Dolore allo sterno: cos’è e dove è localizzato

By 12 Novembre 2020Articoli, news
Dolore allo sterno

Il dolore allo sterno è spesso associato erroneamente a un attacco cardiaco, sebbene in alcuni casi possa effettivamente essere quella la causa. Dal momento che questa tipologia di dolore è localizzata al centro del petto, è solo naturale pensare subito al peggio e convincersi che il cuore sia coinvolto. Sono molto gli organi importanti che si trovano nella zona dello sterno, come i polmoni o l’esofago. Per questo motivo il dolore può essere connesso a diverse cause, più o meno gravi, fisiche ma anche psicologiche.

Proprio a seconda della causa scatenante, il dolore accusato può variare e manifestarsi in modo più o meno intenso, come una fitta lancinante di pochi istanti o un fastidio diffuso di diverse ore. Per quanto riguarda la zona, abbiamo anticipato che è localizzato solitamente al centro del petto, dove si trova il cuore e i grandi vasi, ma può anche manifestarsi in altre zone del petto, o addirittura della schiena, mandibola e collo, se connesso ad altri organi.

Affinché il medico sia in grado di intervenire in modo adeguato e con un trattamento specifico in base ai sintomi accusati dal paziente, è importante riconoscere le caratteristiche del dolore allo sterno.

Sintomi

Il dolore allo sterno è di per sé un sintomo che può segnalare una serie di problematiche più o meno gravi. Le situazioni più gravi, che si risolvono in emergenze mediche e chirurgiche, sovvengono quando il dolore si manifesta all’improvviso. Una fitta lancinante a livello dello sterno potrebbe presagire un infarto miocardico acuto, un’embolia polmonare o un aneurisma dissecante dell’aorta.

Se invece il dolore diventa più acuto con la respirazione, i problemi associati potrebbero essere meno gravi e non richiedere la cura d’urgenza. Questi sono solitamente di origine muscolo-scheletrica, intercostale o pleurica.

Una terza possibilità è di tipo costrittivo, con un’improvvisa difficoltà nella respirazione. In questi casi l’origine è di tipo psicologico e si ricollega a stress, ansia e forti cambi d’umore.

Il dolore allo sterno può comparire assieme a ulteriori sintomi come:

  • nausea;
  • sudorazioni;
  • vertigini;
  • dolori alle spalle, schiena collo e braccia;
  • oppressione sul torace;
  • aumento del ritmo cardiaco;
  • disturbi gastrointestinali.

Dolore allo sterno e Arresto cardiaco: sintomi

Come abbiamo anticipato in apertura di articolo, il dolore allo sterno è spesso associato all’infarto. Come fare quindi per capire se il dolore è effettivamente presagio di arresto cardiaco, o sintomi di altri disturbi?

Quando si parla di infarto, la fitta allo sterno è scatenata dalla morte di una porzione del muscolo cardiaco. Già da solo questo sintomo è sufficiente per l’accesso al Pronto Soccorso, ma la realtà è che se il dolore non è associato ad altri sintomi, le possibilità che si tratti di arresto cardiaco sono scarse.

I sintomi associati sono:

  • dispnea (difficoltà a respirare);
  • senso di costrizione al petto;
  • dolore al braccio sinistro (raramente in quello destro).

I sintomi possono variare nelle donne, le quali potrebbero avvertire anche un senso di stanchezza, nausea e bruciore allo stomaco.

Cause: eziologia

Sono tante le cause che possono scatenare il dolore allo sterno, con una gravità molto variabile. Molti organi importanti si trovano nella zona del petto, dove il dolore si localizza, come il cuore, i polmoni, lo stomaco e parte dell’intestino. Di seguito vengono riportate alcune tra le cause principali all’origine di questa sintomatologia.

  • Costocondrite: una delle cause più comuni, ossia un’infiammazione delle cartilagini collegate alle costole superiori della gabbia toracica. L’infiammazione può avvenire dopo aver fatto attività fisica, con fitte intercostali, oppure essere il risultato di lesioni toraciche. Il dolore è più acuto quando si tossisce ed è localizzata sul lato dello sterno.
  • Lesione ai muscoli e alle ossa della zona dello sterno: a seguito di traumi o interventi chirurgici che interessano il torace, è possibile che si presenti questa causa. I sintomi collegati sono un leggero dolore con possibile gonfiore nella parte superiore del torace. Le ossa fanno rumore quando si stimola l’articolazione delle spalle. Se si tratta di fratture allo sterno il dolore sarà diffuso e intenso, poiché sono molti i movimenti che facciamo quotidianamente nei quali è coinvolto il torace.

 

  • Malattie polmonari: sono numerose le patologie a carico del sistema respiratorio che possono provocare dolore allo sterno. Per fare alcuni esempi si possono citare la bronchite, la tracheite e la polmonite. Il dolore è spesso accompagnato da altri sintomi come la febbre e la dispnea. Starnutire, tossire o anche solo inspirare acuisce il sintomo, in questi casi. Alle malattie polmonari se ne aggiungono diverse particolarmente gravi come l’embolia polmonare, la tubercolosi e il cancro ai polmoni.
  • Disturbi gastrointestinali: poiché lo sterno è in corrispondenza con esofago, stomaco e il primo tratto dell’intestino, un dolore localizzato in questa zona può essere causato da questo genere di disturbi. In questi casi i sintomi che si aggiungono sono il bruciore al petto, bocca amara, difficoltà nel deglutire, tosse, nausea, mal di gola e inappetenza.
  • Patologie dell’apparato cardiocircolatorio: tra queste, quelle che causano il sintomo in questione sono l’arresto cardiaco, lo spasmo coronarico, la miocardite e la pericardite.
  • Condizioni Psicologiche: anche la psiche ha un forte impatto sul dolore toracico, infatti il sintomo si presenta quando si soffre di attacchi di panico, forti stati d’ansia o periodi di forte stress. In questi casi l’organismo riduce i livelli di anidride carbonica presente nel sangue, senza aumentare quelli ossigeno. La conseguenza diretta è l’iperventilazione, un disturbo respiratorio che provoca sia dolore allo sterno ma anche l’intorpidimento dei polpastrelli e della bocca.

Diagnosi

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un medico quando si accusano dolori allo sterno. Questo perché uno specialista è in grado di capire se il dolore è dovuto a cause non preoccupanti, come un reflusso gastrico, o se il sintomo interessa cuore o polmoni. Poiché sono molte le cause che potrebbero provocare questo sintomo, avere un quadro clinico chiaro e completo non è cosa semplice. Il medico curante eseguirà una serie di esami per definire la natura del dolore e prescrivere le cure necessarie.

Per prima cosa si esegue una valutazione clinica raccogliendo i dati personali del paziente, ulteriori sintomi, le variabili associate al dolore (localizzazione, durata, tipologia e altro) e la storia clinica per valutare la possibile presenza di rischi per malattie cardiache o polmonari.

Con i dati a disposizione, il medico procederà per alcune indagini di laboratorio (esami del sangue e delle urine) per avere un quadro più chiaro.

In fine, si procede con una serie di esami strumentali indispensabili per escludere le cause più gravi collegate al dolore. Questi esami sono l’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, l’angiografia, la radiografia, ecocardiografia e la TAC. Non sempre sono richiesti tutti gli esami.

Trattamento

Ovviamente, il trattamento dipende dalla causa scatenante e non esiste un iter di cura che sia valido a prescindere da questo fattore. In base alla patologia riscontrata a seguito degli esami, si esegue con la cura più indicata.

Se la causa è riconducibile alla costocondrite, la cura consiste generalmente nell’assunzione di FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene e il ketoprofene. In questo modo si riduce l’infiammazione. Questo unito al riposo e impacchi caldi/freddi portano al superamento del dolore fisico. La fisioterapia gioca un ruolo importante in questa circostanza, così come diverse terapie fisiche quali i crioultrasuoni e la tecarterapia.

Cause del dolore allo sterno

Se il dolore è provocato da disturbi gastrointestinali la terapia è pensata per eliminarli. Questo risultato si ottiene attraverso una dieta specifica, l’assunzione di farmaci e antibiotici (in caso di batterio), nonché gastroprotettori e antiacidi.

Nel caso in cui sia un problema polmonare la causa del dolore, il trattamento è a base di antidolorifici e antibiotici.

In linea generale, dunque, per trattare il dolore allo sterno si deve prima individuare la causa, e poi agire per quanto possibile e curare il disturbo che ha provocato il sintomo.

Prevenzione

Non è facile parlare di prevenzione per il dolore allo sterno. Come abbiamo visto, infatti, questo sintomo può dipendere da numerosi fattori e ogni causa scatenante si previene in modo diverso, ammesso che sia effettivamente possibile farlo.

Se si parla di costocondrite, per esempio, fare attività fisica, avere muscoli tonici e proteggersi bene dal freddo quando ci si allena in inverno, sono tutti buoni consigli per evitare traumi e freddate.

Per i problemi dell’apparato respiratorio, ad esempio, non fumare è l’arma di prevenzione migliore. Allo stesso modo, aiuta ridurre l’esposizione all’aria inquinata e alle sostanze tossiche. Una dieta equilibrata, bere a sufficienza e osservare le regole di igiene basilari (lavarsi bene e con frequenza le mani) sono ugualmente importanti.

Come abbiamo visto anche ansia e stress possono causare forti dolori allo sterno, motivo per cui condurre una vita bilanciata ed evitare situazioni particolarmente stressanti può aiutare a prevenire questo sintomo.

Quali competenze sono necessarie per curarlo

Le competenze necessarie per trattare questo disturbo dipendono, ovviamente, dalla causa che lo scatena. Possono variare di molto in base alla natura della patologia. In ogni caso il medico specialista deve avere un’eccellente conoscenza dell’anatomia umana per comprendere al meglio il quadro clinico.

In base alla diagnosi e al trattamento più indicato per il paziente, lo specialista curante dovrà possedere delle competenze che possono comprendere anche la fisioterapia. La multidisciplinarietà del problema, infatti, coinvolge diverse figure professionali come il cardiologo, il gastroenterologo e l’ortopedico, per citarne alcune. In generale, il disturbo viene trattato da più professionisti che lavorano in modo sinergico per curare la patologia e riabilitare il paziente nel miglior modo possibile.

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