Cosa sono le cisti di Baker

By 12 Ottobre 2020Articoli, news
Dolore al ginocchio Cisti di Baker

La cisti di Baker è una sacca piena di liquido che si forma nella parte posteriore del ginocchio. Solitamente sorge in seguito a un danno all’articolazione e sebbene in alcuni casi sia asintomatica, in altri può provocare dolore, gonfiore e rigidezza.

Si deve il suo nome al dottore William Baker, primo a riconoscere e definire questo disturbo nel lontano 1877. Le cisti di Baker sono conosciute anche come cisti poplitee. Per trattare questo disturbo vengono impiegate diverse terapie e tecniche, di natura differente per ottimizzare i risultati. Solo nei casi più gravi, quando la cisti si presenta con delle fuoriuscite di liquido, si ricorre alla chirurgia.

A occhio nudo, la cisti si presenta come un nodulo dietro al ginocchio, nel punto in cui il muscolo della coscia si congiunge con quello del polpaccio. Le dimensioni variano di caso in caso: talvolta è estremamente piccola, in altri può raggiungere una grandezza di alcuni centimetri. È piuttosto comune che se ne formi più di una per volta, ma estremamente raro che entrambe le ginocchia soffrano dello stesso problema contemporaneamente.

Sintomi

Come anticipato, in alcuni casi la cisti di Baker (o cisti poplitea) può non portare alcun tipo di sintomo, sebbene nella maggior parte dei casi si venga a forma una sacca contente il liquido sinoviale fuoriuscito dalla sacca poplitea. La massa, che può avere diverse dimensioni, si presenta come un nodulo duro e doloroso al tatto.  Oltre alla formazione di questo corpo nella parte posteriore del ginocchio, il paziente può accusare ulteriori sintomi quali:

  • Dolori articolari localizzati nel ginocchio
  • Gonfiore del ginocchio e/o della gamba
  • Eritema
  • Sensazione di stanchezza nelle gambe
  • Rumore al movimento dell’articolazione
  • Rigidezza articolare

I sintomi sopraelencati sono segnali tipici della presenza di una Cisti di Baker ma non sopraggiungo necessariamente tutti e possono presentarsi con gradi diversi di severità in base al danno all’articolazione. Come già anticipato, è possibile che nessuno di questi sintomi venga riscontrato, lasciando il paziente ignaro del problema. In questi rari casi, ci si accorge della presenza di una Cisti di Baker solo grazie a esami collaterali, come una risonanza magnetica.

Le complicazioni peggiori possono avvenire in seguito alla rottura della cisti e la fuoriuscita del liquido che andrà a invadere il muscolo gastrocnemio del polpaccio, che per tutta risposta svilupperà una protuberanza arrossata e pruriginosa.

Cause: eziologia

Le cause che portano all’insorgere di una o più cisti di Baker si dividono in due gruppi e sono riconosciute come:

  • Cisti di Baker primaria (o idiopatica): è tipica dell’età giovanile (infanzia) ed è dovuta alla produzione anomala di liquido sinoviale in seguito a stress ripetuti sull’articolazione che porta al rigonfiamento della sacca;
  • Cisti di Baker secondaria: caratteristica dell’età adulta, è causata da altre patologie che colpiscono l’articolazione, come lesione al menisco, artrosi e simili.

Soprattutto nel caso di una Cisti secondaria, la produzione di liquido sinoviale in eccesso è la risposta dell’organismo per proteggere la salute del ginocchio lubrificandolo. Questa sovrapproduzione porta a un accumulo di liquido con una conseguente pressione all’interno dell’articolazione. La pressione, di conseguenza, spinge il liquido nella “sacca” poplitea e forma la cisti.

Nonostante i sintomi più gravi possano provocare non poco dolore nel paziente, le cisti di Baker sono generalmente formazioni benigne, trattabili con diverse terapie più o meno invasive.

Diagnosi: trattamento

La diagnosi è il più delle volte semplice e finché la cisti di Baker non causa disturbi particolari, non è necessario procedere con trattamenti e cure. Questo perché dopo un tempo più o meno lungo, la sacca si riassorbe spontaneamente, motivo per cui non è indispensabile intervenire. Tuttavia, questa possibilità è molto più plausibile nei bambini e negli adolescenti rispetto che negli adulti. Nel caso in cui è indispensabile intervenire con un trattamento mirato per guarire questa condizione, le strade da percorre sono molteplici ma gli obiettivi della terapia sono tendenzialmente due:

  • Alleviare i sintomi della cisti grazie a medici antinfiammatori non steroidei (F.A.N.S.), trattamenti fisioterapici e applicazioni di ghiaccio;
  • Limitare i danni articolari al ginocchio attraverso iniezioni di corticosteroidi, aspirazione del liquido sinoviale, riposo con arto sollevato e interventi specifici per curare i disturbi che potrebbero aver provocato la cisti.

Solo nel caso in cui la cisti abbia raggiunto dimensioni degne di nota e il paziente lamenti dolori eccessivi si valuta l’ipotesi della chirurgia. L’artroscopia applicabile per limitare i danni articolari è già un primo intervento chirurgico, ma di natura meno invasiva rispetto alla possibile recisione della cisti, che viene eseguita solo se nient’altro ha funzionato.

È bene aggiungere che per ridurre i sintomi della cisti, la fisioterapia rimane una valida opzione, soprattutto grazie all’impiego di diverse terapie fisiche che adoperano tecnologie quali: Laser, Tecar, Ipertermia e Ultrasuoni. Sfruttando più metodologie per trattare il disturbo si possono ottimizzare i risultati, infatti grazie alla loro azione combinata vengono stimolati i tessuti e i processi di guarigione, riducendo drasticamente i tempi di recupero.

Prevenzione

La cisti di Baker si presenta, soprattutto nella sua forma secondaria, come conseguenza di danni all’articolazione del ginocchio. Per questo motivo il modo migliore per prevenire tale disturbo corrisponde alla prevenzione di danni articolari. È consigliabile l’attività fisica per tonificare i muscoli e renderli più resistenti e ritardare o prevenire altre patologie come l’artrosi. Mantenere un peso forma ideale, aiutandosi con una dieta bilanciata, è fondamentale per alleggerire il carico sulle articolazioni inferiori.

Quali specialisti sono coinvolti

Quando il paziente presenta cisti di Baker, o sospetta questo disturbo, deve rivolgersi ad un medico specializzato. Il fisioterapista è sicuramente una delle figure più indicate per trattare questa patologia, in quanto può consigliare un percorso terapeutico composto da più trattamenti per ottimizzare i tempi di guarigione. In caso di più metodologie impiegate, possono intervenire altre figure professionali, come l’osteopata.

In generale si consideri che migliore è il centro di riferimento, maggiori saranno le possibilità di trattare il disturbo e di conseguenza maggiore il numero di professionisti coinvolti. Non tutte le cliniche dispongono di tutte le tecnologie più avanzate o le figure professionali maggiormente specializzate.

Dove trovare un centro d’eccellenza a Roma Nord

Le cisti di Baker generalmente non sono motivo di eccessiva preoccupazione, questo però non vuol dire che vadano sottovalutate. Il trattamento migliore risiede sicuramente nella possibilità di combinare più terapie funzionali al recupero rapido e completo, con trattamenti fisici e manuali. Lo Studio Fisiomedical dispone non solo delle tecnologie più avanzate, ma anche di numerosi professionisti ed esperti altamente qualificati nel trattamento di numerose patologie.

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