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Fisioterapista che massaggia la schiena di una piaziente

Centro fisioterapia d’eccellenza al centro di Roma

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Il centro di fisioterapia FisiomediCal si trova al centro di Roma, nel cuore del quartiere Flaminio.
I pazienti hanno a disposizione una struttura moderna, dotata di strumenti di ultima generazione e un team di medici specialisti, ortopedici e fisioterapisti pronti a collaborare tra loro per supportare e aiutare il paziente a soddisfare ogni sua necessità.

FisiomediCal è una realtà dinamica, e si pone l’obiettivo di offrire una soluzione a tutte le persone che hanno bisogno di seguire percorsi di fisioterapia o rieducazione funzionale, fornendo loro gli strumenti più adatti.
Negli ambulatori FisiomediCal è possibile seguire terapie che uniscono tecniche manuali insieme ai più moderni macchinari: il paziente potrà fruire del percorso più efficace, a seconda del problema.

All’interno di FisiomediCal c’è una palestra di circa 60 mq dove è possibile seguire corsi di ginnastica posturale a scopo terapeutico – sia individuale che di gruppo – e corsi di pilates.

I nostri servizi

FisiomediCal mette a disposizione tanti servizi: dalle terapie manuali a quelle fisiche, dall’osteopatia alla riabilitazione, 10 ambulatori specialistici, corsi di pilates e di ginnastica posturale per assicurare un percorso completo e terapeuticamente efficace.
Vediamo nel dettaglio tutti i servizi: quali sono, a cosa servono e quali attività comprendono.

Terapie manuali

Le terapie manuali hanno l’obiettivo di permettere a individui disfunzionali, patologici o colpiti da eventi traumatici, di recuperare le funzioni motorie. Questo tipo di fisioterapia è applicabile agli ambiti ortopedici, traumatologici, neurologici, cardiologici, pneumologici. Di seguito l’elenco con le varie terapie manuali effettuate.

  • CHINESITERAPIA
    La chinesiterapia ha come scopo il recupero del movimento articolare, della forza e massa muscolare e della facoltà di svolgere i movimenti senza alcuno sforzo.
  • CYRIAX
    Questa terapia manuale tratta le infiammazioni e i traumi a carico dei tessuti molli, in particolare i muscoli, tendini, legamenti, guaine muscolari e tendinee.
  • MC KENZIE
    Questa terapia prevede il mantenimento di posture corrette e lo svolgimento di esercizi specifici per curare problematiche di tipo meccanico inerenti mal di schiena e di collo, scaturite da posture scorrette o dall’esecuzione di movimenti errati o dannosi.Fisioterapista che fa un massaggio alla schiena
  • MEZIERES
    Il metodo di Mezieres è funzionale nel trattamento della scoliosi, della sciatica, delle lombalgie, cervicalgie, dei dolori ai piedi e nel trattamento post-chirurgico di spalla e anca.
  • SOUCHARD
    L’obiettivo del metodo Souchard è di allungare i muscoli della statica e i muscoli sospensori, accorciando al tempo stesso i muscoli della dinamica, al fine di migliorare la postura a livello globale. Utile per dolori articolari, mal di schiena, dolori cervicali, nevralgie, dolori reumatici, rigidezza articolare, disturbi circolatori.
  • MASSOTERAPIA
    I massaggi terapeutici si focalizzano su aree come schiena e collo, e racchiudono tecniche come sfioramenti, impastamenti, percussioni e frizioni, e hanno come scopo il rilassamento e benessere globale del paziente.
  • BENDAGGI FUNZIONALI
    Il Bendaggio funzionale è una tecnica che mira all’immobilizzazione o al riposo temporaneo di un’articolazione o parte del corpo, al fine di ridurre i tempi guarigione.
  • KINESIOTAPING
    Il kinesio taping è una tecnica che prevede l’utilizzo di un cerotto elastico per attenuare dolori causati da contratture, tensioni muscolari, strappi, stiramenti, edemi ed ematomi sottocutanei, senza pregiudicare alcun movimento.

Terapie fisiche

Le terapie fisiche sono utilizzate per ottenere risultati ottimali di tipo analgesico, antinfiammatorio e di stimolazione nervosa e sono utilizzate nelle patologie dell’apparato locomotore quando, a seguito di un trauma, sono presenti infiammazione e dolore.
Nel centro FisiomediCal è possibile effettuare:

  • ELETTROSTIMOLAZIONI
    L’elettrostimolazione è una terapia utile nelle prime fasi della riabilitazione. è usata anche per favorire il potenziamento muscolare.
  • DIADINAMICHE
    Le correnti diadinamiche posso avere diversi effetti terapeutici: analgesico, trofico ed eccitomotorio. Questa tecnica riabilitativa si usa nei casi di tendinite al polso, gomito, caviglia o ginocchio, per i traumi alle articolazioni e per postumi dolorosi, per artropatie acute e croniche.
  • ULTRASUONI
    Gli ultrasuoni hanno un effetto sul metabolismo dei tessuti e dell’attività cellulare, facendo aumentare il flusso sanguigno, la permeabilità capillare, la soglia del dolore e l’elasticità ed estensibilità del tessuto fibroso. Consigliata per curare quelle patologie che colpiscono il tessuto muscolare e tendineo.
  • TENS
    La TENS è una terapia strumentale antalgica che utilizza correnti rettangolari bifasiche. Quest’ultime vengono applicate attraverso elettrodi adesivi posizionati sulla cute, secondo uno schema ben definito e mirano ad innalzare la soglia del dolore e favorire la liberazione di endorfine agendo sulle fibre nervose sensitive.
  • IONOFORESI
    La Ionoforesi utilizza elettrodi cutanei imbevuti del farmaco. Questo fa sì che il farmaco possa penetrare all’interno dei tessuti dove risiede l’infiammazione. I farmaci più utilizzati per le applicazioni sono gli antinfiammatori non steroidei, i cortisonici e/o i chelanti del calcio.
  • LASER
    Il laser utilizza l’energia generata dalla sorgente luminosa per ottenere una risposta biochimica da parte della membrana cellulare del nostro corpo. L’utilizzo del laser genera quindi effetti terapeutici attraverso energia elettromagnetica, con diversi effetti: aumento del flusso ematico per micro-vascolarizzazione (azione antiflogistica, antiedemigena e stimolante del metabolismo cellulare), azione decontratturante per effetto termico, riassorbimento dei liquidi interstiziali e stimolazione della proliferazione dei fibroblasti e regolarizzazione delle cicatrici.
  • LASER AD ALTA FREQUENZA
    Il laser ad alta frequenza è un apparecchio di ultima generazione e viene utilizzato per il trattamento delle lesioni muscolo-tendinee in quanto allevia il dolore, biostimola il tessuto inducendo i processi metabolici, riduce il gonfiore stimolando leucociti e macrofagi, aumenta il drenaggio linfatico e il flusso ematico.
  • TECARTERAPIA
    La tecarterapia si basa su un dispositivo che genera un aumento della temperatura e prevede un’attivazione fisiologica del tessuto in 3 fasi: microcircolazione, vasodilatazione, aumento della temperatura.
  • MAGNETOTERAPIA
    È una terapia che utilizza apparecchiature generanti campi magnetici di bassa intensità e frequenza variabile. La magnetoterapia agisce per problematiche infiammatorie (artrosi, flebiti, tendiniti, stiramenti muscolari, etc.) e per problematiche reumatiche e articolari (epicondiliti, borsiti, mialgie, cervicalgie, lombalgie, trattamento delle fratture durante e dopo gessatura).
  • CRIOULTRASUONI
    Gli ultrasuoni hanno un effetto antinfiammatorio, la crioterapia supporta la cura con la sua tipica azione analgesica. Accoppiando queste due tecniche si ottengono risultati: questo perché dopo un infortunio (o intervento), la lesione che si determina spesso produce gonfiore, ed il freddo applicato in maniera preventiva è la migliore soluzione per combatterne la formazione.
  • IPERTERMIA
    Trattamento clinico che genera calore all’interno dei tessuti attraverso l’utilizzo di energia elettromagnetica. Tale tecnica terapeutica ha l’effetto fisiologico di vasodilatazione del tessuto sottoposto a tale riscaldamento. L’ipertermia è indicata nei casi di rigidità e manifestazioni dolorose post-traumatiche, artropatie croniche e degenerative, borsiti, lombalgie e lombosciatalgie, esiti di edemi ed ematomi tendenti a cronicizzare, peritendiniti croniche e tendinosi.
  • ONDE D’URTO
    Le Onde D’Urto sono uno strumento di terapia non invasivo, costituito da onde acustiche ad alta energia, emesse da generatori elettromagnetici e veicolate all’interno del corpo umano. Le indicazioni terapeutiche delle onde d’urto sono molteplici: Entesopatie croniche, Tendinite, Stiramenti e contratture muscolari, Calcificazioni muscolari, Trattamento dei trigger points, Epicondiliti, Esostosi dell’articolazioni della mano, Borsiti, Achillodinia, Sperone calcaneare, Sindrome del tibiale anteriore, Sindrome Rotulea, Pubalgia, Trattamento del tunnel carpale, Ipertonia di origine neurologica.

Osteopatia

L’osteopatia rientra nelle terapie manuali, ma non prende in considerazione il semplice disturbo bensì la globalità corporea. A volte infatti i disturbi possono essere collegati tra loro. L’obiettivo dell’osteopatia è quello di andare alla ricerca della disfunzione osteopatica e trattarla per “riprogrammare” l’organismo da un punto di vista neuro-recettoriale.

Riabilitazione

Il fine ultimo della riabilitazione è mettere l’individuo nella condizione di ricostruire le capacità e abilità perdute a causa di un evento traumatico o patologico, per permettergli di essere reinserito in maniera completa in un contesto sociale e familiare. La riabilitazione può riguardare diversi aspetti, spesso correlati tra loro. Nel centro FisiomediCal a Roma Nord si effettuano le seguenti riabilitazioni:

  • ORTOPEDICA
  • TRAUMATOLOGICA
  • NEUROLOGICA
  • LOGOPEDICA
  • CARDIOLOGICA

Visite specialistiche

Grazie alla sinergia tra specialisti delle varie tipologie chirurgiche in ambito ortopedico (colonna, spalla, anca, ginocchio e piede), fisiatri, fisioterapisti e osteopati di comprovata esperienza e professionalità, siamo in grado di creare protocolli specifici personalizzati in grado di offrire una rapida ripresa delle normali attività quotidiane dopo un esito chirurgico.
In FisiomediCal è possibile trovare ambulatori specialistici di:

  • FISIATRIA
  • ORTOPEDIA
  • MEDICINA DELLO SPORT
  • OTORINOLARINGOIATRIA
  • CARDIOLOGIA
  • ANGIOLOGIA
  • ALLERGOLOGIA
  • UROLOGIA
  • GINECOLOGIA

Corsi di pilates

Il Pilates è un metodo che allena tutto il corpo attraverso esercizi basati sulla qualità e precisione dei movimenti e non sulla rapidità di esecuzione: grazie al Pilates è possibile rinforzare il corpo, modellarlo e correggere la postura. Proprio per questo si rivela utile a coloro che hanno bisogno di riequilibrare i carichi sulla colonna vertebrale.

 

Ragazza che fa pilates usando pallone fisioterapico

Ginnastica posturale

La ginnastica posturale si riferisce a tutti quegli esercizi il cui scopo è quello di ridare armonia alla globalità corporea per ristabilire quell’equilibrio che è stato modificato a causa di eventi traumatici o di scorretta postura quotidiana.

Traumi distorsivi al ginocchio: un breve focus

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Il ginocchio è una delle articolazioni più delicate e più soggette a traumi nella pratica sportiva

L’articolazione del ginocchio è una parte del corpo molto delicata e dove si riscontra un alto tasso di traumi, soprattutto tra gli atleti. Negli sport in cui è più facile che avvengano i traumi distorsivi al ginocchio sono quelli dove si eseguono movimenti tecnici complessi ad alta velocità. A causare i traumi distorsivi sono anche le brusche frenate, i salti ripetuti, e spostamenti laterali o antero-posteriori.

Breve focus su i trami distorsivi al ginocchio

Come già detto, il ginocchio è un punto piuttosto delicato del nostro corpo. Per questo motivo una distorsione grave al ginocchio, purtroppo non consente una prosecuzione dello sport, anzi influisce negativamente anche sulla vita quotidiano, rendendo difficile camminare o caricare l’articolazione. Per questo quando si può proseguire l’attività sportiva la distorsione non è considerata grave. Ma vediamo più nel dettaglio.

Quando ricorre una tumefazione a seguito di una distorsione al ginocchio

Quando il ginocchio presenta una tumefazione, occorre prestare attenzione a una cosa principale. Se il gonfiore è comparso nelle ore subito successive al trauma, oppure se si sia formato lentamente nel corso dei giorni.

Nel primo caso, l’edema precoce può essere dovuto a un emartro da lacerazione di strutture vascolarizzate, quali il legamento crociato anteriore ed il margine meniscale. In questo caso si riscontra l’aumento della temperatura in loco nei confronti del ginocchio controlaterale.

In questo caso si consiglia un ricovero in traumatologia.

Nella maggior parte delle distorsioni, il trauma sollecita il ginocchio in abduzione e rotazione esterna, per cui il dolore è localizzato sulla faccia mediale del ginocchio in corrispondenza dell’inserzione prossimale del legamento collaterale interno. Il dolore impedisce, a causa di una contrattura muscolare antalgica di difesa, l’estensione completa della gamba.

Cosa si consiglia come trattamento per la distorsione al ginocchio

Per prima cosa, anche se è una distorsione di lieve entità si consiglia il riposo, meglio se a letto e con un cuscino sotto al ginocchio, così da rimanere in una posizione indolore.

Sulla faccia mediale del ginocchio si può applicare uno strato di pomata contenente eparina, ricoperta da un sottile strato di plastica, ponendovi sopra, ad intervalli, una borsa del ghiaccio. È opportuno somministrare dei farmaci miorilassanti, per favorire l’estensione del ginocchio, diminuendo di pari passo lo spessore del cuscino fino a toglierlo del tutto. In seguito il medico, a seconda dell’entità del dolore, effettuerà una fasciatura elastica adesiva che sarà mantenuta per una settimana, o una doccia gessata posteriore che dovrà essere portata per 15-20 giorni. Trascorso il periodo di immobilizzazione, l‘atleta dovrà effettuare un trattamento riabilitativo e una graduale ripresa dell’attività sportiva. In caso di lesioni più gravi il trattamento di elezione dovrà essere quello chirurgico.

Fisioterapia riabilitativa per la prevenzione nello sport

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La Fisioterapia riabilitativa ha come scopo la risoluzione di patologie, siano esse croniche o traumatiche

Lo sport e il movimento quotidiano possono prolungare il benessere psico fisico. In presenza di alcune condizione patologiche, però, dovrà essere accompagnato con cure farmacologiche e un programma di terapia fisica. In questi casi ci si avvale di una branca specialistica della medicina: la Fisioterapia riabilitativa.

La terapia fisica si basa sulla riattivazione del movimento muscolare, al fine di risolvere le problematiche patologiche del paziente. Quest’ultime possono avere una natura cronica, come i dismorfismi come la scoliosi, oppure possono avere un carattere acuto (come la traumatologia dello sport).

La fisioterapia, avvalendosi di cure farmacologiche e attività fisica, aiuta l’atleta a risolvere in breve tempo possibile il problema, ritornando così all’attività sportiva.

Le lesioni sono trattate con successo quando il problema è studiato correttamente. Occorre non solo una storia clinica quanto più dettagliata possibile, ma anche delle indagini strumentali. In questo modo il fisioterapista può trovare il trattamento migliore per il paziente.

Obiettivi della fisioterapia riabilitativa

Gli obiettivi della fisioterapia riabilitativa puntano a eliminare l’instabilità residua, la debolezza e lo squilibrio muscolare per non incombere in altre problematiche. Così si possono riacquistare le prestazioni precedenti alla lesioni. I tre principali obiettivi della riabilitazione sono:

  1. Protezione dei tessuti danneggiati per concedere riequilibrio energetico e per controllare la fase infiammatoria in anticipo.
  2. Riattivazione della flessibilità, della resistenza, della propriocezione dello squilibrio muscolare per un controllo delle attività fisiche.
  3. Le attività sport-specifiche devono essere esaminate per accertare che l’atleta possa ricominciare in modo sicuro l’attività sportiva.

Per ogni atleta bisognerà studiare uno o più programmi. Uno dei compiti del fisioterapista non sarà solo condurre il paziente verso la guarigione, ma dovrà anche educarlo. Bisognerà quindi istruire il paziente su come agire anche dopo il trattamento, così che la lesione non si presenti o non si aggravi, e l’atleta sarà libero di tornare al suo sport.

Distorsione alla caviglia: un breve focus su una delle lesioni più comuni

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La distorsione alla caviglia capita spesso agli sportivi e il suo trattamento non va sottovalutato

La distorsione alla caviglia è una delle lesioni più comuni tra i giovani atleti che praticano sport che richiedono salti o bruschi cambi di direzione. Tra questi sport possiamo citare calcio, tennis, pallavolo e rugby. La distorsione alla caviglia non causa particolari problemi nei pazienti che non praticano sport. Nell’atleta però, soprattutto quello agonistico, l’infortunio causa un’interruzione dall’impegno agonistico e dagli allenamenti e se non adeguatamente trattato può portare a esiti invalidanti.

Distorsione alla caviglia: fisiopatologia e classificazione 

I meccanismi traumatici che determinano una distorsione sono principalmente due: la distorsione laterale e quella mediale.

Distorsione laterale: la caviglia effettua una rotazione interna (sollecitazione di varismo) e il piede presenta un’ulteriore rotazione verso l’interno (supinazione del piede). Questo tipo di distorsione alla caviglia ha un alto riscontro. Negli USA, per esempio, ogni giorno si calcolano quasi 10.000 distorsioni il cui 85% riconosce un meccanismo di inversione.

Distorsione mediale: La caviglia effettua una rotazione esterna (vagismo), causando una pronazione del piede, ossia una rotazione verso l’esterno.

Per capire i “gradi di gravità” della distorsione alla caviglia, occorre prima conoscere un poco di anatomia della caviglia.

Il complesso legamentoso laterale della caviglia è costituito da tre elementi principali:

  1. Il legamento peroneo-astragalico anteriore (PAA)
  2. Il legamento peroneo-calcaneare (PC)
  3. Legamento peroneo-arstagalico posteriore (PAP)

Generalmente si verifica una lesione isolata nel PAA e solo nel 20% una lesione combinata del PC e del PAP. La distorsione alla caviglia ha tre gradi di intensità, lieve, moderato e severo. Vediamo nel dettaglio.

I Grado: moderato. Si tratta di uno stiramento del PAA senza lesione macroscopica. Modesto gonfiore e una scarsa limitazione funzionale.

II Grado: moderato. Nel grado moderato si presenta una parziale lesione macroscopica del legamento. Gonfiore, dolore, limitazione del movimento e instabilità sono moderati.

III Grado: severo. La lesione legamentosa è completa. È accompagnata da gonfiore, impotenza funzionale assoluta, instabilità articolare ed emorragia.

Sintomi e trattamento per la distorsione alla caviglia

Tra i sintomi clinici più riconoscibili citiamo:

  • tumefazione precoce ed a volte imponente della regione malleolare.
  • ecchimosi tardiva.
  • dolore in sede premalleolare e sottomalleolare, a volte in sede retromalleolare esterna.
  • impotenza funzionale.
  • sofferenza in sede di lesione provocata dai tentativi di pronazione o supinazione del piede.
  • segno del “cassetto anteriore” in caso di rottura totale del compartimento esterno.

Il trattamento

Il trattamento delle distorsioni della caviglia non va sottovalutato, soprattutto negli sportivi. Infatti anche un solo uno spostamento minimo tra tibia e astragalo può provocare l’insorgere di problemi come la caviglia del calciatore. In fase acuta è preferibile adottare un trattamento non invasivo: riposo, ghiaccio e arto sollevato.  In seguito, se il problema continua si può provvedere a trattamenti come il bendaggio funzionale che evita l’immobilizzazione prolungata della caviglia. Quest’ultimo ha anche altri vantaggi rispetto alle altre soluzioni (come per esempio il tutore dinamico o lo stivaletto da scarico).  Mantiene il tono muscolare, garantisce una rapida guarigione dei legamenti e non interrompe la stimolazione dei propriocettori capsulari. Tuttavia questo trattamento ha una lunga durata: deve essere applicato in assenza di tumefazione e rinnovato ogni settimana circa.

Nei casi più gravi la chirurgia è consigliata solo al 15% circa dei pazienti con instabilità.  L’instabilità è riconoscibile dalla ricomparsa del dolore e della tumefazione a ogni episodio distorsivo e instabilità dell’articolazione. In questo caso sarà necessario sottoporsi a radiografie effettuate sotto stress per determinare l’entità del danno.

4 problemi della corsa più comuni: come evitarli?

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Gli appassionati della corsa lo sanno bene: possiamo incappare in alcuni “effetti collaterali”. Ecco i quattro problemi della corsa più comuni e come evitarli

Gli amanti dello jogging, sia i principianti sia i professionisti, hanno familiarità con alcuni problemi che possono derivare proprio dalla loro passione. I problemi della corsa sono fondamentalmente dovuti a microtraumi ai muscoli causati da uno sforzo eccessivo, o eseguito non correttamente. Tra i più comuni ci sono: fitte alla ginocchia, piedi formicolanti e gambe pesanti. Per fortuna, a meno che non si tratti di gravi infortuni, basta seguire qualche semplice consiglio per evitarli, e continuare a correre. Vediamo insieme la “top 4” dei problemi della corsa e i consigli dei nostri fisioterapisti su come evitarli.

Vesciche ai piedi

Partiamo dal problema della corsa più comune e meno grave. Sebbene non sia gravissimo, è un problema doloroso, che incide sul modo in cui poggiamo il piede a terra, e quindi si ripercuote su tutto il corpo. Il continuo sfregamento della pelle contro la scarpa può portare questa dolorosa conseguenza, soprattutto se sono scarpe troppo strette o nuove.

Il consiglio dei nostri esperti? Se le scarpe sono nuove, prima di lanciarvi nella vostra corsa, usatele nel tempo libero, fateci passeggiate, camminateci per casa. Ammorbiditele e rendetele adatte al vostro piede attraverso l’utilizzo.

Dolori muscolari

Il dolore e a volte l’irrigidimento muscolare compare dopo un lasso di tempo che può variare da persona a persona, ma la media è di quasi una giornata dopo l’attività fisica. Lo sforzo fisico ha le sue conseguenze e allenarsi in quello stato può provocare ulteriore dolore o farci allenare in modo sbagliato. Ecco perché quando riscontriamo questo problema dopo la corsa giornaliera, soprattutto se siamo principianti, dobbiamo rallentare il ritmo, o alternarlo con un altro tipo di esercizio. Ricorda che il tuo corpo si sta adattando al nuovo tipo di allenamento: aumenta gradualmente, senza sforzare troppo i muscoli. Se il dolore persiste, non esitate a contattare un esperto fisioterapista per sapere correttamente come risolvere il problema e tornare a correre!

Vertigini e nausea

Molti runner lamentano di soffrire di capogiri o nausea mentre corrono.

Perché quando si corre poi gli viene la nausea? I motivi possono essere molteplici, e i fattori tanti. A volte accade perché i livelli di zucchero sono troppo bassi e le riserve di energia sono quasi esaurite. Oppure può essere una lieve disidratazione. Basta bere e mangiare qualcosa per far sparire nausea e capogiri.

Mal di testa

Il mal di testa durante la corsa si ha per motivi diversi (senza dimenticarci la predisposizione naturale):

  • Carenza di liquidi e di sodio. Sopperire assumendo liquidi pieni di elettroliti.
  • Allenamento troppo intenso: il vostro corpo vi sta dicendo che non ce la fa. Rallentate il ritmo!
  • Postura scorretta. La postura, soprattutto del collo, può influire sui vostri mal di testa. Controllate la postura!
  • Il sole. In genere i runner sono anche amanti dell’aria aperta. Ora che arriva il caldo, il sole può influire e farvi venire mal di testa. Tanta acqua fresca e un cappellino con visiera potrebbero aiutarvi.

 

Sci e snowboard: prevenire gli infortuni durante la settimana bianca

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La prevenzione nella disclipina sciistica

Come sciare in sicurezza e prevenire cadute dagli sci e infortuni? Siamo nel pieno della stagione invernale, in cui amatori riempiono le piste sciistiche di tutta Italia, e come ogni anno bisogna prestare attenzione al fine di evitare infortuni durante la nostra settimana bianca, non rovinando così questo meraviglioso periodo di vacanze e divertimento!

Dai dati dell’Istituto superiore di sanità si evince che ogni anno sono circa 30mila gli incidenti sulle piste di sci italiane, di cui il 79,6% causati dagli sci e il 15,7% dallo snowboard.

Nella disciplina dello snowboard sono frequenti i traumi agli arti superiori come polso, scapola e clavicola, gomito e mano – invece nello sci hanno un ruolo da protagonista i traumi degli arti inferiori, primo tra tutti il ginocchio. Non dimentichiamo inoltre la testa! Circa il 10-15% dei traumi derivanti da incidenti sulle piste di sci interessa la testa, diventa fondamentale quindi portare sempre il casco.

Come fare per prevenire traumi durante la nostra settimana bianca?

Naturalmente chi svolge durante tutto l’anno una regolare attività fisica sarà più avvantaggiato e arriverà preparato al classico appuntamento annuale con le piste da sci. Qualche utile accorgimento per la preparazione:

  • Rinforzare la muscolatura: svolgere piccoli esercizi per braccia e gambe, inoltre è necessario tonificare e preparare i muscoli del “core stability”, cioè la muscolatura che circonda il nostro baricentro – migliorando così la coordinazione e l’equilibrio che sono la base per affrontare tutti gli sport.
  • Coordinazione: esercizi di coordinazione come il tappeto elastico oppure la fitball.
  • Perdita di peso? Se prima di salire sugli sci o sullo snowboard vi sentite sovrappeso, può essere utile unire ad un’attività anaerobica di rinforzo muscolare per lo sci un allenamento di tipo aerobico, come la corsa o la bicicletta.

Traumi in seguito allo sci: attenzione al ginocchio

Di solito è il ginocchio il protagonista di un incidente sulle piste: distorsioni, traumi, fino a rotture del legamento crociato – questo perchè sci carving e scarponi rigidi sottopongono questa articolazione a forti sollecitazioni con stress torsionali importanti. Il 30% di tutti gli infortuni sulle piste da sci riguarda infatti le ginocchia, a seguire abbiamo lussazioni della spalla o, nei casi peggiori, fratture dell’omero e del pollice. Prima di iniziare la stagione sciistica è sempre utile effettuare una preparazione muscolare adeguata, a maggior ragione se si utilizzano sci carving e scarponi alti e rigidi, in particolare per avere un ginocchio pronto e reattivo nel rispondere a tutte le sollecitazioni subite durante la sciata.

Questo perchè il vero problema è rappresentato, nella stragrande maggioranza dei casi degli infortuni sulla neve, dal modo in cui si cade: imparare a cadere quindi è un modo per diminuire notevolmente la probabilità di farsi male.

Cosa fare in caso di distorsione al ginocchio o rottura del crociato

In caso di distorsione, i tempi di ripresa dell’attività sportiva variano a seconda delle lesioni riportate e dal recupero fisico del paziente . La rottura del crociato non obbliga necessariamente ad un ricostruzione chirurgica, che diventa obbligatoria solo quando, dopo una corretta riabilitazione, il ginocchio risulta ancora doloroso o non stabile.

Tornare a sciare dopo un trauma o infortunio

Con un adeguato percorso di fisioterapia e riabilitazione, se non è necessario l’intervento, si può riprendere a sciare in linea indicativamente dopo 3 mesi.

Riabilitazione ginocchio post trauma

Il percorso di riabilitazione sarà mirato a rinforzare la muscolatura del ginocchio, in maniera tale da sopperire alla mancanza del legamento nel ruolo chiave di equilibrio dell’articolazione. Se non siamo sportivi o agonisti, ma semplici amatori che non hanno pretese sportive eccessive, prima di un intervento chirurgico è indicato seguire un percorso di fisioterapia e riabilitazione, al fine di recuperare completamente le funzionalità perdute.