi mirati di allungamento del gomito. In questo caso è consigliato rivolgersi a un professionista per imparare la corretta esecuzione e i movimenti da non fare.

Una cura particolare va riservata alla scelta dell’attrezzatura per l’esercizio fisico; più questa è di qualità, più salvaguardiamo il nostro corpo, e viceversa.

Nel caso, invece, di attività lavorative o hobby in cui la zona interna del gomito viene sottoposta a grandi forzi, è necessario fare delle pause durante l’attività, in modo da far riposare l’area a rischio.

È importante essere consapevoli dell’importanza del riposo e, al primo segnale di dolore al gomito, è necessario fermarsi e rivolgersi agli specialisti.

A chi rivolgersi

La diagnosi dell’epitrocleite è per lo più clinica, pertanto una semplice visita dal medico di base può essere sufficiente per capire il problema; infatti già dalla localizzazione del dolore è chiaro il problema alla base. A questo si aggiunge la storia medica del paziente e le sue abitudini quotidiane.

Il medico di base, però, può richiedere ulteriori esami diagnostici come la radiografia, la risonanza magnetica o un’ecografia, al fine di avere una valutazione più precisa dello stato dei tendini; in base a questo risultato si procederà con il trattamento più adeguato.

Infatti, nel caso in cui il tendine risulta particolarmente lesionato, viene richiesto un intervento medico specifico.

Dopo che dolore e infiammazione sono guariti, è necessario rivolgersi a un fisioterapista; questo perché l’epitrocleite è una problematica che tende a ripresentarsi se non viene curata adeguatamente e se si continua il lavoro o sport ripetitivi che hanno causato l’insorgere dell’infiammazione.

Si consiglia la consulenza del fisioterapista anche durante il trattamento farmacologico; questo perché esso è il grado di consigliare degli esercizi, da poter svolgere tranquillamente, che non sovraccaricano il gomito e i tendini e muscoli ad esso connessi, ma, al contrario, svolgono un’azione antidolorifica.

Dove ci trovi a Roma

Un centro specializzato in epitrocleite a Roma Nord è sicuramente lo studio di medicina e fisioterapia FisiomediCal.

Il centro dispone di un team di professionisti a tua disposizione sia per visite specialistiche che per una consulenza; i nostri esperti risponderanno ad ogni tuo dubbio e ti accompagneranno per tutto il percorso riabilitativo.

Il centro dispone, inoltre, di una sala per pilates  e per la riabilitazione con tutta l’attrezzatura, di alta qualità, che serve per recuperare forza ed elasticità dell’arto.

Chiama il Numero Verde 800.096690 per fissare un appuntamento, oppure vieni a trovarci in Via Andrea Sacchi n.35 per trovare lo specialista più adatto per la cura dell’epitrocleite.

Per rimanere sempre aggiornato sui nostri articoli, esercizi da svolgere a casa e molto altro, seguici sulla nostra pagina Facebook.

Leave a Reply