Cosa sono le distorsioni della caviglia

By 23 Marzo 2020Articoli, news

Le distorsioni della caviglia sono delle piegature o torsioni forzate ed innaturali dell’articolazione della caviglia, che potrebbero portare a stiramento o rottura di muscoli, legamenti o tendini che interessano l’area.

Si parla di:

  • lassità, quando il comparto legamentoso si distende, determinando una escursione articolare oltre i limiti fisiologici;
  • instabilità, quando si avvertono segni di cedimento dell’articolazione a seguito di una rottura più o meno totale dei legamenti.

La distorsione alla caviglia è il più frequente trauma muscolo-scheletrico dell’arto inferiore; basti pensare che in Italia si verificano circa 7.000 casi al giorno.

Le distorsioni alla caviglia più frequenti sono quelle che interessano la parte esterna e provocano sul momento:

  • gonfiore;
  • dolore localizzato davanti e sotto il malleolo peroneale;
  • limitazione nei movimenti;
  • nei casi più gravi possono apparire ecchimosi o ematomi.

Più raro è il caso in cui la distorsione interessa la parte interna del piede, la quale provoca dei danni più gravi.

L’entità di una distorsione alla caviglia dipende dall’energia esercitata su di essa, per cui i fattori causali non sono solo i tipi di caduta o la velocità della corsa, ma anche il peso del paziente, il meccanismo con cui avviene l’infortunio, debolezza delle strutture di sostegno, quali tendini, e molto altro.

Una distorsione della caviglia può essere classificata in vari modi a seconda che questa interessi:

  • la propriocettività, legata al tempo di risposta tra stimolo e attivazione del muscolo;
  • la struttura scheletrica, ovvero deviazioni della stessa in varo o valgo;
  • la cartilagine;
  • la struttura legamentosa.

Di quest’ultima è possibile identificare 4 gradi di gravità:

  • grado 0, non ci sono rotture legamentose;
  • grado 1, si verifica una rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore;
  • grado 2, alla rottura del grado 1 si aggiunge anche quella del legamento peroneo calcaneare;
  • grado 3, si è in presenza della rottura di tre legamenti.

I traumi distorsivi possono essere, inoltre, di due tipi:

  • acuti, derivanti da urti, contrasti, scontri e altri;
  • cronici, a seguito di carichi notevoli e prolungati.

Attività a rischio

Una distorsione alla caviglia avviene quando il movimento dell’articolazione va ben oltre quello stabilito in natura, e di solito questo succede a seguito di un trauma: questo può essere dovuto a:

  • una caduta;
  • un atterraggio scorretto dopo un salto;
  • un cambio improvviso di direzione;
  • al camminare su una superficie irregolare, fangosa o ghiacciata.

Le attività a rischio, pertanto, sono tutte quelle attività in cui è possibile che si manifesti uno di questi fattori sopracitati, o altri simili.

Invece, le attività sportive più a rischio e quelle in cui è presente un maggiore rischio di questo tipo di infortunio sono:

  • la pallavolo, presenta una frequenza di distorsione alla caviglia del 56%;
  • il basket, dove gli sportivi colpiti da questo trauma sono il 55%;
  • il calcio, 51%
  • la corsa di resistenza, con una frequenza di distorsione del 40%.

Soggetti a rischio

I soggetti più a rischio di una distorsione della caviglia sono gli sportivi, e questo perché sono costantemente sottoposti a sforzi e stimoli della zona interessata.

Ma ciò non esclude altre tipologie di persone.

Maggiormente soggetti al rischio di distorsione sono anche:

  • coloro che hanno già avuto una precedente distorsione la quale ha provocato una lassità dei legamenti della caviglia;
  • chi soffre di debolezza muscolare, debolezza a livello di tendini o legamenti, o chi è affetto da danni nervosi alle gambe;
  • chi utilizza certi tipi di scarpe, come quelle con il tacco a spillo.

Cura

Una distorsione della caviglia si cura, in sostanza, con due tipi di trattamenti.

Inizialmente il trattamento è di tipo conservativo e consiste in:

  • riposo dell’articolazione;
  • applicazione di ghiaccio;
  • elevazione dell’arto;
  • farmaci antiinfiammatori.

In alcuni casi può essere utile bloccare l’arto interessato con bendaggi o, in casi più gravi, con apparecchio gessato.

Dopo questa prima fase, previo controllo ambulatoriale per valutare la progressione della guarigione, si può iniziare il ciclo di terapie fisiche, che aiutano a ridurre i tempi di guarigione, e ad impostare il protocollo riabilitativo.

Le terapie fisiche che possono venire prescritte sono:

Nei casi più gravi di distorsione della caviglia, dove il trattamento conservativo e il sottoporsi a terapie fisiche non porta risultati, si procede con l’intervento chirurgico.

Affinché si arrivi a una guarigione completa è consigliabile evitare di:

  • prendere peso;
  • svolgere attività senza scaldarsi accuratamente;
  • eccedere con l’impegno muscolo-articolare;
  • utilizzare calzature inadatte;
  • ignorare i sintomi;
  • trascurare le terapie.

Riabilitazione

Lo scopo della riabilitazione dopo una distorsione della caviglia è quello di recuperare la propriocettività, la forza e stabilità dell’articolazione e la prevenzione delle recidive.

Sugli obiettivi suddetti prende forma il percorso riabilitativo basato principalmente sulla ginnastica propriocettiva, la quale può essere accompagnata da bendaggi funzionali per prevenire l’insorgere di ricadute con la ripresa dell’attività motoria.

La ginnastica propriocettiva mira a rieducare la sensibilità propriocettiva con lo scopo di recuperare la sensibilità articolare capace di rispondere ai diversi stimoli che provengono dal terreno; questa viene svolta, in genere, in presenza di un fisioterapista e prevede l’utilizzo di una pedana o tavoletta ad hoc per recuperare l’equilibrio della caviglia.

Può essere utile, inoltre, l’utilizzo dell’elettrostimolazione per aiutare nel percorso di rinforzo dei muscoli della caviglia, oppure esercizi di potenziamento muscolare in acqua.

La terapia riabilitativa si differenzia da persona a persona, anche in base al grado di distorsione e sulle strutture colpite. Ad esempio

  • se è la struttura scheletrica ad essere stata colpita, i tempi di recupero sono più prolungati;
  • se invece si parla di lesione cartilaginea, a seguito di un intervento chirurgico, l’attività sportiva può essere ripresa dopo 4-5 mesi da esso.

Generalmente, nei casi in cui il trauma interessa i legamenti e la propriocettività, il tempo necessario per il recupero funzionale completo, sia che si sta trattando un trattamento conservativo che chirurgico, varia, a seconda dei pazienti, dalle 3 alle 5 settimane.

Dopo questo periodo si può tornare tranquillamente al lavoro, mentre per la ripresa dell’attività sportiva è bene aspettare le 10 settimane, ovvero che la distorsione sia guarita completamente ed evitare così il rischio di recidive o peggioramento della situazione.

Al contrario, negli sportivi professionisti i tempi di recupero sono più corti perché si dà maggiore spazio alla riabilitazione.

Anche dopo che il trauma è stato curato, il 10-30% dei pazienti lamentano una sintomatologia cronica caratterizzata da tendinopatie, rigidità, dolore, insufficienza muscolare o instabilità del collo del piede; per questo motivo, la riabilitazione, è un tassello fondamentale per la guarigione completa.

Prevenzione

Prevenire la distorsione della caviglia è possibile, seguendo dei piccoli accorgimenti che miglioreranno anche la salute quotidiana e le performance atletiche.

Innanzi tutto, prima di iniziare l’attività sportiva si deve dedicare del tempo al riscaldamento; questo serve non solo all’articolazione per abituarsi al movimento, ma anche al sistema nervoso che si deve adattare sia alla condizione del terreno, sia al gesto atletico.

Se invece ci si trova nelle fasi iniziali di una nuova attività, è buona pratica aumentare l’intensità dello sforzo in maniera graduale, così da dare tempo all’articolazione di rinforzarsi ed abituarsi ai nuovi movimenti.

Anche la scelta di una calzatura comoda e di alta qualità rientra tra la prevenzione della distorsione della caviglia: la scarpa con il tacco di una donna, scarpe basse che non fasciano la caviglia in novelli escursionisti o le scarpe con i tacchetti dei calciatori e rugbisti possono aumentare il rischio di distorsione se non si fa molta attenzione o non si è ben allenati.

Se, inoltre, si è reduci da un infortunio precedente, è consigliabile utilizzare un bendaggio funzionale.

Infine, per evitare la distorsione della caviglia, la si deve tenere allenata; un modo è quello di camminare con scarpe di ottima qualità per 30-60 minuti ogni giorno in modo corretto, cioè appoggiando prima il tallone e poi tutta la pianta del piede.

A chi rivolgersi

Non appena si è verificata una distorsione alla caviglia, si deve:

  • mettere immediatamente del ghiaccio sulla zona, al fine di ridurre l’infiammazione, il gonfiore e l’eventuale ematoma che si verrà a formare se la distorsione è molto grave;
  • immobilizzarla;
  • camminare senza appoggiare il piede a terra.

Qualora si riporti una distorsione di questo tipo in luoghi lontani da possibili soccorsi, è consigliato non togliere la calzatura poiché il gonfiore potrebbe impedire al piede di rientrarvi.

Successivamente, ci si deve recare al pronto soccorso o, comunque, consultare un medico, il quale, dopo un primo esame fisico, in cui diagnosticherà la distorsione e prescriverà dei farmaci o creme che agiscano sull’infiammazione, dolore e gonfiore, effettuerà una radiografia per escludere la presenza di lesioni ossee.

Potrà, inoltre, essere utile anche una ecografia, risonanza magnetica o TAC al fine di escludere eventuali lacerazioni a carico dei tessuti molli, ovvero tendini, muscoli e legamenti.

Una volta svolti tutti gli esami, ci si deve rivolgere a un fisioterapista per il trattamento conservativo e per stilare insieme il piano di riabilitazione; sarà proprio il fisioterapista ad accompagnare il paziente per tutto il percorso e a monitorare costantemente i progressi della guarigione.

Infine, il fisioterapista saprà dare dei consigli su cosa fare e cosa non fare affinché non si verifichino ricadute o recidive.

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