Cosa sono le discinesie scapolo omerali

By 20 Aprile 2020Articoli, news
discinesia scapolo omerale

Le discinesie scapolo omerali sono delle alterazioni del normale movimento anatomico (“dys”= alterazione; “kinesis”=movimento) che si verificano nell’articolazione della spalla, in particolar modo tra la testa dell’omero e la scapola, come si intuisce facilmente dal nome.

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano ed è formata da:

  • 3 ossa, scapola, omero e clavicola;
  • 4 tendini, sovraspinato, sottoscapolare, sottospinato, piccolo rotondo;
  • e molti muscoli che ne permettono il movimento.

Il corretto funzionamento della spalla si basa su un perfetto compromesso tra stabilità e mobilità delle sue componenti.

Nel caso in cui i movimenti di scorrimento e scivolamento della scapola sulla gabbia toracica subiscono delle alterazioni, allora si parla di discinesia scapolo toracica, mentre l’alterazione del movimento della scapola sulla testa dell’omero prende il nome, per l’appunto, di discinesia scapolo omerale.

Le discinesie vengono suddivise in due grandi gruppi:

  • discinesie volontarie, dovute ad una iper-attivazione volontaria, consapevole o meno, di alcuni muscoli che gestiscono la funzionalità della scapola, quali il trapezio, il gran dentato, l’elevatore della scapola, il piccolo pettorale e i romboidei;
  • discinesie involontarie, dovute ad alterazioni congenite della spalla di tipo osseo, muscolare o neurologico, o da eventi traumatici come fratture o lussazioni, o ancora a causa di deficit capsulolegamentosi, postura, tendiniti, lesioni della cuffia dei rotatori e altri.

Sintomi

La discinesia scapolo omerale solitamente è asintomatica.

In alcuni casi si può avvertire dolore localizzato sulla spalla, e può presentarsi su tre livelli differenti:

  • muscolare, quando più che dolore si avverte una sensazione di tensione e pesantezza, spesso provocati dal sovraffaticamento di alcuni muscoli per compensare il deficit di altri;
  • tendineo, quando ci troviamo di fronte a una lesione, più o meno grave, di uno o più tendini della cuffia dei rotatori. Il dolore in questo caso viene descritto dai pazienti come penetrante, acuto e permanente anche dopo la cessione dello sforzo;
  • articolare, quando un’articolazione è posta in una posizione scorretta a conseguenza di uno squilibrio muscolare della spalla o di movimenti errati della stessa. Il dolore è acuto, ma una volta corretto l’allineamento posturale ed il ritmo glenomerale, esso si allevia.

Spesso, quando si avverte il dolore, il quadro clinico si trova in uno stadio avanzato, per questo motivo è bene far attenzione a dei piccoli segnali che ci dà il corpo, al fine di intervenire per tempo sul problema. Questi sono:

  • affaticamento;
  • stanchezza nel compiere le attività quotidiane;
  • deformità estetica;
  • necessità di sostenere il braccio;
  • mancanza di forza nell’arto;
  • instabilità della scapola e della spalla;
  • ridotta escursione articolare.

In alcuni casi, quando ci troviamo in presenza della cosiddetta “scapola alata” (ovvero una scapola eccessivamente sporgente e visibile chiaramente da dietro), il movimento della spalla, soprattutto in apertura quando cioè il paziente allontana il braccio dal proprio corpo, viene accompagnato da un suono scricchiolante e ben udibile chiamato “snapping”.

Cause

Le cause di una discinesia scapolo omerale possono essere molteplici.

Innanzi tutto, la discinesia può presentarsi a seguito di una debolezza eccessiva dei muscoli, i quali non riescono a supportare l’articolazione nei suoi movimenti, costringendo il paziente ad eseguire movimenti scorretti o a sovraccaricare alcuni muscoli per compensare la mancanza di altri. In questo modo l’equilibrio articolare viene meno e, di conseguenza, l’articolazione non lavora come dovrebbe.

Altra causa della discinesia scapolo omerale è il distacco dei muscoli che controllano la scapola; questa, così, non ha più un supporto stabile a cui ancorarsi per il movimento.

Anche le lesioni possono provocare questa patologia, in particolar modo quelle ai nervi, alle ossa che sostengono la scapola e ai tendini: in breve le lesioni agli elementi che compongono la cuffia dei rotatori.

Ulteriori cause possono essere rintracciate anche in

Infine, questa patologia tende a colpire soprattutto la categoria sportiva dei lanciatori, ovvero coloro che compiono movimenti continui con la spalla, indipendentemente dal sesso e dall’età.

Diagnosi

La diagnosi di discinesia deve essere fatta esclusivamente da parte di personale qualificato, come ortopedico, fisiatra o fisioterapista, e solo dopo un’attenta valutazione del caso.

Una diagnosi errata rischia di compromettere la guarigione ed il recupero.

La valutazione viene fatta attraverso l’osservazione del paziente sia in posizione statica, nella quale la scapola può presentarsi asimmetrica rispetto al normale, che dinamica, a seguito, quindi, di movimenti di anteposizione e di abduzione sul piano trasversale, sia frontalmente che lateralmente.

Di fondamentale importanza è l’osservazione del grado in cui si verifica tale alterazione:

  • fino ai 60-70° gradi, l’alterazione avviene al livello della cuffia dei rotatori;
  • sopra ai 70° si pone l’attenzione ai muscoli pivot della scapola.

Oltre all’osservazione clinica, vengono eseguiti dei test scientifici appositi per diagnosticare una discinesia:

  • il test di valutazione della variazione della sintomatologia, ovvero una serie di test utili ad analizzare il cambiamento della sintomatologia dolorosa in base alle variazioni della posizione della scapola durante i movimenti di abduzione e flessione dell’arto;
  • scapular reposition test, nel quale questa viene spostata posteriormente e ruotata esternamente dal medico mentre il paziente abduce o flette l’arto;
  • scapular retraction test, simile al test precedente, ma in questo caso la scapola viene spostata passivamente dal medico;
  • scapular assistance test, ovvero quando il medico assiste la scapola durante la sua rotazione verso l’alto.

Cura

La cura della discinesia scapolo omerale varia a seconda del tipo di discinesia e dalla causa scatenante, inoltre, se non trattata in tempo, questa patologia può progredire in una tendinopatia della cuffia dei rotatori cono un’instabilità gleno-omerale.

Il trattamento, in ogni caso, è di due tipi:

  • conservativo;
  • chirurgico.

Il trattamento conservativo prevede il riposo e la fisioterapia, mirata al rinforzo dei muscoli che stabiliscono l’equilibrio del movimento tra testa omerale, scapola e torace.

Il fisioterapista, inoltre, può consigliare al paziente di sottoporsi al alcuni strumenti fisioterapici come laser, tecarterapia e onde d’urto al fine di intervenire positivamente sul dolore ed accelerare il ritorno alle normali attività quotidiane.

Nel caso in cui il dolore sia invalidante, si consiglia l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS.

Generalmente chi soffre di discinesia scapolo omerale non necessita di un trattamento chirurgico.

Qualora il trattamento conservativo fallisca, si procede con la chirurgia; questa è indicata anche in alcuni casi selezionati, come la lesione massiva della cuffia dei rotatori o la lesione del nervo accessorio, sempre dopo un consulto con un medico specializzato in discinesie scapolo omerali.

Riabilitazione

La riabilitazione dell’articolazione colpita da discinesia scapolo omerale, sia dopo un trattamento conservativo, il quale atrofizza i muscoli, sia dopo un intervento chirurgico, avviene in più fasi, da svolgere sia in un centro specializzato, sia in acqua con l’idrokinesiterapia:

  • inizialmente il fisioterapista valuta la mobilità passiva dell’articolazione attraverso diverse posizioni e movimenti per poi passare alla valutazione del controllo isometrico del paziente;
  • nella seconda fase si vanno a controllare e sviluppare le mobilizzazioni attive volontarie in depressione e retrazione con rinforzo degli abbassatori e stabilizzatori della scapola;
  • si passa, quindi, a un progressivo rinforzo isometrico con arto e scapola nei diversi piani al fine di evocare posizioni di abduzione e adduzione;
  • nella quarta fase si va a lavorare principalmente sulla postura attraverso esercizi mirati, per ristabilire la stabilità della scapola ed evitare recidive dovute a una postura scorretta;
  • in questa penultima fase si lavora principalmente sulla propriocettività per recuperare la stabilità scapolare e la coordinazione con i movimenti dell’omero. Si continua con il controllo dell’articolazione e con le mobilizzazioni attive con range di movimento ridotto;
  • Nell’ultima fase, una volta riacquisita la coordinazione articolare e la forza muscolare, si va ad aumentare progressivamente sia il controllo che i carichi di lavoro nei diversi movimenti dell’arto; gli esercizi svolti, in questo caso, sono sia isometrici che isotonici.

Il percorso riabilitativo deve essere seguito nella sua interezza e rispettando tempi e carichi di lavoro consigliati dal fisioterapista.

Esercizi di riabilitazione errati possono portare a peggioramento della situazione, recupero solo parziale della forza muscolare e ulteriore squilibrio articolare con il rischio di recidive.

A chi rivolgersi

Come abbiamo già detto, la discinesia scapolo omerale è spesso asintomatica, per questo motivo è bene far attenzione al proprio corpo, soprattutto se si avverte affaticamento, mancanza di forza nel braccio, spalla e scapola instabili e movimento articolare ridotto.

Anche la deformità estetica è un campanello d’allarme.

Appena si notano uno di questi sintomi, è bene rivolgersi immediatamente a un ortopedico specializzato in discinesie.

Una discinesia non curata o curata in ritardo può portare a problemi più grandi, per i quali si necessita di un maggiore tempo per la guarigione.

L’ortopedico, a seguito di esami diagnostici, che abbiamo già citato, e dopo aver valutato la storia clinica del paziente, nonché le sue attività quotidiane, darà la sua diagnosi.

Nel caso in cui questa sia positiva alla discinesia scapolo omerale, è necessario rivolgersi a un fisioterapista specializzato al fine di concordare un piano riabilitativo ed iniziare le fisioterapie mirate al recupero del tono e della forza muscolare, utili al sostegno dell’articolazione.

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