Distorsione al ginocchio: come avviene

By 14 Gennaio 2020Articoli, news
Distorsione al ginocchio

La distorsione al ginocchio è uno degli infortuni più comuni in ambito sportivo.

È un trauma articolare che consiste in un danno a uno o più legamenti del ginocchio. A seconda della gravità, può consistere in microlesioni, sfibramenti o rotture nette dei legamenti.

Sono principalmente gli sportivi, come detto poche righe sopra, a subire questo tipo di traumi. Calciatori, rugbisti, sciatori o cestisti sono le categorie maggiormente a rischio. Questo perché la distorsione avviene a seguito di cambi rapidi di direzione, salti, scontri violenti e atterraggi bruschi.

Non sono solo gli sportivi a correre il rischio di una distorsione al ginocchio: anche gli anziani sono particolarmente soggetti a tali traumi sia per la degenerazione dei tessuti legamentosi dovuta all’età, sia perché sono più soggetti a cadute accidentali.

A seconda della gravità dell’infortunio, i tempi di recupero possono variare di molto, dalle 2 settimane agli 8 mesi.

I 3 gradi della distorsione al ginocchio

Ma come si capisce l’estensione del trauma?

Per prima cosa bisogna effettuare una serie di accertamenti ed esami e di conseguenza lavorare per superare il problema.

Esistono 3 livelli di gravità della distorsione, divisi in base alla condizione dei legamenti:

  • I Grado: a questo stadio appartengono tutte le distorsioni che provocano distensioni o distrazioni dei legamenti. Sono rotture microscopiche che non compromettono la capacità del ginocchio di sostenere il peso corporeo.
  • II Grado: quando si parla di secondo grado, si parla di legamenti lacerati in modo parziale. Se la lacerazione interessa più del 50% delle fibre, la distorsione è grave, al contrario, si dice lieve. In queste situazioni aumenta l’instabilità, quando si cammina o ci si alza.
  • III Grado: questa tipologia di distorsioni consistono nella lacerazione totale dei legamenti o dal loro distaccamento. Il distaccamento può avvenire dal punto di inserzione nell’osso o tra due monconi.

A seconda del grado di gravità di una distorsione, i sintomi possono cambiare, ma in generale i primi segnali possono essere rinvenuti in gonfiore del ginocchio, rigidità e ridotta mobilità articolare, instabilità durante i movimenti e, ovviamente, dolore all’articolazione.

In linea di massima, di fronte a una distorsione di terzo grado, si percepirà dolore acuto e rapido gonfiamento dell’articolazione, oltre all’impossibilità di usare il ginocchio; una distorsione di primo grado invece, può risultare in dolore lieve e gonfiore, con pochi problemi di movimento.

Un altro fattore fondamentale da considerare in questi casi è quale dei legamenti ha subito il trauma. La stabilità del ginocchio è dovuta a 4 legamenti: collaterale mediale, collaterale laterale, crociato anteriore e crociato posteriore. Partendo dal presupposto che verrà affrontato questo tema in ulteriori articoli di approfondimento, è bene comunque fare una panoramica sui possibili sintomi collegati ai differenti legamenti.

Legamento collaterale mediale

Quando la distorsione al ginocchio interessa il legamento collaterale mediale, si deve considerare che non sempre si avverte dolore e non necessariamente il ginocchio si gonfierà. Questo tuttavia non è da considerarsi un buon segno, e anche in assenza di tali sintomi, la distorsione può essere grave.

L’instabilità dell’articolazione è tuttavia sempre presente e la sensazione che si avverte è quella del ginocchio che tende verso la parte esterna. Inoltre, il dolore diventa più intenso tastando la parte interna del ginocchio. In presenza di lesione del LCM, anche detto collaterale Interno, poiché siede sul lato interno del ginocchio, l’articolazione si apre mediamente quando sottoposta a stress in valgo.

Legamento collaterale laterale

In presenza di distorsione al ginocchio con interessamento del legamento collaterale laterale, i sintomi più evidenti sono dolore, soprattutto palpando la parte esterna del ginocchio, gonfiore locale e instabilità durante i movimenti. A differenza del collaterale mediale, l’articolazione in questo caso tende a muoversi verso la parte interna posteriore.

Nei casi di lesione al LCL, anche detto collaterale Esterno, la rima articolare tende ad aprirsi lateralmente quando il ginocchio è sottoposto a uno stress in varo.

Legamento crociato anteriore

Quando si parla di crociato anteriore, i sintomi sono abbastanza evidenti. In primis, il dolore sarà tale da impedire tutte le attività atletiche che coinvolgono la mobilità del ginocchio. Allo stesso modo, la mobilità viene ridotta anche dall’instabilità anteriore dell’articolazione, la quale sembra voler “scappare” in fuori quando ci si alza.

Nel momento dell’infortunio si può percepire uno schiocco interno al ginocchio, tipico della rottura del legamento, al quale seguirà la comparsa di lividi e di ecchimosi attorno all’area traumatizzata.

Legamento crociato posteriore

Se il ginocchio è gonfio localmente, a prescindere dall’instabilità articolare, si è probabilmente in presenza di una distorsione al ginocchio con interessamento al legamento crociato posteriore. Il dolore lieve che si può avvertire nella parte posteriore del ginocchio, si fa più acuto quando vi è una flessione oltre i 90°, come accade per esempio quando ci si siede a gambe incrociate.

Cause

Le distorsioni al ginocchio sono causate da un forte trauma, come un incidente, o da un movimento sbagliato. In base al tipo di movimento e all’intensità del colpo, la distorsione potrà colpire un legamento piuttosto che un altro.

Quando si subisce una distorsione al ginocchio, il legamento collaterale mediale e laterale possono essere coinvolti contemporaneamente. Questo è dovuto a un movimento innaturale dell’articolazione, con rotazione verso l’esterno.

Nel caso di distorsione a carico del legamento crociato anteriore, tipico degli infortuni sportivi, il trauma è dovuto a un arresto improvviso e rapido, all’iperestensione, alla torsione innaturale (sia esterna che interna) oppure a un colpo violento.

 

Per il legamento crociato posteriore, le cause sono da ricercarsi in un trauma diretto alla parte anteriore del ginocchio. Al momento dell’impatto, la forza deve essere considerevole, come un atterraggio sul ginocchio piegato o un urto durante un incidente automobilistico.

 

Per tutti questi motivi è facile capire perché gli sportivi siano la categoria più a rischio. Nonostante gli allenamenti e l’esercizio fisico, non è possibile prevenire un infortunio del genere in maniera assoluta, in quanto causato da un movimento innaturale dell’articolazione. Al netto di questo, fare stretching regolarmente può aiutare a prevenire le distorsioni, in quanto si va a migliorare l’elasticità muscolare e articolare.

Rimedi e Cure

Subito dopo aver subito una distorsione al ginocchio, si possono applicare alcune misure di pronto soccorso per alleviare il dolore e contenere i danni:

  • Ghiaccio: applicare sulla zona interessata una borsa del ghiaccio ogni 2-3 ore. Le applicazione dovrebbero durare almeno 15 minuti l’una e non essere superiori ai 20 minuti.
  • Sollevare l’articolazione: portare il ginocchio verso l’alto per metterlo in posizione di scarico e lasciarlo riposare.
  • Comprimere il ginocchio: utilizzando una fasciatura elastica si deve comprimere l’articolazione così da renderla più solida e stabile.
  • Riposo: misura indispensabile per limitare i danni. Evitando di muovere il ginocchio si possono evitare spostamenti dolorosi. In alcuni casi può essere utile immobilizzarlo con un tutore specifico.

Eseguendo queste quattro azioni, poco dopo il trauma, si riesce a intervenire con effetti antinfiammatori e si può controllare il gonfiore dell’ginocchio.

In un secondo momento si dovrà necessariamente procedere con il trattamento per curare la zona traumatizzata. Questo avviene solo a seguito di accertamenti per definire l’entità del danno e la sua localizzazione.

Le terapie a disposizione dei professionisti, in caso di distorsione al ginocchio sono sia di tipo conservativo che chirurgico. Quando l’entità del danno è di proporzioni gravi (III grado), la strada da percorrere è, nella maggior parte dei casi, la seconda. La prima viene presa in considerazioni per le lesioni più lievi, o in determinati casi di distorsioni che interessano i collaterali.

Terapia Conservativa

La terapia conservativa in caso di distorsione al ginocchio, quando le lesioni sono lievi, si avvale delle seguenti strategie: attività di pronto soccorso (quella sopracitata, nota anche come RICE, “Rest, Ice, Compression, Elevation“), l’assunzione di medicinali antinfiammatori (FANS) e fisioterapia e altre terapie di diverso genere, come gli ultrasuoni o la tecarterapia, di cui abbiamo già parlato in altri articoli.

La fisioterapia, nello specifico, comprende una serie di esercizi di rinforzo dei muscoli della coscia, volti a ripristinare il normale tono dei muscoli e la mobilità articolare.

 

Terapia Chirurgica

Quando l’entità del danno è talmente grave da non poter essere trattata in maniera conservativa, si segue la strada dell’intervento chirurgico. L’intervento che si esegue è artroscopico, il cui obiettivo ultimo è quello di riparare il legamento danneggiato attraverso l’utilizzo dell’artroscopio, uno strumento con il quale è possibile visualizzare, controllare l’entità del danno e intervenire direttamente.

Riabilitazione

Com’è facile intuire, i tempi di riabilitazione variano ampiamente in base alla gravità dell’infortunio. Grazie agli odierni avanzamenti in campo tecnologico e nozionistico della medicina, i trattamenti delle distorsioni hanno quasi sempre esiti favorevoli. Tuttavia, i tempi di recupero sono piuttosto lunghi, soprattutto nei casi più seri.

Spetterà allo specialista definire le tempistiche di superamento del trauma, ma in generale si può preventivare che:

  • Per le distorsioni al ginocchio che interessano i legamenti collaterali o crociati (I e II grado), saranno necessarie dalle 2 alle 4 settimane
  • Per le distorsioni al ginocchio che interessano i legamenti crociati più gravi, dove è previsto intervento chirurgico (III grado), il tempo necessario va dai 4 agli 8 mesi.

Affinché questi tempi siano realistici, è di vitale importanza che il paziente segua fedelmente le istruzioni dello specialista.

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