Cos’è la cuffia dei rotatori: definizione

By 15 Maggio 2019Articoli
Cuffia dei rotatori roma

La cuffia dei rotatori è la zona del corpo umano situata nel distretto articolare della spalla.

Quest’ultima è formata da cinque articolazioni che la rendono un’articolazione particolarmente mobile e le permettono così dei movimenti molto complessi, ma allo stesso tempo la rendono una delle aree del corpo più “instabili”. Questa instabilità è sicuramente dovuta alla conformazione anatomica dell’articolazione scapolo omerale: la cavità glenoidea che accoglie la testa dell’omero è infatti una cavità molto aperta, ma comunque protetta dai muscoli e dai tendini che vanno a formare la cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è, dunque, un’area complessa composta da quattro muscoli, i quali si inseriscono sui distretti ossei, con i rispettivi tendini tendini.

Nella parte superiore della spalla troviamo il tendine sovraspinato. Questo muscolo, con la sua porzione tendinea, permette al braccio di ruotare verso esterno.

Il sottoscapolare si trova nella parte anteriore del muscolo e consente la rotazione verso l’interno del braccio.

Infine, ci sono il sottospinato e il piccolo rotondo, collocati nella zona posteriore. Il sottospinato (o infraspinato) serve a far ruotare esternamente il braccio e rinforza la capsula dell’articolazione scapolo omerale, stabilizzandola.

Il piccolo rotondo, invece in sinergia con l’infraspinato, fa ruotare  verso l’esterno il braccio.

Questi muscoli, insieme ai loro tendini, proteggono la spalla da possibili lussazioni, cioè la fuoriuscita dell’omero dalla cavità glenoidea.

Dolore alla cuffia dei rotatori: cause

Le cause che provocano la rottura della cuffia dei rotatori possono essere due:

  • evento traumatico: questa rottura può derivare da un eccessivo carico, dall’esecuzione di un movimento sbagliato o dovuto ad un impatto;
  • degenerativa: in questo caso la rottura avviene in modo più lento. Partendo da una fase degenerativa il tendine si “assottiglia”. L’assottigliamento può manifestarsi quando l’area è sottoposta a continui stress nel tempo o può derivare semplicemente dall’invecchiamento.

Sintomi

Quando la rottura della cuffia dei rotatori è di natura traumatica il dolore si presenta, solitamente, nella parte anteriore laterale della spalla. Questo dolore può espandersi anche al braccio, in genere a livello del deltoide e non permette, al soggetto, di poter compiere i movimenti abituali come alzare il braccio al di sopra della spalla.

Invece, quando la rottura deriva da una condizione cronica può variare l’intensità del dolore e si presenta soprattutto durante le ore notturne.  Anche in questo caso si può riscontrare una certa difficoltà nell’ effettuare movimenti quotidiani o nel sollevamento di pesi anche minimi.

È bene sottolineare che quando si parla della rottura della cuffia dei rotatori in realtà si fa riferimento ad una lesione del tendine e non del muscolo anche se a volte appare coinvolto in parte all’altezza della giunzione mio tendinea.

Diagnosi

Quando il paziente avverte un dolore nella parte anteriore laterale della spalla potrebbe trattarsi della lesione o rottura della cuffia dei rotatori.

Il primo passo per accertarsi della gravità o meno della situazione è, senza dubbio, un esame clinico condotto da un medico ortopedico. Successivamente, il medico può predisporre ulteriori controlli come la risonanza magnetica.

Potrebbe essere indicata anche la radiografia che permette di evidenziare possibili alterazioni delle componenti scheletriche.

Il tipo di lesione può essere una semplice infiammazione del tendine localizzata, che non comporta nessun danno permanente.

Diversamente può essere diagnosticata una lesione parziale o completa che, nei casi più gravi, viene curata con l’intervento chirurgico.

Test della cuffia dei rotatori

Tramite il test della cuffia dei rotatori il medico ortopedico può diagnosticare o meno la rottura, lesione o infiammazione dell’area interessata.

Durante il test verrà chiesto al paziente di alzare lentamente il braccio e ruotarlo verso l’interno, in modo che il pollice sia rivolto verso il basso, in seguito dovrà fletterlo in avanti di circa 20 o 30o.

Successivamente, il medico applicherà una leggera pressione sul braccio, spingendolo verso il basso. Se il paziente avvertirà dolore o non riuscirà a contrastare la pressione verso il basso, allora il test avrà un esito positivo.

Nonostante il nome del test si riferisca all’intera area della cuffia dei rotatori, in realtà è mirato a diagnosticare una lesione del sovraspinato. Il test prende questo nome perché il tendine “ferito” è quello più esposto alle possibili lesioni.

Test dell’infraspinato

Se il paziente riscontra una particolare difficoltà nella rotazione interna del braccio, in quel caso potrebbe trattarsi di una lesione del tendine infraspinato, considerato il secondo tendine che si lesiona più frequente, dopo il sovraspinato.

In questo caso il medico farà ruotare esternamente il braccio contro resistenza con il gomito appoggiato sul fianco e flesso di 90o. Se il dolore è presente solo in una spalla si possono ricavare maggiori informazioni mettendo a paragone la forza delle due braccia.

Test lit off

Si parla di “lit off” quando il test riguarda il muscolo sottoscapolare. In questo test il paziente ruota internamente il braccio leso fino a far poggiare il dorso della mano nella parte bassa della schiena. Successivamente, il paziente deve riuscire ad allontanare posteriormente la mano, mentre il medico esercita una leggera pressione e ne ostacola il movimento. Se si verificherà un calo della forza o dolore nel compiere il movimento, in quel caso l’esito del test sarà positivo.

Test di conflitto di Neer

Il test di conflitto di Neer consiste nel far alzare in avanti il braccio del paziente fino a 180o sul piano della scapola, che nel frattempo viene tenuta immobile dalla mano del medico, in una rotazione interna.

Il test risulterà positivo se il paziente avverte dolore nella parte finale della spalla.

Fattori di rischio

Anche nei fattori di rischio di lesioni della cuffia dei rotatori, come per le cause, bisogna differenziare gli eventi traumatici dai fenomeni degenerativi.

  • Eventi traumatici:
  • Attività sportive, come ad esempio rugby, calcio o sci;
  • Lavori che prevedono il frequente carico di pesi.
  • Fenomeni degenerativi:
  • Età;
  • Malattie metaboliche, come ad esempio il diabete;
  • Stili di vita non idonei, come il fumo, che provoca una diminuzione della vascolarizzazione del tendine con un conseguente indebolimento;
  • Predisposizione naturale;
  • Lavoro che sollecita continuamente l’articolazione.

Prevenzione

Non è facile poter prevenire le lacerazioni della cuffia dei rotatori, ma possiamo darti dei consigli per poter tenere l’area meno soggetta a lesioni:

  • Esercizi: importanti per tenere la spalla allenata donandole una maggiore flessibilità e tonicità muscolare;
  • Attenzione agli sforzi: prendere le dovute precauzioni quando si sollevano dei pesi, in particolar modo per le lesioni fra spalla e omero;
  • Riposo: non sforzare l’articolazione quando è indolenzita o infiammata;
  • Visita specialistica: nel caso in cui il dolore dovesse perdurare nel tempo si consiglia vivamente una visita presso un medico ortopedico specialista della spalla.

Cura

Come appena detto, nel caso in cui il dolore dovesse essere persistente o apportasse delle difficoltà nelle funzionalità motorie, è opportuno recarsi da un medico ortopedico specialista della spalla che tramite i vari tipi di test potrà prescrivere  una cura specifica al paziente.

Quando il paziente ha una lesione della cuffia dei rotatori si possono attuare due tipi di terapie, quella conservativa e quella chirurgica.

Terapia conservativa

Nei casi meno gravi di rottura della cuffia dei rotatori sarà necessario fare qualche seduta di riabilitazione mirata sia al recupero della mobilita articolare che degli squilibri muscolari. Utile in questa fase anche il corretto utilizzo di mezzi fisici (onde d’urto, tecar, crioultrasuoni, laser etc) Importante una valutazione posturale per individuare le eventuali cause che possono aver determinato il sovraccarico delle strutture in lesione e fondamentale tenere a riposo la spalla non sottoponendola a stress o sforzi. Può essere utile l’utilizzo di antinfiammatori e analgesici, anche se spesso la somministrazione di farmaci per via orale non garantisce una regressione del sintomo a causa della scarsa vascolarizzazione dei tendini.   Se dopo questi trattamenti conservativi e/o eventualmente infiltrativi con steroidi l’infiammazione dovesse persistere, il medico potrà decidere se continuare con una cura non chirurgica o se passare all’intervento chirurgico.

Chirurgia

In questo fase il paziente sarà sottoposto ad un approccio artoscopico. L’intervento viene effettuato in “day hospital” con un’anestesia locale. Vengono fatti 3 piccoli buchi che permetteranno l’accesso dello strumentario endoscopico. Attraverso una piccolissima telecamera si osserva in modo diretto l’area lesionata per capire come poter intervenire al meglio. Nonostante gli esiti positivi dell’intervento chirurgico, purtroppo i pazienti possono essere soggetti a lesione recidive che quindi si potranno ripresentare.

Nei casi più gravi di rottura della cuffia dei rotatori il medico ortopedico può decidere di intervenire chirurgicamente asportando la parte lesionata e sostituendola in parte o totalmente con una protesi.

Dopo ogni intervento, che sia stato effettuato in artroscopia o a cielo aperto, è sempre indispensabile la riabilitazione che sarà suddivisa in 3 fasi:

  • Fase 1: il paziente dovrà indossare per circa 4 settimane un tutore in modo da tenere il braccio immobile e permettere al tessuto muscolare di risanarsi;
  • Fase 2: dalle 4 alle 8 settimane di fisioterapia assistita, utile per recuperare il totale recupero articolare e motorio dell’articolazione;
  • Fase 3: 8 settimane circa di esercizio fisico assistito e attivo, importante per ridare alla muscolatura tonicità e forza.

Ovviamente i protocolli verranno stabiliti con maggior precisione dal chirurgo in funzione della lesione trattata.

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