DSA Roma Centro

DSA Roma Nord: centro diagnosi e tutor d’eccellenza nei disturbi dell’apprendimento

By | Senza categoria | No Comments

Con il DSA (disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intendono tutte quelle difficoltà che i bambini possono sperimentare in alcune specifiche attività scolastiche e di apprendimento. Solitamente le criticità maggiori si hanno nelle abilità di lettura, scrittura e di calcolo. I soggetti affetti da questo disturbo presentano comunque un’intelligenza nella norma.

Origine

L’origine di questo disturbo può essere sia evolutiva che acquisita. È rintracciabile sia nello sviluppo neurologico e biologico del bambino, rientrando in quello che viene definito sviluppo atipico, sia a seguito di lesioni a livello cerebrale.

L’ereditarietà è un fattore?

È stata anche recentemente dimostrata una forte ereditarietà del DSA, dunque è più probabile che un bambino ne sia affetto se in famiglia sono presenti altri casi di questo disturbo. I DSA hanno un’incidenza compresa tra il 3 e il 4.5% della popolazione.

Le difficoltà legate ai disturbi dell’apprendimento

Solitamente nei bambini affetti da questo disturbo vi sono delle evidenti difficoltà nella comprensione e nella lettura di testi, che spesso risulta essere lenta e imprecisa, difficoltà nella comprensione del concetto di numero, criticità nelle abilità di calcolo matematico e si possono notare anche delle difficoltà nell’espressione e nella comunicazione di concetti e pensieri.

Queste complicazioni in fase di apprendimento si riversano generalmente anche sul rendimento scolastico che risulta essere sotto la media rispetto agli altri bambini della classe.

Se vengono poste delle condizioni tali da ammortizzare o bilanciare le difficoltà che il bambino riscontra nello svolgimento delle attività scolastiche, si potranno ottenere dei risultati accademici uguali a quelli dei bambini della stessa età.

Perché ciò avvenga sarà necessario l’ausilio dell’insegnante o di un tutor che si dedicherà all’alunno, tramite un percorso personalizzato in base alle sue esigenze, fornendogli uno specifico metodo di studio. Questa figura non va scambiato con l’insegnante di sostegno.

Quali sono i disturbi dell’apprendimento?

Le manifestazioni del DSA si possono ritrovare in 4 forme: disortografia, dislessia, discalculia, e disgrafia.

I disturbi dell’apprendimento possono presentarsi sia separatamente che in associazione tra loro, in questo caso si parla di comorbilità, ossia quando si hanno più patologie contemporaneamente.

Se si presentano contemporaneamente dislessia, disgrafia e disortografia si ha quella che comunemente viene definita sindrome disprassica a base neuromotoria.

Generalmente, in associazione ai DSA, i soggetti sono affetti anche dal disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, definito anche come ADHD, il quadro clinico generalmente migliora nel tempo in modo particolare se ben supportato da un intervento eseguito in modo mirato da un professionista.

Vediamo nel dettaglio i singoli disturbi:

Disortografia

La disortografia è un disturbo strettamente legato alla scrittura. I soggetti con questi patologia non riescono a trasporre i suoni, utilizzati nella comunicazione orale, in simboli grafici e dunque hanno delle difficoltà nel trasformare le regole utilizzate nel linguaggio parlato in quelle utilizzate nel linguaggio scritto.

Ci si accorge della presenza di questo disturbo in quanto nella scrittura viene commesso un numero di errori nettamente maggiore rispetto a quello dei coetanei.

Sintomi

I principali sintomi che si possono notare in modo evidente sono:

  • La mancanza di alcune lettere o di sillabe che compongono le parole, come ad esempio telfono anziché telefono.
  • Il rovesciamento di alcune lettere o sillabe.
  • La sostituzione di alcune lettere che compongono le parole

Le problematiche legate alla disortografia

Di solito i soggetti affetti da disortografia possono tralasciare le doppie consonanti (es. tera anziché terra) oppure possono avere difficoltà nello scrivere grafemi che si somigliano per suono o per forma come ad esempio la E e la D o la B e la P.

È possibile anche che anziché tralasciare una sillaba, ne venga aggiunta una alla fine, spesso ripetendo quella finale, ad esempio scrivendo scatolala per scatola.

La disortografia può avere origine da difficoltà nel linguaggio o da problematiche legate alla vista o all’udito, a questa patologia generalmente è associata anche la disgrafia.

Dislessia

Molto spesso si manifesta in concomitanza con la disortografia, a differenza di questa ultima si manifesta con delle difficoltà nelle capacità di lettura, che risulta essere poco scorrevole e talvolta scorretta.

Oltre alle difficoltà nella lettura possono esserci anche delle criticità nella comprensione dei testi, sia in forma scritta che parlata. Questa condizione non va assolutamente associata ad un minore intelligenza del bambino o a dei deficit psicologici o neurologici; infatti i bambini con questa patologia presentano un’intelligenza nella media e sono molto creativi e attivi.

Le problematiche legate alla dislessia

Le difficoltà nella lettura possono causare dei ritardi nell’apprendimento perché il bambino che si adopera in questa azione deve impiegare molte energie e dunque si stanca molto più facilmente rispetto ai compagni di classe e necessita di più tempo per lo svolgimento dei propri esercizi.

Discalculia

La discalculia si manifesta come una difficoltà di calcolo; nello specifico i bambini con questo DSA hanno delle problematiche nello svolgimento delle operazioni aritmetiche con risultati nettamente sotto la media della loro età.

Le criticità legate alla discalculia

Nello specifico le maggiori criticità che il bambino riscontra sono:

  • Nel riconoscimento e designazione del numero
  • Nella scrittura dei numeri
  • Nella risoluzione di operazione aritmetiche
  • Nell’ordinamento dei numeri in modo crescente o decrescente

Questo DSA può portare il bambino ad allontanarsi dalla matematica, ritenuta già ostica da molti, in quanto riconosce immediatamente di aver commesso un errore e dunque per evitare di ripetere queste situazioni spiacevoli, in cui molto spesso sbaglia, potrebbe essere portato a non voler svolgere gli esercizi di aritmetica, in modo da non poter sbagliare e non provare frustrazione.

Disgrafia

Con il termine disgrafia si intende un disturbo legato alla difficoltà nella scrittura di lettere o numeri. I tracciati eseguiti con la penna sono incerti, tremolanti e talvolta illeggibili.

Quando si manifesta la disgrafia?

I primi sintomi di questo DSA compaiono nei primi anni di scuola elementare quando si apprende per la prima volta la scrittura, ma il suo riconoscimento generalmente avviene in terza elementare in quanto i sintomi presentati nelle classi precedenti sono associati di solito ad uno scarso allenamento o a poca pratica nell’esercizio della scrittura.

Disgrafia: cause

La disgrafia può avere due cause:

  • Deficit nella coordinazione motoria, questo disturbo crea delle difficoltà nell’esecuzione di movimenti orientati ad uno specifico scopo.
  • Problemi nella coordinazione mano-occhio, che non permette una corretta sincronizzazione dei movimenti causando dunque un esito poco preciso o totalmente scorretto.

Le forme di disgrafia

Sono stati identificate tre forme di disgrafia:

  • Disgrafia dislessicale: i testi scritti sono spesso illeggibili e vi sono delle evidenti difficoltà nella scrittura di testi dettati, la copia invece è da considerarsi abbasta corretta da un punto di vista grafico.
  • Disgrafia motoria: i testi, sia spontanei che copiati, non sono leggibili, mentre quelli dettati possono essere di buona fattura.
  • Disgrafia spaziale: in questo caso ci sono difficoltà nella scrittura di ogni tipo di testo e i segni grafici sono completamente illeggibile. Vi sono molti problemi anche nel disegno.

Diagnosi del DSA

La diagnosi dei DSA, oltre che con una visita neurologica, viene eseguita con la somministrazione di specifici test che si differenziano in base alle 4 manifestazioni della patologia (disortografia, discalculia, dislessia, disgrafia).

Questi test sono stati progettati per analizzare e accertare il livello di apprendimento delle abilità strumentali e del corretto funzionamento cognitivo, emotivo e neuropsicologico.

In particolare questi test valuteranno il bambino in due specifiche aree:

  • Valutazione dell’intelligenza
  • Valutazione dell’apprendimento

La valutazione dell’intelligenza è utile per analizzare il livello intellettivo indagando in modo particolare determinati aspetti come la memoria di lavoro, le capacità di attenzione, il ragionamento visuospaziale, la padronanza del linguaggio.

Come detto in precedenza i bambini affetti da DSA non hanno un’intelligenza inferiore rispetto alla media, ma l’unico modo per accertarsene è sottoponendolo a queste batterie di test.

La valutazione dell’apprendimento invece viene eseguita con una serie di test che mettono alla prova il bambino sotto i punti di vista della lettura, scrittura e calcolo, soffermandosi in modo particolare sulla velocità e sulla correttezza della loro esecuzione.

Molto spesso i genitori si sentono preoccupati nel dover sottoporre i loro bambini a questi test ma il loro svolgimento non è invasivo e non provoca danni al bambino.

Cura del DSA

Non è propriamente corretto parlare di cura nel caso dei disturbi specifici dell’apprendimento in quanto non esiste un farmaco o una terapia specifica per tutti, è piuttosto preferibile parlare di trattamento rieducativo o compensatorio.

A seguito delle varie visite e dell’analisi dei test, se la diagnosi di DSA è positiva, sarà necessario intraprendere un intervento terapeutico in base alle difficoltà che saranno state evidenziate nel bambino.

È importante che il trattamento sia personalizzato e costruito su misura al bambino che necessità di supporto nell’apprendimento e nell’esecuzione delle attività scolastiche.

È bene ricordare che l’intervento dei professionisti non comporta la scomparsa improvvisa dei sintomi del DSA, piuttosto, attraverso un graduale percorso nel corso del tempo si potrà assistere ad un miglioramento delle performace legate all’apprendimento e spesso ad un totale annullamento dei sintomi.

I trattamenti effettuati includono vari fasi, è importante fornire ai bambini con DSA gli strumenti ed i metodi per aggirare le loro difficoltà, supportarli in modo tale che non sperimentino sensazioni di frustrazione o disagio di fronte alle difficoltà e insegnargli a trovare metodi alternativi per superarle.

L’importanza della diagnosi precoce

Nei DSA è molto importante intervenire in modo rapido e precoce sia nella diagnosi che nel trattamento dei sintomi.

Tanto prima viene eseguito l’intervento tanto più sarà possibile eseguire delle modifiche nel metodo di apprendimento del bambino in modo da livellare le sue capacità con quelle dei coetanei ed evitando che rimanga indietro rispetto al piano di studi previsto dalla sua classe.

È inoltre importante che il bambino sia reso consapevole di queste sue difficoltà, in modo da non farlo sentire frustrato ed allontanando l’insorgere di sentimenti di chiusura o evitamento delle attività scolastiche dovute al senso di inadeguatezza che potrebbe sperimentare.

Il momento ottimale per formulare la diagnosi si può inquadrare in due diversi periodi, in base alle forme del DSA che si vuole indagare:

  • Fine della seconda classe delle scuole elementari per la dislessia e la disortografia
  • Fine della terza classe delle scuole elementari per la discalculia

Il tutor

Per la buona riuscita del percorso terapeutico è importante che il bambino sia seguito da un tutor DSA che lo aiuterà a raggiungere gli obiettivi accademici prefissati e lo supporterà nello svolgimento delle attività necessarie al raggiungimento di buoni risultati accademici.

Il ruolo del tutor è molto importante in quanto fornisce al bambino un metodo di studio personalizzato che compensa in modo efficace le carenze manifestate dal bambino.

Il tutor fornisce inoltre un sostegno al bambino che potrebbe sperimentare dei sentimenti negativi o di resistenza nei confronti della scuola, potrebbe credere di essere un fallimento e quindi provare poca stima per sé stesso.

In queste circostanze è importante fornire al bambino una figura che gli dia un sostegno morale e psicologico e lo aiuti nel processo di crescita favorendo l’autostima e le capacità di studiare in autonomia.

Dove trovare un centro e dei tutor d’eccellenza a Roma

Per rieducare il bambino attraverso un metodo di studio personalizzato è importante l’aiuto di professionisti e tutor che lo seguano in ogni step del percorso terapeutico in modo da poter livellare le sue capacità a quelle dei bambini della sua età.

A tal proposito la figura del logopedista risulta essere molto importante in quanto possiede delle competenze specifiche legate ai disturbi del neurosviluppo e neuropsicologiche.

È inoltre in grado di padroneggiare le diverse modalità di apprendimento e memorizzazione e dunque può personalizzare il percorso terapeutico in base alle specifiche esigenze del bambino.


Lo studio FisiomediCal a Roma offre numerosi servizi e specialisti del settore in grado di progettare e intraprendere un percorso finalizzato alla compensazione dei sintomi che il DSA causa.

Chiama lo 06 32651337 o prenota online la tua visita!

Centro Artrosi Roma fisiomediCal - mano fasciata dolorante

Cos’è l’artrosi? Scopri come e dove curarla a Roma

By | Articoli, Consigli postura, news | No Comments

Se avverti dolore, rigidità, e sensibilità alle articolazioni potresti sperimentare i sintomi della osteoartrite (OA), più comunemente conosciuta come artrosi. Ma che cos’è l’artrosi?

L’artrosi è una condizione dovuta alla normale usura delle articolazioni e della cartilagine presente in esse. La cartilagine è il tessuto scivoloso che copre le estremità delle ossa e aiuta le articolazioni a muoversi agevolmente. Nei casi più gravi di artrosi, la cartilagine può scomparire completamente e le articolazioni possono avere un contatto diretto fra le ossa.

Nonostante non ci sia una vera e propria cura per l’artrosi, esistono però numerosi trattamenti in grado di alleviarne sensibilmente i sintomi. Nel migliore dei casi, un percorso di riabilitazione riesce anche a rallentare la progressione del danno alle articolazioni. Con un trattamento professionale e d’eccellenza si può quindi riuscire a convivere con l’artrosi, preservando il proprio stile di vita attivo e migliorando la propria quotidianità. 

 

Differenze fra artrosi e artrite

L’artrosi e l’artrite sono spesso considerate come la stessa patologia. Questo è però un grande errore. Anche se entrambe colpiscono le articolazioni e causano dolore, le due patologie hanno origini e trattamenti diversi. Scopriamo quali.

Artrite è un termine molto ampio usato per descrivere differenti tipi di condizioni che causano l’infiammazione delle articolazioni. Il nome varia a seconda del tipo di infiammazione.

  • L’artrite reumatoide, un tipo comune di artrite;
  • L’osteoartrite (OA), comunemente chiamata artrosi;
  • L’artrite post-traumatica, definita anche come artrosi secondaria;

Artrite e artrosi sono simili. Entrambe colpiscono le ossa, i legamenti e le articolazioni. Hanno in comune anche molti sintomi, tra cui la rigidità e il dolore delle articolazioni. Ma la differenza tra le due è notevole.

L’artrosi, o osteoartrite è una malattia cronica e degenerativa, la cui insorgenza è soprattutto dovuta all’usura della cartilagine presente fra le articolazioni. Chiaramente, le giunture che più soffrono di tale condizione saranno quelle maggiormente sollecitate nel corso di una vita, come ginocchia, mani, polso anca, e cervicale. Tuttavia, può colpire qualsiasi articolazione, soprattutto a partire dai 60 anni in poi.

L’artrite, fra cui l’artrite reumatoide, è invece una malattia autoimmune, causata cioè dal sistema immunitario dell’individuo che attacca elementi del proprio organismo, producendo una infiammazione cronica. L’artrite reumatoide può insorgere a qualsiasi età, anche nei bambini, e può colpire più articolazioni del corpo simultaneamente.

Quali sono le tipologie di artrosi più comuni?

Fra le aree più comuni affette da artrosi troviamo:

Artrosi del ginocchio

L’artrosi del ginocchio è il più frequente tipo di artrosi. In questo caso la malattia colpisce le parti interne o frontali del ginocchio causando dolore quando si fa uno sforzo. Come conseguenza di questo dolore e dell’evoluzione degenerativa della malattia, il paziente può arrivare ad avere zoppia se la malattia progredisce fino a uno stadio avanzato. In questo tipo di artrosi il movimento dell’articolazione di solito causa un “clic”.

Possiamo inoltre distinguere fra:

  • Artrosi del ginocchio primaria: strettamente correlata all’invecchiamento e alla genetica e legata all’usura delle diverse parti che costituiscono il ginocchio;
  • Artrosi del ginocchio secondaria: causata solitamente da una lesione precedente, come una frattura o una lesione del legamento. Colpisce spesso gli atleti e le persone obese, per l’eccessivo sforzo richiesto alle ginocchia.

Artrosi delle mani

L’artrosi delle mani è il secondo tipo più comune di artrosi. L’artrosi della mano e l’artrosi delle dita ha origine in un’articolazione e può poi diffondersi al resto della mano. È molto visibile in quanto di solito deforma le dita, influenzando la vita dei pazienti nelle attività quotidiane quali la scrittura. Durante il processo di deformazione, il dolore accompagna l’evoluzione della malattia, diminuendo di solito solo quando la deformazione è completa. La funzionalità della mano può essere influenzata e l’articolazione può essere leggermente piegata o deviata.

Artrosi del polso

Il polso è una giuntura complessa, composta da piccole articolazioni. Quando sono sane, le ossa scivolano facilmente l’una sull’altra durante il movimento, protette da una cartilagine liscia, che l’artrite danneggia. Con il progredire della malattia le ossa si sfregano l’una contro l’altra, causando danni alle articolazioni che non possono essere riparati.

Nelle fasi iniziali dell’artrosi del polso, i sintomi possono essere confusi, in quanto simili, a quelli della sindrome del tunnel carpale o della tendinite. L’artrosi, a causa dell’infiammazione può aumentare il rischio per entrambe le condizioni.

I sintomi possono variare a seconda del livello di progressione della patologia. I sintomi dell’artrosi del polso possono quindi essere:

  • Lievi

Il dolore è descritto come una sensazione insolita nel profondo del polso, o come un semplice male al polso. Una lieve artrite può far sperimentare rigidità dell’articolazione al mattino. Con il riposo, può migliorare a metà giornata, ma peggiorare al calar della notte. L’uso prolungato del polso può causare dolore che va e viene per giorni o settimane.

  • Moderati

Con un’artrite moderata al polso, il movimento dell’articolazione può essere limitato e le attività quotidiane possono diventare difficili. Si può talvolta avvertire dolore anche quando il polso è a riposo. Gli effetti dell’infiammazione diventano inoltre più evidenti, con la presenza di gonfiore. Una radiografia può rivelare una perdita di spazio articolare.

  • Gravi

Un’artrite grave può essere diagnosticata laddove quasi tutte le attività provocano dolore al polso. Nei casi gravi e cronici, il dolore è costante anche a riposo. In una condizione di artrite  al polso grave è presente una diminuzione del movimento importante, e una deformazione fisica più evidente man mano che i tessuti si consumano.

Artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca è abbastanza comune, anche se non quanto l’artrosi del ginocchio o della mano. In generale, è tipica delle persone anziane, ma può comparire anche prima dei 50 anni.

Il sintomo principale dell’artrosi all’anca è il dolore, nella zona inguinale e nella zona interna della coscia. All’inizio della malattia, il dolore appare solo camminando e salendo o scendendo le scale. Progressivamente, le azioni difficili come flettere le gambe o camminare diventano difficili. Nelle fasi avanzate il dolore può comparire durante la notte, anche mentre si sta riposando, e con il passare del tempo è normale zoppicare quando si cammina.

Artrosi cervicale

Il dolore al collo e il mal di schiena possono essere causati da molte cose, ma il più delle volte sono legati all’invecchiamento. Come il resto del corpo, i dischi e le articolazioni del collo (colonna vertebrale cervicale) degenerano lentamente con l’età.

L’artrosi del collo o artrosi cervicale è estremamente comune. È presente in più dell’ 85% delle persone di età superiore ai 60 anni. È spesso causa di dolore e rigidità al collo, che può variare da lieve a grave.  A volte l’aggravarsi dei sintomi avviene dopo aver svolto attività in cui il collo è tenuto nella stessa posizione per un periodo prolungato di tempo, come guidare o leggere un libro.  Il dolore di solito migliora con il riposo o da sdraiati.

I sintomi dell’artrosi

Non tutti i pazienti con artrite lamentano dolore, perdita di movimento o deformità: la gravità dei sintomi è solo parzialmente legata alla gravità della condizione.

Alcuni sintomi dell’artrosi sono molto simili ad altri tipi di artrite. Tuttavia, alcuni sintomi specifici la distinguono da altre condizioni.

I sintomi più comuni di artrosi sono:

  • dolore articolare;
  • rigidità dell’articolazione;
  • sensibilità attorno alle articolazioni interessate;
  • ridotta flessibilità delle articolazioni interessate;
  • sfregamento osseo;
  • speroni ossei (piccoli frammenti di crescita ossea extra intorno alle articolazioni interessate);

I sintomi dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide sono in parte gli stessi. Tuttavia, l’artrite reumatoide causa spesso una rigidità mattutina delle articolazioni più duratura e porta ad un maggior gonfiore e arrossamento. Inoltre, i pazienti nella fase iniziale dell’artrite reumatoide possono sperimentare sintomi quali debolezza e perdita di appetito.

Le cause dell’artrosi

Le cause dell’artrosi non sono ancora del tutto conosciute. Possiamo però distinguere l’artrite fra:

  • primaria, quando è determinata principalmente dall’avanzare dell’età,
  • o secondaria, quando si presenta in seguito a traumi articolari, deformità ossee, obesità, diabete, ecc.

La maggior parte dei casi di artrosi è però senza una particolare causa scatenante. L’età è quindi sicuramente uno dei principali fattori di rischio, ma non è l’unico.

Oltre all’età, altri fattori di rischio per l’osteoartrite includono:

  • Storia familiare (alcuni tipi derivano da una predisposizione genetica);
  • Obesità (soprattutto per l’articolazione del ginocchio);
  • Sesso (le donne hanno fino a 3 volte più probabilità di sviluppare l’osteoartrite rispetto agli uomini);
  • Mancanza di esercizio fisico (ad eccezione di quelli con un elevato impatto sulle articolazioni);
  • Precedenti traumi alle articolazioni;

In certi casi determinare una causa specifica dell’artrite può essere complicato. La realtà è che si tratta quasi sempre di un insieme multifattoriale di cause. Viviamo in un mondo in cui vogliamo comprendere il nostro corpo e le condizioni mediche con chiarezza, il che ci porta ad assegnare un unico fattore come causa scatenante della patologia.

La realtà è che lo sviluppo dell’artrite è un processo complesso e interconnesso, dove molteplici fattori lavorano insieme fino allo sviluppo della condizione d’artrosi.

Si può curare l’artrosi?

Un medico vi consiglierà un piano di trattamento adeguato a seconda della situazione nella quale vi trovate. Nella maggior parte dei casi, vi incoraggerà a provare trattamenti meno invasivi prima di raccomandare l’intervento chirurgico.

Il primo approccio è infatti di tipo conservativo, cioè l’abbinamento di fisioterapia, dieta, farmaci antinfiammatori, integratori alimentari e tutor specifici.

In secondo luogo, si può ricorrere a terapie infiltrative intra e peri-articolari, cioè all’iniezione di sostanze terapeutiche (acido ialuronico, cortisonici, gel piastrinico, ecc.) direttamente all’interno dell’articolazione o attorno ad essa.

In ultima istanza si può ricorrere alla chirurgia, con diverse opzioni a seconda della condizione. Ogni intervento chiaramente presenta dei rischi e dei benefici specifici, ed un preciso percorso di riabilitazione in seguito, da discutere con lo specialista a seconda delle variabili del caso specifico.

Concretamente, i trattamenti generalmente possono includere:

  • Farmaci: Ad esempio i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
  • Trattamento gel piastrinico (PRP): Utilizzo di un gel ricavato direttamente dalle piastrine, in grado generare nuovi vasi sanguigni, con effetti antinfiammatori e analgesici;
  • Terapia fisica: Un terapista vi insegnerà ad eseguire esercizi che vi aiuteranno a rafforzare e stabilizzare le articolazioni e a ritrovare o mantenere il vostro raggio d’azione;
  • Terapia occupazionale: Un terapista vi aiuterà a sviluppare strategie per adattare il vostro ambiente di lavoro e abitudini con la vostra condizione;
  • Ortesi: Questi includono bretelle, stecche o inserti di scarpe che aiutano ad alleviare lo stress e la pressione sulle articolazioni danneggiate;
  • Chirurgia articolare: Una sostituzione o fusione delle articolazioni danneggiate.

Dove curare l’artrosi a Roma in un centro d’eccellenza:

Al fine di riacquistare una condizione di salute migliore bisogna rivolgersi a specialisti del settore capaci e professionali, in grado di migliorare sensibilmente la nostra vita quotidiana.

Per una visita specialistica accurata, ed eventualmente un percorso di riabilitazione e trattamento dell’artrosi, il centro fisioterapico FisiomediCal a Roma rappresenta una valida scelta. Intraprendere un percorso di aiuto e di riabilitazione in questo centro significa affidarsi ad un team di medici specialisti, ortopedici e fisioterapisti che lavorano in sinergia con strumentazioni e pratiche all’avanguardia.

Sono numerosi i servizi e le tipologie di trattamento offerte dalla struttura, in grado di rispondere adeguatamente alle diverse esigenze dei pazienti e alle relative condizioni di salute. Per richiedere un check-up gratuito, e scoprire tutti gli esclusivi servizi del Centro FisiomediCal, basta visitare il sito web cliccando qui.

Eccellenza Osteoporosi Roma

Centro d’eccellenza cura osteoporosi a Roma: dove trovarlo.

By | Articoli, news | No Comments

L’osteoporosi è una malattia sistemica che affligge lo scheletro e si caratterizza per una perdita di massa ossea ed un danneggiamento dell’architettura scheletrica, rendendo le ossa più fragili e soggette a eventuali fratture. Come suggerisce lo stesso nome della malattia le ossa diventano più porose e quindi fragili.

Quali le parti del corpo più esposte all’osteoporosi?

Le zone più esposte ai pericoli dell’osteoporosi sono:

  • il Femore;
  • il Radio;
  • la Colonna Vertebrale.

Sintomi dell’osteoporosi:

Non è affatto semplice riconoscere l’osteoporosi, due persone su tre infatti non manifestano sintomi nelle prime fasi della malattia, portando alla diagnosi solo dopo i forti dolori dati da una frattura ossea.

La zona vertebrale è una delle zone più sensibili ai sintomi dell’osteoporosi che possono manifestarsi, delle volte, con micro fratture poco dolorose che più spesso degenerano in fitte improvvise e più dolorose affliggendo soprattutto la zona lombare.

Le fratture delle ossa più lunghe invece generano un dolore più forte ed immediato.

Per una precisa diagnosi bisogna sempre rivolgersi al proprio medico che eventualmente attraverso visite ed esami specifici come la mineralometria ossea computerizzata, radiografie e risonanze, può diagnosticare correttamente l’osteoporosi.

Quali le cause dell’osteoporosi?

L’osteoporosi si sviluppa in seguito ad uno squilibrio tra osteoblasti e osteoclasti, che sono importanti cellule per lo sviluppo delle ossa. Gli osteoblasti sono cellule adibite allo sviluppo osseo mentre gli osteoclasti sono specializzati nel riassorbimento osseo.

I fattori di rischio:

Vi sono diversi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità che l’osteoporosi si manifesti:

  • Età;
  • fattori genetici;
  • carenza di ormoni;
  • dieta carente di calcio e vitamina D;
  • sedentarietà;
  • malattie endocrine;
  • malattie gastrointestinali;
  • fumo;
  • alcol;
  • caffè.

I tipi di osteoporosi:

Esistono diverse tipologie di osteoporosi, differenziandosi per la causa generante, in particolare si suddividono in

  • Osteoporosi Primarie: conseguenza della perdita naturale di massa ossea.
  • Osteoporosi Secondarie: conseguenza di eventi particolari (malattie gastrointestinali, farmaci che danneggiano lo scheletro, ecc.), solitamente in questa categoria sono racchiuse le osteoporosi giovanili.

Le osteoporosi primarie rappresentano il 95% dei casi riscontrati in particolare si suddividono in osteoporosi di tipo I e di tipo II.

L’osteoporosi di tipo I, detta anche menopausale, è causata dal crollo della produzione ormonale e colpisce prevalentemente donne (sei volte più degli uomini) di età compresa tra i 50 e i 75 anni.

L’osteoporosi di tipo II, detta anche senile, appare dopo i 60 anni e colpisce la donna due volte più di frequente che nell’uomo.

Quali sono i pericoli dell’osteoporosi?

Il pericolo principale dell’osteoporosi è quello delle fratture ossee, la malattia infatti indebolisce notevolmente l’osso rendendolo poroso e meno forte facilitando così enormemente le fratture. Sono molto comuni fra chi soffre di osteoporosi fratture dell’anca, del femore o del polso. Sul lungo periodo si può manifestare anche un dolore cronico di carattere muscolare alla schiena con successive ipercifosi lombari e iperlordosi cervicali. Le conseguenze più visibili saranno la nascita della gobba e la perdita di altezza.

L’osteoporosi è un nemico discreto e silenzioso di cui è molto difficile rendersi conto prima di una frattura ossea per questo è importante per i soggetti a rischio effettuare delle periodiche visite ortopediche.


Come prevenire l’osteoporosi?

L’osteoporosi si può prevenire, ed il modo più semplice è quello di limitare i comportamenti a rischio, quindi: fare attività fisica, avere una dieta variata ed equilibrata, non fumare o bere troppi caffè; il nostro stile di vita è il nostro primo alleato contro l’osteoporosi.

La dieta è sicuramente il mezzo più facile ed anche economico per rinforzare le nostre ossa, in particolare assumendo Calcio che possiamo trovare nei latticini ma soprattutto nella verdura a foglia larga, frutta secca e fresca. Non si deve inoltre sottovalutare la scelta di bere acque ricche di calcio. Un altro elemento che può aiutarci a prevenire l’osteoporosi è la Vitamina D che si può assumere grazie ad alimenti come il latte, lo yogurt, il pesce azzurro e d’acqua dolce, i funghi ed il succo d’arancia; inoltre una mancanza di vitamina D può essere conseguenza di una insufficiente esposizione alla luce solare. Vi sono poi alimenti che andrebbero evitati o quanto meno la cui assunzione andrebbe limitata come ad esempio quegli alimenti ricchi di fosforo come carne rossa, salumi e bibite gassate.

L’attività fisica è un potente alleato nella cura delle ossa, infatti la pratica adeguata di sport oltre a prevenire l’erosione della massa ossea può anche promuovere l’incremento della stessa. L’attività fisica però non sempre fa bene soprattutto se si adottano soluzioni fai-da-te che posso essere controproducenti o dannose. Il consiglio è sempre quello di affidarsi a dei professionisti per una sana ed efficace ginnastica.

Come si cura l’osteoporosi?

I consigli del paragrafo precedente sono validi e anzi quasi obbligatori nel percorso di cura dell’osteoporosi, i primi due passi per vivere bene con l’osteoporosi sono la dieta, che può essere coadiuvata dall’uso di integratori, e l’attività fisica, sempre meglio in strutture adeguate.

Le cure per l’osteoporosi sono diverse: si può curare con una terapia farmacologica grazie all’uso di anti-riassorbitivi, che bloccano il deterioramento della massa ossea intervenendo sugli osteoclasti, tra i farmaci più usati sicuramente ci sono quelli della classe dei Bifosfonati. Un’altra strada è quella della terapia ormonale a base principalmente di estrogeni di cui, ad esempio, le donne in menopausa hanno una carenza.

Vi sono poi delle terapie fisiche che possono migliorare la vita del paziente andando a prevenire e curare le fastidiose e dolorose conseguenze dell’osteoporosi, queste cure sono più naturali e meno invasive rispetto a quelle farmacologiche:

  • MAGNETOTERAPIA (attraverso le onde magnetiche si stimola la formazione di nuovo tessuto osseo)
  • RIABILITAZIONE ORTOPEDICA (attraverso varie metodologie permettono al paziente di riacquisire delle abilità motorie perse)
  • CRIOULTRASUONI (con la combinazione della crioterapia e dell’ultrasuonoterapia si ha un effetto analgesico ed antinfiammatorio)

Dove trovare un centro d’eccellenza per la prevenzione e cura dell’osteoporosi a Roma?

In via Andrea Sacchi 35, troverai Fisiomedical, un centro d’eccellenza dove operano medici qualificati e personale professionale, e potrai usufruire delle migliori apparecchiature di ultima generazione. Chiama subito allo 0632651337 e prenota la tua visita specialistica.

Fisioterapista che massaggia la schiena di una piaziente

Centro fisioterapia d’eccellenza al centro di Roma

By | Articoli, news | No Comments

Il centro di fisioterapia FisiomediCal si trova al centro di Roma, nel cuore del quartiere Flaminio.
I pazienti hanno a disposizione una struttura moderna, dotata di strumenti di ultima generazione e un team di medici specialisti, ortopedici e fisioterapisti pronti a collaborare tra loro per supportare e aiutare il paziente a soddisfare ogni sua necessità.

FisiomediCal è una realtà dinamica, e si pone l’obiettivo di offrire una soluzione a tutte le persone che hanno bisogno di seguire percorsi di fisioterapia o rieducazione funzionale, fornendo loro gli strumenti più adatti.
Negli ambulatori FisiomediCal è possibile seguire terapie che uniscono tecniche manuali insieme ai più moderni macchinari: il paziente potrà fruire del percorso più efficace, a seconda del problema.

All’interno di FisiomediCal c’è una palestra di circa 60 mq dove è possibile seguire corsi di ginnastica posturale a scopo terapeutico – sia individuale che di gruppo – e corsi di pilates.

I nostri servizi

FisiomediCal mette a disposizione tanti servizi: dalle terapie manuali a quelle fisiche, dall’osteopatia alla riabilitazione, 10 ambulatori specialistici, corsi di pilates e di ginnastica posturale per assicurare un percorso completo e terapeuticamente efficace.
Vediamo nel dettaglio tutti i servizi: quali sono, a cosa servono e quali attività comprendono.

Terapie manuali

Le terapie manuali hanno l’obiettivo di permettere a individui disfunzionali, patologici o colpiti da eventi traumatici, di recuperare le funzioni motorie. Questo tipo di fisioterapia è applicabile agli ambiti ortopedici, traumatologici, neurologici, cardiologici, pneumologici. Di seguito l’elenco con le varie terapie manuali effettuate.

  • CHINESITERAPIA
    La chinesiterapia ha come scopo il recupero del movimento articolare, della forza e massa muscolare e della facoltà di svolgere i movimenti senza alcuno sforzo.
  • CYRIAX
    Questa terapia manuale tratta le infiammazioni e i traumi a carico dei tessuti molli, in particolare i muscoli, tendini, legamenti, guaine muscolari e tendinee.
  • MC KENZIE
    Questa terapia prevede il mantenimento di posture corrette e lo svolgimento di esercizi specifici per curare problematiche di tipo meccanico inerenti mal di schiena e di collo, scaturite da posture scorrette o dall’esecuzione di movimenti errati o dannosi.Fisioterapista che fa un massaggio alla schiena
  • MEZIERES
    Il metodo di Mezieres è funzionale nel trattamento della scoliosi, della sciatica, delle lombalgie, cervicalgie, dei dolori ai piedi e nel trattamento post-chirurgico di spalla e anca.
  • SOUCHARD
    L’obiettivo del metodo Souchard è di allungare i muscoli della statica e i muscoli sospensori, accorciando al tempo stesso i muscoli della dinamica, al fine di migliorare la postura a livello globale. Utile per dolori articolari, mal di schiena, dolori cervicali, nevralgie, dolori reumatici, rigidezza articolare, disturbi circolatori.
  • MASSOTERAPIA
    I massaggi terapeutici si focalizzano su aree come schiena e collo, e racchiudono tecniche come sfioramenti, impastamenti, percussioni e frizioni, e hanno come scopo il rilassamento e benessere globale del paziente.
  • BENDAGGI FUNZIONALI
    Il Bendaggio funzionale è una tecnica che mira all’immobilizzazione o al riposo temporaneo di un’articolazione o parte del corpo, al fine di ridurre i tempi guarigione.
  • KINESIOTAPING
    Il kinesio taping è una tecnica che prevede l’utilizzo di un cerotto elastico per attenuare dolori causati da contratture, tensioni muscolari, strappi, stiramenti, edemi ed ematomi sottocutanei, senza pregiudicare alcun movimento.

Terapie fisiche

Le terapie fisiche sono utilizzate per ottenere risultati ottimali di tipo analgesico, antinfiammatorio e di stimolazione nervosa e sono utilizzate nelle patologie dell’apparato locomotore quando, a seguito di un trauma, sono presenti infiammazione e dolore.
Nel centro FisiomediCal è possibile effettuare:

  • ELETTROSTIMOLAZIONI
    L’elettrostimolazione è una terapia utile nelle prime fasi della riabilitazione. è usata anche per favorire il potenziamento muscolare.
  • DIADINAMICHE
    Le correnti diadinamiche posso avere diversi effetti terapeutici: analgesico, trofico ed eccitomotorio. Questa tecnica riabilitativa si usa nei casi di tendinite al polso, gomito, caviglia o ginocchio, per i traumi alle articolazioni e per postumi dolorosi, per artropatie acute e croniche.
  • ULTRASUONI
    Gli ultrasuoni hanno un effetto sul metabolismo dei tessuti e dell’attività cellulare, facendo aumentare il flusso sanguigno, la permeabilità capillare, la soglia del dolore e l’elasticità ed estensibilità del tessuto fibroso. Consigliata per curare quelle patologie che colpiscono il tessuto muscolare e tendineo.
  • TENS
    La TENS è una terapia strumentale antalgica che utilizza correnti rettangolari bifasiche. Quest’ultime vengono applicate attraverso elettrodi adesivi posizionati sulla cute, secondo uno schema ben definito e mirano ad innalzare la soglia del dolore e favorire la liberazione di endorfine agendo sulle fibre nervose sensitive.
  • IONOFORESI
    La Ionoforesi utilizza elettrodi cutanei imbevuti del farmaco. Questo fa sì che il farmaco possa penetrare all’interno dei tessuti dove risiede l’infiammazione. I farmaci più utilizzati per le applicazioni sono gli antinfiammatori non steroidei, i cortisonici e/o i chelanti del calcio.
  • LASER
    Il laser utilizza l’energia generata dalla sorgente luminosa per ottenere una risposta biochimica da parte della membrana cellulare del nostro corpo. L’utilizzo del laser genera quindi effetti terapeutici attraverso energia elettromagnetica, con diversi effetti: aumento del flusso ematico per micro-vascolarizzazione (azione antiflogistica, antiedemigena e stimolante del metabolismo cellulare), azione decontratturante per effetto termico, riassorbimento dei liquidi interstiziali e stimolazione della proliferazione dei fibroblasti e regolarizzazione delle cicatrici.
  • LASER AD ALTA FREQUENZA
    Il laser ad alta frequenza è un apparecchio di ultima generazione e viene utilizzato per il trattamento delle lesioni muscolo-tendinee in quanto allevia il dolore, biostimola il tessuto inducendo i processi metabolici, riduce il gonfiore stimolando leucociti e macrofagi, aumenta il drenaggio linfatico e il flusso ematico.
  • TECARTERAPIA
    La tecarterapia si basa su un dispositivo che genera un aumento della temperatura e prevede un’attivazione fisiologica del tessuto in 3 fasi: microcircolazione, vasodilatazione, aumento della temperatura.
  • MAGNETOTERAPIA
    È una terapia che utilizza apparecchiature generanti campi magnetici di bassa intensità e frequenza variabile. La magnetoterapia agisce per problematiche infiammatorie (artrosi, flebiti, tendiniti, stiramenti muscolari, etc.) e per problematiche reumatiche e articolari (epicondiliti, borsiti, mialgie, cervicalgie, lombalgie, trattamento delle fratture durante e dopo gessatura).
  • CRIOULTRASUONI
    Gli ultrasuoni hanno un effetto antinfiammatorio, la crioterapia supporta la cura con la sua tipica azione analgesica. Accoppiando queste due tecniche si ottengono risultati: questo perché dopo un infortunio (o intervento), la lesione che si determina spesso produce gonfiore, ed il freddo applicato in maniera preventiva è la migliore soluzione per combatterne la formazione.
  • IPERTERMIA
    Trattamento clinico che genera calore all’interno dei tessuti attraverso l’utilizzo di energia elettromagnetica. Tale tecnica terapeutica ha l’effetto fisiologico di vasodilatazione del tessuto sottoposto a tale riscaldamento. L’ipertermia è indicata nei casi di rigidità e manifestazioni dolorose post-traumatiche, artropatie croniche e degenerative, borsiti, lombalgie e lombosciatalgie, esiti di edemi ed ematomi tendenti a cronicizzare, peritendiniti croniche e tendinosi.
  • ONDE D’URTO
    Le Onde D’Urto sono uno strumento di terapia non invasivo, costituito da onde acustiche ad alta energia, emesse da generatori elettromagnetici e veicolate all’interno del corpo umano. Le indicazioni terapeutiche delle onde d’urto sono molteplici: Entesopatie croniche, Tendinite, Stiramenti e contratture muscolari, Calcificazioni muscolari, Trattamento dei trigger points, Epicondiliti, Esostosi dell’articolazioni della mano, Borsiti, Achillodinia, Sperone calcaneare, Sindrome del tibiale anteriore, Sindrome Rotulea, Pubalgia, Trattamento del tunnel carpale, Ipertonia di origine neurologica.

Osteopatia

L’osteopatia rientra nelle terapie manuali, ma non prende in considerazione il semplice disturbo bensì la globalità corporea. A volte infatti i disturbi possono essere collegati tra loro. L’obiettivo dell’osteopatia è quello di andare alla ricerca della disfunzione osteopatica e trattarla per “riprogrammare” l’organismo da un punto di vista neuro-recettoriale.

Riabilitazione

Il fine ultimo della riabilitazione è mettere l’individuo nella condizione di ricostruire le capacità e abilità perdute a causa di un evento traumatico o patologico, per permettergli di essere reinserito in maniera completa in un contesto sociale e familiare. La riabilitazione può riguardare diversi aspetti, spesso correlati tra loro. Nel centro FisiomediCal a Roma Nord si effettuano le seguenti riabilitazioni:

  • ORTOPEDICA
  • TRAUMATOLOGICA
  • NEUROLOGICA
  • LOGOPEDICA
  • CARDIOLOGICA

Visite specialistiche

Grazie alla sinergia tra specialisti delle varie tipologie chirurgiche in ambito ortopedico (colonna, spalla, anca, ginocchio e piede), fisiatri, fisioterapisti e osteopati di comprovata esperienza e professionalità, siamo in grado di creare protocolli specifici personalizzati in grado di offrire una rapida ripresa delle normali attività quotidiane dopo un esito chirurgico.
In FisiomediCal è possibile trovare ambulatori specialistici di:

  • FISIATRIA
  • ORTOPEDIA
  • MEDICINA DELLO SPORT
  • OTORINOLARINGOIATRIA
  • CARDIOLOGIA
  • ANGIOLOGIA
  • ALLERGOLOGIA
  • UROLOGIA
  • GINECOLOGIA

Corsi di pilates

Il Pilates è un metodo che allena tutto il corpo attraverso esercizi basati sulla qualità e precisione dei movimenti e non sulla rapidità di esecuzione: grazie al Pilates è possibile rinforzare il corpo, modellarlo e correggere la postura. Proprio per questo si rivela utile a coloro che hanno bisogno di riequilibrare i carichi sulla colonna vertebrale.

 

Ragazza che fa pilates usando pallone fisioterapico

Ginnastica posturale

La ginnastica posturale si riferisce a tutti quegli esercizi il cui scopo è quello di ridare armonia alla globalità corporea per ristabilire quell’equilibrio che è stato modificato a causa di eventi traumatici o di scorretta postura quotidiana.