Braccio rotto (o frattura del braccio): I consigli di Fisiomedical Roma

By 5 Aprile 2019Articoli
Braccio rotto

La rottura del braccio, o meglio nota in ambito medico come frattura, è una delle più frequenti lesioni dello scheletro perché, insieme agli arti inferiori (gambe), gli arti superiori sono le parti del corpo più esposte ad infortuni.

Quando si verifica la rottura del braccio possono essere interessati omero, ulna e radio, ossia le tre ossa che lo compongono.

Braccio rotto: cause e sintomi

La rottura del braccio può derivare da fattori di diversa natura:

  • Trauma: dovuto, ad esempio, da un incidente automobilistico o una caduta violenta;
  • Patologie: fratture causate dalla fragilità delle ossa come osteoporosi, tumori o metastasi;
  • Stress: tipica degli sportivi che, sottoponendo l’arto a continuo sforzo, provocano delle crepe nell’osso.

I sintomi possono essere molteplici:

  • Dolore intenso;
  • Difficoltà nel muovere l’arto;
  • Gonfiore;
  • Formicolio;
  • Deformità.

A causa del trauma o dello spavento spesso si possono verificare giramenti di testa, perdita dei sensi o nausea.

Tipi di fratture

Possiamo distinguere tre tipi principali di fratture del braccio:

  • Frattura composta;
  • Frattura scomposta;
  • Frattura esposta.

Questi diversi tipi di fratture possono essere individuate e curate da medici ortopedici specializzati.

Il passo successivo, dopo l’intervento dell’ortopedico, è svolto dal fisioterapista tramite delle sedute di riabilitazione.

Frattura composta

Nel caso di una frattura composta del braccio avremo le due parti di osso che mantengono il loro allineamento anatomico originale. Per rimediare a questo tipo di frattura solitamente si deve portare il gesso o un tutore per un periodo che varia dalle 3 alle 4 settimane.

Frattura scomposta

Nel caso di una frattura scomposta del braccio si avrà lo spostamento anatomico originale delle ossa. In questa circostanza il medico dovrà valutare se adoperare una manipolazione per ridurre la frattura o se passare ad un intervento chirurgico.

Frattura esposta

Quest’ultimo caso è il più grave. Qui una parte di osso fuoriesce dalla pelle lacerandola. Oltre al danno osseo si possono riscontare anche delle infezioni causate dalla lacerazione della cute. Inoltre, in questo tipo di frattura, l’intervento chirurgico è indispensabile.

Braccio rotto: cosa fare

In queste circostanze la tempestività è fondamentale al fine di evitare delle malformazioni o menomazioni. Innanzitutto è importante accertarsi che sia effettivamente presente la rottura dell’osso tramite dei test clinici.

Se la frattura sarà composta, in quel caso si utilizzerà il gesso o tutore.

Invece, nel caso di una frattura scomposta o esposta sarà indispensabile l’intervento chirurgico.

Di qualsiasi origine sia la frattura sarà comunque essenziale la riabilitazione ortopedica per il ripristino delle funzionalità motorie dell’arto.

Consigli per la riabilitazione

Nel caso di una frattura dell’arto superiore è indicata una riabilitazione ortopedica di tipo manuale. Solitamente il medico ortopedico, dopo un’attenta visita al paziente, stila un programma composto da esercizi e sedute di fisioterapia volte al recupero dell’attività motoria del braccio interessato. In questa fase è importante la totale collaborazione del paziente per un risultato ottimale.

La terapia manuale indicata per il recupero delle funzioni motorie del braccio, a seguito di una frattura, è la chinesiterapia. Attraverso degli esercizi specifici questa pratica facilita il recupero dei movimenti articolari e della massa muscolare.

Tramite la chinesiterapia è possibile risolvere le problematiche post-operatorie sia degli arti superiori ché degli arti inferiori.

Questa terapia è suddivisa in movimenti passivi e attivi.

La prima parte interessa i movimenti passivi, in cui il paziente non sarà in grado di svolgere in autonomia gli esercizi e quindi verrà aiutato dal fisioterapista.

Nella seconda fase della terapia il paziente dovrà portare a termine dei movimenti attivi volti a riattivare la propria forza muscolare, cercando di contrastare i movimenti del fisioterapista.

Terapie Manuali

La Terapia Manuale Ortopedica (OMT) è una branca della fisioterapia che si occupa principalmente di patologie neuro-muscolo-scheletriche, basate su una raccolta di dati clinici, seguito dalla realizzazione di una serie di ipotesi e che si concludono con un esito specifico e differente per ogni singolo paziente.

Tra le varie tecniche di Terapia Manuale abbiamo:

  • Cyriax: riguarda principalmente le infiammazioni e i traumi dei tessuti molli (muscoli, tendini, ecc.);
  • Mc Kenzie: trattamento specifico dei dolori della schiena e del collo, in cui vengono svolti degli esercizi per migliorare la postura;
  • Mezieres: utilizzato per la rieducazione posturale in casi di scoliosi, cervicale, sciatica, ecc.;
  • Souchard: usata per risolvere diversi disturbi correlati ad una postura non idonea come dolori articolari, mal di schiena, problemi circolatori, ecc.;
  • Massoterapia: consiste in massaggi terapeutici soprattutto nelle aree della schiena e del collo che, tramite determinate tecniche, favoriscono il rilassamento;
  • Bendaggi funzionali: impiego di bendaggi che immobilizzano un arto o una parte del corpo e ne diminuiscono i tempi di guarigione;
  • Kinesiotaping: adopera dei cerotti elastici che attenuano i dolori causati da contratture, tensioni muscolari, stiramenti, ecc;

A chi rivolgersi

Come abbiamo già visto le fratture possono essere causate da vari fattori, quindi, in base alla causa della frattura si ricorrerà allo specialista opportuno.

Sicuramente il primo specialista da consultare è il medico ortopedico che, tramite dei test clinici quali ecografia, radiografia o risonanza magnetica, può risalire alla natura della frattura e di conseguenza capire la diagnosi opportuna. In seguito, se necessario, vi potrà indirizzare da uno specialista.

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