Dolore alla spalla: cos’è

By 12 Luglio 2019Articoli
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Il dolore alla spalla è un dolore molto comune in soggetti che, solitamente, hanno più di 40 anni: i motivi che provocano tale patologia possono avere diverse origini come un trauma da usura, infiammazione, frattura o lussazione.

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo. Aiuta a sollevare il braccio, a ruotarlo e ad alzarlo sopra la testa. È in grado di muoversi in molte direzioni.

Il dinamismo della spalla è garantito dalla sua struttura complessa composta da ossa, muscoli, tendini e legamenti che, oltre a mantenere le ossa nella giusta distanza, permettono alle braccia di muoversi.

Questa maggiore libertà di movimento, tuttavia, può causare instabilità. E’ proprio a causa di questa instabilità che il paziente può avvertire il dolore alla spalla.

Tale dolore può essere così acuto da impedire le normali attività quotidiane o, in caso di soggetti sportivi, di praticare esercizio fisico.

Sintomi

Il dolore alla spalla può manifestarsi in modo localizzato, e dunque derivare dalle aree circostanti come la cervicale, o diffondersi anche lungo il braccio.

Il sintomo principale è ovviamente il dolore che però può presentarsi sotto forma di un semplice fastidio fino ad un dolore acuto che non permette la funzionalità normale dell’arto.

Il dolore, quindi, può derivare dalla spalla ed interessare l’articolazione, i muscoli, i tendini o le borse, ma interessare anche tutto il braccio, il collo e il torace.

I sintomi sono, dunque, caratterizzati da dolore, lussazione di spalla ripetute, sensazione di spalla che “esce” o “sta per uscire”, o scroscio articolare, cioè un rumore interno definito scrocchio.

Cause

Le cause più frequenti di questa patologia sono:

  • Lussazione della spalla: quando la testa dell’omero fuoriesce dalla sua sede naturale (glena), i legamenti nella parte anteriore della spalla vengono spesso danneggiati. Inoltre, il labbro (l’anello cartilagineo attorno al bordo della glena) può anche lacerarsi: in questo caso parliamo di lesione di Bankart. Una prima lussazione può portare a recidive portando quindi a una instabilità della spalla.
  • Microtraumi ripetuti: alcune persone che manifestano la sintomatologia dell’instabilità non hanno mai avuto una lussazione vera e propria ma hanno legamenti costituzionalmente più allentati a livello delle spalle e questa condizione favorisce il manifestarsi di questa patologia. In altri casi l’attività sportiva può determinare l’insorgenza del problema.
  • Artrosi: una patologia che colpisce per lo più soggetti con un’età che si aggira intorno ai 60 anni. Questa malattia provoca l’usura della cartilagine nelle articolazioni.
  • Sport: chi pratica degli sport che sollecitano spesso l’utilizzo della spalla possono comportare l’usura dei tendini. Tali sport possono essere ad esempio il basket, la pallavolo, il rugby o il tennis.
  • Patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide che provoca l’infiammazione delle articolazioni.
  • Patologie neurologiche: le quali possono essere l’ictus, la cervicale o la radiculopatia.

Diagnosi

Una visita presso un medico ortopedico specialista servirà a comprendere l’origine del dolore alla spalla. Infatti, i dolori alla spalla possono derivare da traumi, sforzi o infiammazioni e di conseguenza limitare alcuni o tutti i movimenti.

La visita dello specialista ortopedico e una semplice radiografia in proiezioni standard sono sufficienti in fase iniziale.

A queste potrà essere aggiunta sia la Tac che la Risonanza Magnetica associata o meno all’artogramma, ossia una radiografia che per mezzo dell’iniezione intra articolare del mezzo di contrasto serve a mettere in evidenza se sono presenti delle lesioni nella spalla ed in particolar modo nella cuffia dei rotatori per confermare la diagnosi.

Cura

Lo scopo del trattamento iniziale è quello di migliorare la sintomatologia dolorosa e la stabilità della spalla. Questo obiettivo in certi casi può essere raggiunto tramite la fisioterapia e il corretto utilizzo di farmaci analgesici e/o antinfiammatori non steroidei (conosciuti in genere con l’acronimo FANS).

Esistono alcuni fattori sia legati al paziente che al tipo di lesione, che predispongono alla recidiva dell’episodio di lussazione e sono: la giovane età, il sesso maschile e la pratica di sport di contatto.

A ciò si può aggiungere una lesione ossea sul versante glenoideo con il distacco dei legamenti dal versante omerale.

Trattamento chirurgico

Se il dolore persiste e gli episodi di lussazione o sublussazione si ripetono nel tempo, può essere consigliato un intervento chirurgico.

L’artroscopia di spalla è una tecnica mininvasiva e trova spazio nei pazienti giovani (dai 15 ai 30 anni), con poche lussazioni o con situazioni di microinstabilità. La tecnica prevede l’utilizzo di “ancorette” che assomigliano a microviti dalle quali fuoriescono fili in tessuto non riassorbibile ad alta resistenza che vengono passati e legati attorno alla capsula articolare e al labbro glenoideo per ricreare la normale tensione capsulare.

La procedura tradizionale a “cielo aperto” è indicata in pazienti che presentano facili lussazioni o che svolgono sport di contatto come il rugby.

La più comune, che prende il nome di intervento di Latarjet/Bristow, prevede un’incisione chirurgica di 6-8 cm sulla porzione anteriore della spalla. La tecnica consiste nel trasferimento della coracoide sul bordo anteriore della glena, fissata con viti, particolarmente indicata se vi è una lesione della struttura ossea della glena.

Trattamento post-chirurgico

Una riabilitazione mirata è essenziale per ottenere il miglior risultato funzionale dopo l’intervento chirurgico.

Dopo un periodo iniziale di immobilizzazione con un tutore in abduzione per 4 settimane, viene iniziata una mobilizzazione passiva della spalla con l’obiettivo di un recupero funzionale in assenza di dolore e con recupero della stabilità a circa 3 mesi dell’intervento chirurgico.

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