DoloreAlBraccioDestro

Dolore braccio destro: sintomi

By | Articoli | No Comments

Il dolore al braccio destro desta sempre minor preoccupazione rispetto alla sintomatologia che interessa, invece, l’arto opposto: il braccio sinistro.

Nell’articolo in cui abbiamo trattato il dolore al braccio sinistro abbiamo detto che nella maggior parte dei pazienti che avvertono questo disagio si accende sempre un campanello d’allarme in quanto è immediatamente associato a problemi  cardiaci  anche se raramente il solo dolore al braccio è prodromico dell’ insorgenza  di una cardiopatia, che a volte invece si manifesta con tutt’altri sintomi.

Il dolore al braccio destro è meno probabile che sia legato a questo tipo di cause ma è pur sempre un sintomo da tenere sotto controllo.

Prima di parlare dei sintomi è necessario fare una premessa: i motivi per cui si può avvertire dolore al braccio destro sono molti e possono differire notevolmente tra loro.

Fra i sintomi avvertiti, i più comuni sono:

  • Formicolio;
  • Bruciore;
  • Dolore;
  • Rigidità;
  • Immobilità.

L’intensità dei sintomi è variabile, così come la presenza/assenza: il dolore può essere continuo o intermittente, acuto o cronico. Inoltre è giusto specificare che non esistono le patologie del braccio destro che si differenziano da quelle del braccio sinistro: ciò che può diversificare i due arti, in termini patologici e sintomatologici, è il fatto che il dolore al braccio sinistro risulta più “preoccupante” in quanto ipoteticamente associato a disturbi cardiaci. I sintomi del dolore al braccio destro e le patologie legate non sono quindi esclusive di questo arto.

Le possibili cause

Il braccio è un arto complesso in quanto composto da diverse strutture: ossa, tendini, muscoli e nervi. Alla base del dolore o del sintomo, qualsiasi esso sia, può essere coinvolta una di di queste componenti generando problemi di diversa natura.

Quando è coinvolto l’osso, ad esempio, si può trattare di una rottura o di una frattura, se sono coinvolti i muscoli nella maggior parte dei casi si parla di strappi, infiammazioni o lesioni. Anche i tendini sono strutture altamente soggette a lesione o rottura, mentre per i nervi è più comune il dolore di tipo infiammatorio.

Frattura del braccio

La frattura è l’interruzione dell’integrità parziale o totale di un osso e può originare sia da un evento traumatico specifico che da cause patologiche, da contrazione o da stress. La frattura da stress è tipica negli sportivi in quanto dovuta ad una continua ed eccessiva sollecitazione della zona interessata fino a provocarne un distacco osseo. In casi più rari il distacco osseo è provocato da una forte contrazione muscolare. 

Le fratture possono essere divise in:

  • composte: quando l’osso fratturato non si sposta dalla sua area anatomica di origine;
  • scomposte: la frattura dell’osso è seguita da uno spostamento di quest’ultimo in un’altra zona anatomica adiacente a quella di origine.

La frattura può coinvolgere qualsiasi parte del corpo ma tra le più frequenti c’è sicuramente quella che coinvolge il braccio, struttura anatomica che per sua natura è più esposta ad infortuni insieme agli arti inferiori, le gambe.

Quando questo tipo di infortunio coinvolge la spalla, solitamente le parti interessate possono coinvolgere l’arto dalla spalla fino al polso.

I sintomi che seguono la rottura dell’osso del braccio variano a seconda dell’osso coinvolto ma tendenzialmente i più comuni sono:

  • Dolore intenso;
  • Gonfiore;
  • Tumefazione;
  • Immobilità;
  • Rigidità.

Sclerosi multipla

Uno dei sintomi del dolore al braccio può essere riconducibile ad una patologia molto grave del sistema nervoso centrale: la sclerosi multipla. Questa malattia è cronica ed autoimmune e coinvolge un processo degenerativo del rivestimento di mielina che copre le fibre nervose del nostro corpo. Questo comporta un malfunzionamento della connessione tra cervello e il resto del corpo comportando anche gravi conseguenze in relazione alla localizzazione della lesione.

Un sintomo che si può avvertire è il formicolio del braccio o di altre parti del corpo, in base alla natura del problema. Il formicolio può coinvolgere la testa, le gambe, le braccia o le mani.

Neuropatia periferica

È una condizione conseguente ad un malfunzionamento o danneggiamento dei nervi periferici che provocano sintomi motori o sensoriali in base al tipo di nervo coinvolto. Tra le cause più comuni c’è il diabete mellito. Anche se questa è ritenuta la causa principale, ne possiamo identificare altre tra cui: trauma fisico che danneggia i nervi periferici (tra cui ernia del disco), tumori, malattie renali croniche, carenze vitaminiche, malattie del tessuto connettivo, assunzione di alcuni farmaci come gli anticonvulsivanti o i farmaci per la pressione sanguigna.

Tra i sintomi provocati dalla neuropatia periferica c’è anche un dolore al braccio destro (o sinistro) ma soprattutto formicolio e senso di pizzicore. 

Strappo muscolare

Lo strappo muscolare, come dice la parola stessa, interessa il muscolo e si tratta di una vera a propria rottura o lesione delle fibre che lo compongono.

Tuttavia lo strappo può ha diversi livelli di gravità:

  • Lesione di primo grado: in questo caso lo strappo non provoca la rottura delle fibre muscolari ma riguarda un danneggiamento che coinvolge solo il 5% delle fibre. Il movimento non è limitato ma provoca fastidio e leggero dolore in particolare in estensione e contrazione;
  • Lesione di secondo grado: la lesione è più grave perché riguarda un numero maggiore di fibre muscolari coinvolte nell’infortunio. Il dolore è più acuto rispetto alla lesione di primo grado ma è tuttavia possibile muovere l’arto anche se interferisce notevolmente con il corretto funzionamento provocando un grado di dolore non indifferente;
  • Lesione di terzo grado: è il gradi più alto di lesione che coinvolge quasi tutte le fibre del muscolo provandone una lacerazione profonda. Questo livello di lesione impedisce il movimento e l’attività fisica provando un dolore intenso e debilitante.

I muscoli del braccio interessati a questo tipo di infortunio sono solitamente il tricipite brachiale e il deltoide.

Sindrome del tunnel carpale

È una neuropatia causata dalla compressione del nervo mediale del polso. Questa sindrome può essere una causa del dolore che avverti al braccio destro (o sinistro) anche perché una patologia molto diffusa che compare principalmente nei soggetti di sesso femminile.

Generalmente si manifesta con un dolore forte alla mano, al polso e alle dita con conseguente alterazione della sensibilità. Un altro sintomo specifico è il formicolio specialmente durante la notte e al risveglio. Nella fase più acuta della sindrome il dolore può prolungarsi fino alla spalla coinvolgendo così tutto il braccio.

Tendinite del sovraspinoso

I tendini sono un’altra struttura facilmente coinvolta negli infortuni e che, in questo caso, possono causare dolore al braccio destro ma più in generale a entrambi gli arti superiori.

Il sovraspinoso è un tendine che si trova all’altezza della spalla e aiuta la movimentazione laterale del braccio. Se le fibre di questo tendine si infiammano, lesionano o si rompono, ci si può trovare davanti ad una tendinite del sovraspinoso.

Questa patologia è molto diffusa soprattutto nella fascia di età che va tra i 25 e i 60 anni. Gli sportivi sono sicuramente i più soggetti ma non solo: la tendinite si può presentare a seguito di un trauma, di una cattiva postura o di una sollecitazione ripetuta e sbagliata dell’arto.

I sintomi possono variare in base alla causa: il dolore si può presentare in forma acuta oppure può emergere gradualmente e palesarsi solo a seguito di determinati movimenti come quello di portare il braccio alla testa. Il dolore è localizzato sulla spalla sia lateralmente che nella zona superiore e in alcuni casi coinvolge anche il gomito. Tra gli altri sintomi si possono avvertire delle fitte alla spalla anche in momenti di riposo.

Contusione 

La contusione è una lesione traumatica causata generalmente da un forte urto contro una superfice che genera la rottura dei capillari ed una congestione sanguigna pur non provocando lacerazione della pelle.

Le aree del corpo più soggette a questo tipo di infortunio sono quelle in cui l’osso è particolarmente esposto ed è rivestito da uno strato sottile di tessuto molle. La gravità delle contusioni si può distinguere in base al grado:

  • Contusioni di 1° grado: i vasi sanguigni colpiti sono piccoli e provocano solo una lieve fuoriuscita di sangue che assume colore giallognolo. Il dolore è comunque presente, soprattutto al tatto;
  • Contusione di 2° grado: in questo caso sono coinvolti nell’urto più vasi sanguigni la cui lesione provoca un ematoma ampiamente visibile;
  • Contusione di 3° grado: la lesione o la compressione è talmente forte da scaturire una necrosi cutanea ovvero la morte di uno strato cellulare della pelle. In questo caso la cute risulta in un primo momento biancastra per poi diventare in un secondo momento nerastra.

Epicondilite

L’epicondilite è un’infiammazione dei muscoli che originano dall’epicondilo omerale e dei tendini estensori dell’avambraccio. Conosciuta più comunemente come “gomito del tennista” l’epicondilite colpisce principalmente gli sportivi ma non solo: questa patologia è una conseguenza della sollecitazione ripetuta del movimento di supinazione e pronazione  dell’avambraccio.

Questo tipo di infiammazione non coinvolge solo il gomito ma può provocare dolore anche alla mano, al polso, gonfiore e formicolio.

Contrattura muscolare

La contrattura muscolare è una lesione dettata da un atto difensivo del nostro corpo ad una sollecitazione eccessiva che porta il muscolo a stressarsi più del dovuto. La contrattura si manifesta tramite un dolore ben localizzato in corrispondenza della contrattura e dell’infiammazione che può essere di diverso grado in base alla gravità. Il braccio è poco soggetto a contratture muscolari, piuttosto le zone adiacenti più interessate sono le spalle all’altezza del trapezio.

Artrosi cervicale

Spesso i dolori che si avvertono su una zona del nostro corpo hanno un’altra origine. L’artrosi cervicale è una patologia che riguarda la degenerazione dei dischi intervertebrali cervicali che colpisce tendenzialmente gli over 50. La patologia è dovuta dall’erosione cartilaginea che riveste le articolazioni cervicali.

In alcuni casi, soprattutto nella fase acuta, il dolore può diramarsi fino agli arti adiacenti, provocando così dolore apparentemente inspiegabile al braccio e in alcuni casi anche formicolio.

A chi rivolgersi?

Come abbiamo visto il dolore al braccio destro, così come quello che interessa l’arto superiore sinistro,  può dipendere da diverse cause e, di conseguenza, è bene capire a quale figura professionale è più opportuno rivolgersi a seconda dei casi.

Di base è sempre consigliato iniziare con una visita ortopedica in quanto questo specialista non solo è in grado di capire, tramite test clinici, se il problema è osseo, muscolare o di altra natura, ma può anche prescrivere ulteriori esami strumentali come l’ecografia, la risonanza magnetica o la radiografia.

La maggior parte delle cause legate al dolore al braccio abbiamo visto essere legate a traumi muscolari, osseo o tendinei e in tutti questi casi l’ortopedico ha le competenze giuste per poter fare diagnosi o, eventualmente, rimandarti ad un altro specialista. 

Dove puoi trovarci a Roma centro

Avverti un dolore al braccio destro e hai bisogno di una visita specialistica? Ti consigliamo di affidarti sempre ad un centro nel quale sono presenti tutte le figure professionali di cui hai bisogno.

Non è sempre facile trovare qualcuno a cui affidarsi, specialmente se si tratta del nostro corpo e dei problemi legati ad esso. È per questo che nascono i centri diagnostici o di riabilitazione, per creare un ambiente professionale e sicuro in cui il paziente può essere seguito dall’inizio alla fine, dalla diagnosi all’eventuale trattamento o riabilitazione.

Studio Fisiomedical è un centro fisioterapico che si occupa anche di visite medico specialistiche ed esami strumentali. Ci troviamo nel cuore del centro di Roma, in zona Flaminio all’altezza di Via Andrea Sacchi 35.

Siamo una grande squadra composta da medici ortopedici e fisioterapisti che collaborano in stretta sinergia per la presa in carico globale del paziente. La nostra struttura è interamente nuova e dotata anche di una palestra per la riabilitazione e box con apparecchiature di ultima generazione.

Non trascurare i segnali del tuo corpo, affidati ad uno specialista. 

Dolore braccio sinistro

Dolore al braccio sinistro: sintomi

By | Articoli | No Comments

Non bisogna essere necessariamente ipocondriaci per provare preoccupazione per un piccolo dolore al braccio sinistro. Quando fa male questa parte del corpo si accende sempre un campanello d’allarme, specialmente perchè si tratta di un dolore spesso collegato ad una patologia  dell’organo più importante del nostro corpo: il cuore.

Questo non significa che ogni dolore al braccio sinistro, grave e o lieve, sia riconducibile ad un problema cardiaco. I motivi per cui si può provare dolore in questa parte del corpo sono tanti ed è sempre bene imparare a riconoscere i sintomi che li caratterizzano.

Il braccio è un arto composto da molte strutture quali ossa, tendini, muscoli, nervi, vene ed arterie. Ognuna di queste può essere soggetta ad infiammazioni, traumi o patologie di diversa natura, oppure il dolore può avere origine in un’altra parte del corpo e provocare sintomi al braccio.

Ma quali sono i principali sintomi che si avvertono quando si sperimenta un dolore al braccio sinistro?

  • Dolore acuto
  • Formicolio
  • Dolore articolare legato a rigidità
  • Sensazione di bruciore

Le possibili cause

Il tipo di sintomo provato è strettamente legato alle diverse cause che possono provocarlo. Non sempre si tratta di un problema grave o debilitante ma è sempre meglio rivolgersi ad un professionista per capire, tramite esami specifici, la natura del sintomo. Scopriamo quali sono le principali cause che possono portare un dolore al braccio sinistro:

Angina Pectoris

È una malattia che si manifesta tramite la comparsa di un forte dolore al torace e agli arti superiori tra cui il braccio sinistro che può presentare anche formicolio o indolenzimento. Il dolore è localizzato anche sulle spalle, sulla mascella, sul collo e sulla schiena.

La causa dell’Angina Pectoris (più conosciuta come Ischemia) è uno scarso afflusso di sangue al cuore con conseguente mancanza di ossigeno al tessuto cardiaco. Questo episodio è dovuto da un’occultazione parziale delle coronarie che solitamente dura qualche minuto.

Sclerosi multipla

Uno dei sintomi del dolore al braccio può essere riconducibile ad una patologia molto grave del sistema nervoso centrale: la sclerosi multipla. Questa malattia è cronica ed autoimmune e coinvolge un processo degenerativo del rivestimento di mielina che copre le fibre nervose del nostro corpo. Questo comporta un malfunzionamento della connessione tra cervello e il resto del corpo comportando anche gravi conseguenze in relazione alla localizzazione della lesione.

Un sintomo che si può avvertire è il formicolio del braccio o di altre parti del corpo, in base alla natura del problema. Il formicolio può coinvolgere la testa, le gambe, le braccia o le mani.

Artrosi cervicale

Il dolore al braccio sinistro può essere causato anche da un problema alla cervicale, zona adiacente agli arti superiori. L’artrosi, in generale, è una malattia degenerativa della cartilagine dovuta sia all’invecchiamento sia a sforzi eccessivi o errori nella corretta postura.

Un’artrosi in questa parte del corpo può causare formicolio e dolore agli arti superiori quali il braccio sinistro ed anche tutta un’altra serie di sintomi tra cui vertigini, rigidità del collo, nausea e mal di testa.

Lesioni muscolo-scheletriche

Se il dolore al braccio sinistro è localizzato e si manifesta a seguito di determinati movimenti, potrebbe dipendere da una lesione muscolare oppure scheletrica. Nei casi più facilmente identificabili, il dolore può comparire a seguito di un trauma specifico provocando una lesione ossea come una frattura o una rottura. In altri casi il dolore può essere dovuto da infiammazioni come borsiti o tendiniti.

Neuropatia periferica

È una condizione conseguente ad un malfunzionamento o danneggiamento dei nervi periferici che provocano sintomi motori o sensoriali in base al tipo di nervo coinvolto. Tra le cause più comuni c’è il diabete mellito. Anche se questa è ritenuta la causa principale, ne possiamo identificare altre tra cui: trauma fisico che danneggia i nervi periferici (tra cui ernia del disco), tumori, malattie renali croniche, carenze vitaminiche, malattie del tessuto connettivo, assunzione di alcuni farmaci come gli anticonvulsivanti o i farmaci per la pressione sanguigna.

Tra i sintomi provocati dalla neuropatia periferica c’è anche un dolore al braccio sinistro (o destro) ma soprattutto formicolio e senso di pizzicore. 

Tendinite

La tendinite rappresenta un’altra causa del dolore al braccio sinistro. Si tratta di un’infiammazione dei tendini che può svilupparsi in seguito a sollecitazioni ripetute o sforzi eccessivi tra cui stiramenti. Tra i tendini del braccio che possono essere coinvolti nell’infiammazione:

  • Tendine sovraspinoso (spalla);
  • Tendine del capolungo del bicipide;
  • Epicondilite (gomito);
  • Tendine del pollice;
  • Tendine dei muscoli flessori ed estensori del polso.

Sindrome del tunnel carpale

È una neuropatia causata dalla compressione del nervo mediale del polso. Questa sindrome può essere una causa del dolore che avverti al braccio sinistro anche perché una patologia molto diffusa che compare principalmente nei soggetti di sesso femminile.

Generalmente si manifesta con un dolore forte alla mano, al polso e alle dita con conseguente alterazione della sensibilità. Un altro sintomo specifico è il formicolio specialmente durante la notte e al risveglio. Nella fase più acuta della sindrome il dolore può prolungarsi fino alla spalla coinvolgendo così tutto il braccio.

Infarti miocardico

La causa più grave del dolore al braccio sinistro è l’arresto cardiaco dovuto ad un blocco del flusso sanguigno destinato al cuore.

È la prima cosa a cui si pensa quando si avverte un dolore di questo tipo anche se, come abbiamo visto, le cause possono essere tante altre e di entità più lieve.

L’infarto miocardico è la conseguenza di un’ischemia non presa in tempo e quindi non rapidamente trattata che ha provocato un cedimento del muscolo cardiaco.

I sintomi principalmente legati a questo episodio riguardano proprio dolori al braccio sinistro, dolori al torace, al collo, alle spalle o alla schiena, nausea, vomito e vertigini.

Il dolore da attacco di cuore si può riconoscere: è caratterizzato da una sensazione di pressione e coinvolge solitamente il torace, la mascella e il braccio sinistro. Inoltre ci sono tutta una sera di sintomi che non sono legati al dolore diretto ma che comportano comunque malessere tra cui, oltre a quelli sopra menzionati, il fiato corto e quindi la fatica a respirare.

A chi rivolgersi?

Come abbiamo visto il dolore al braccio sinistro può essere la conseguenza di diverse cause legate a questo tipo di sintomo. In base al tipo di dolore provato ci si deve rivolgere ad una figura professionale differente.

Se si tratta di un problema muscolo-scheletrico legato ad un particolare evento traumatico o semplicemente come conseguenza di movimenti ripetuti che ti hanno provocato dolore, allora è il caso di rivolgersi ad un ortopedico o ad un fisiatra per un esame clinico specifico. Gli specialisti valuteranno tramite test specifici o eventuali prescrizioni di esami strumentali, il giusto percorso da intraprendere per una giusta cura e, in caso, rimandarti ad altri esami specifici.

Se invece il dolore al braccio sinistro ha dei sintomi molto vicini a quelli descritti nel caso di infarto miocardico, quindi parliamo di forte dolore al petto che si dirama fino al braccio sinistro, vertigini e malessere generale, la prima cosa da fare è chiamare il 118 per un soccorso immediato e in un secondo momento prenotare una visita cardiologica per approfondire le cause del problema. Attraverso esami come l’elettrocardiogramma possono essere diagnosticate molte patologie del cuore che provocano il dolore al braccio sinistro che tanto spaventa.

Se invece si dovesse trattare di una neuropatia, lo specialista giusto a cui rivolgersi è il neurologo, specializzato nella diagnosi di patologie del sistema nervoso centrale e periferico come la neuropatia periferica che può provocare dolore al braccio sinistro oppure la sclerosi multipla. Tendenzialmente quando si hanno sintomi legati al formicolio è sempre opportuno fare una prima visita neurologica.

Nella maggior parte dei casi però succede che il paziente è disorientato e non conoscendo la natura del suo dolore non sa a quale specialista rivolgersi. In questi casi si prosegue per esclusione e si svolgono tutti gli esami del caso che devono comunque essere attuati e prescritti da uno specialista. In questi casi la prima cosa da fare è recarsi da un medico di base il quale, al seguito della valutazione della situazione sintomatologica, ti indirizzerà al primo controllo specialistico che ritiene opportuno.

Dove puoi trovarci a Roma centro

Come molti dolori del nostro corpo, spesso le cause possono essere poco chiare e la diagnosi ha bisogno di più esami o per lo meno di un controllo specifico.

Se lamenti un dolore al braccio sinistro è sempre opportuno approfondire per escludere le patologie più gravi. Il nostro consiglio è quello di recarti in un centro medico che abbia al suo interno un’equipe di professionisti che possono aiutarti a gestire il tuo problema all’interno dello stesso posto, senza dover cambiare continuamente studi medici, ospedali o cliniche.

Studiofisiomedical è un centro di medicina e riabilitazione che non solo offre visite mediche specialistiche tra cui quella ortopedica, cardiologica o fisiatrica, ma ha tutti i servizi necessari per svolgere esami strumentali tra cui l’elettrocardiogramma. Inoltre studiofisiomedical è dotato di un palestra dedicata alla riabilitazione fisioterapica.

Io nostro centro si trova in Via Andrea Sacchi 35 nei pressi di Piazza Mancini, nel cuore del quartiere Flaminio di Roma.

Se hai bisogno di prenotare una visita puoi andare sul nostro sito oppure chiamarci direttamente al numero 0632651337.

Ortopedico Caviglia Roma

Chi è e cosa fa l’ortopedico specialista nella caviglia?

By | Articoli | No Comments

La caviglia è un’articolazione che si trova fra la gamba e il piede dove si incontrano tre ossa: la tibia, il perone e l’astragalo, il primo osso del piede.

La caviglia è una parte del nostro corpo particolarmente soggetta ad infortuni sia perché svolge un ruolo cruciale nel nostro equilibrio e nella motricità sia perché è costituita da un’ampia rete di legamenti (4 mediali e 3 laterali) e ossa ( tarsali, metatarsali e falangi) che se sollecitati in modo sbagliato possono andare incontro a infiammazioni, lesioni o rotture.

L’ortopedico specialista nella caviglia si occupa della diagnosi, della prognosi e del trattamento di tutte le patologie e le traumatologie a cui può essere soggetta questa articolazione.

È il medico specialista più adatto a cui rivolgersi quando si avverte un problema alla caviglia e si ha bisogno non solo di ricevere una diagnosi accurata ma di iniziare un processo riabilitativo ad hoc.  

Quali patologie della caviglia può curare?

I movimenti principali della caviglia sono quelli di plantarflessione e dorsiflessione oltre che quelli di mobilità laterale. Possiamo quindi dire che la caviglia è un’articolazione notevolmente flessibile sulla quale agiscono tutti i carichi generati dal nostro corpo, motivo per cui la caviglia è particolarmente soggetta a traumi, lesioni o infiammazioni.

Le problematiche più comuni legate alla caviglia riguardano solitamente stiramenti o rotture dei legamenti e invece, meno comunemente ma comunque presenti, sono le rotture delle frazioni ossee. Anche i tendini possono essere coinvolti in alcune patologie della caviglia. Quali patologie della caviglia può curare l’ortopedico specialista?

Distorsione della caviglia

Tra gli infortuni più comuni legati alla caviglia c’è la distorsione, specialmente tra gli sportivi. La distorsione può avvenire tramite due movimenti differenti: inversione o eversione, rispettivamente rotazione interna del piede e rotazione esterna.

Ad essere maggiormente interessato in questo tipo lesione, in particolare se si tratta del movimento di inversione, è il peroneo astragalico anteriore, il peroneo-calcaneare o il peroneo astragalico posteriore.

Solitamente l’episodio di distorsione comporta una prima reazione di gonfiore della caviglia dopo la quale è opportuno fare una radiografia per escludere lesioni ossee e una risonanza magnetica per individuare la gravità e la localizzazione di altri tipi di lesioni.

Le distorsioni alla caviglia possono essere infatti di 3 tipi:

  • Distorsione di primo grado: è la forma meno grave per la quale è sufficiente una giusta terapia antinfiammatoria, riposo e un ciclo di fisioterapia (tecar, laser, ultrasuoni)
  • Distorsione di secondo grado: in questo caso l’entità dell’infortunio è più grave e potrebbe essere necessario immobilizzare la parte interessata per un periodo di 4 settimane circa con conseguente processo riabilitativo programmato dall’ortopedico specialista della caviglia.
  • Distorsione di terzo grado: è la forma di infortunio più grave e si tratta della rottura del legamento che non solo necessita di immobilità ma anche di un operazione chirurgica.

Fratture metatarsali

Le fratture metatarsali più comuni riguardano il 4 e il 5 metatarso. In particolare il 5 metatarso, l’osso più lungo della parte esterna del piede, può subire tre tipi di lesione:

  • Frattura da stress: dovuta da un uso intensivo dell’osso metatarsale
  • Frattura da avulsione: è l’episodio più comune che riguarda la traumatologia metatarsale. Accade a seguito di una distorsione alla caviglia a seguito della quale una porzione di osso viene “strappata” dal legamento o dal tendine.
  • Frattura traumatica: dovuta da un episodio traumatico specifico direttamente sul 5 metatarso

Inoltre la frattura può essere composta o scomposta. Nel secondo caso il frammento osseo che si frattura di distacca e quindi potrebbe essere necessario un intervento specifico.

Tendinopatia achillea e rottura del tendine d’Achille

E’ un’infiammazione tendinea degenerativa dovuta ad una sollecitazione impropria della zona interessata. I sintomi sono gonfiore, dolore e arrossamento della cute e possono aumentare a riposo, quando il paziente è “a freddo” e diminuire invece “a caldo”.

Questa infiammazione, se non trattata, può portare all’interruzione dell’attività fisica a causa del forte dolore dovuto dall’infiammazione.

Il tendine d’Achille può andare incontro anche a rottura e in questo caso è fondamentale l’intervento dell’ortopedico specialista nella caviglia. La rottura può essere dovuta sia da una tendinopatia a lungo trascurata, sia da eventi traumatici (specialmente negli sportivi).

La sintomatologia è associata ad un dolore acuto nella parte posteriore della gamba e ad una immediata impossibilità nella deambulazione. È comunque indispensabile un esame strumentale per poter fare una diagnosi certa e per poter distinguere tra una rottura totale ed una rottura subtotale.

Frattura malleolare

È dovuta dalla rottura di uno o entrambi i malleoli della caviglia. La causa può essere sia di natura traumatica che di natura distorsiva comportando forte dolore, gonfiore, ematoma e zoppia. La frattura del malleolo può essere di 3 tipi:

  • Frattura unimalleolare: quando si rompe solo uno dei due malleoli
  • Frattura bimalleolare: quando si rompono tutti e due i malleoli
  • Frattura trimalleolare: quando si rompono contemporaneamente il malleolo peroneale, il malleolo tibiale e la sezione posteriore dell’estremità distale della tibia.

Oltre alla distorsione, la frattura del malleolo è il trauma più comune che colpisce la caviglia e nella maggior parte dei casi si tratta di una frattura unimalleolare.

Il trattamento di questa frattura è fondamentale sia per il recupero e sia per prevenire problemi secondari quali l’artrosi alla caviglia. L’ortopedico specialista nella caviglia può fare diagnosi servendosi di un esame obiettivo accompagnato sempre da un esame strumentale come, in questo caso, la radiografia.

Inoltre può anche procedere con l’operazione li dove è necessario: a seconda del tipo di frattura l’ortopedico specialista pianifica uno specifico intervento chirurgico.

Quali patologie della caviglia può aiutare a prevenire?

Prevenire è sempre meglio che curare e per questo, soprattutto gli sportivi e chi svolge per qualsiasi motivo un’attività intensa, hanno bisogno del consulto di uno specialista che possa aiutare i pazienti ad evitare antipatici infortuni.

I traumi alla caviglia sono sempre molto fastidiosi sia perché compromettono la nostra attività fisica ma soprattutto perché nella maggior parte dei casi la guarigione è lenta.

Gli infortuni che riguardano le fratture sono sicuramente più difficili da prevenire in quanto spesso sono conseguenze di eventi traumatici imprevedibili. Altre patologie come la tendinite e le distorsioni della caviglia sono più facilmente prevenibili.

Il primo consiglio è sicuramente quello di indossare scarpe comode e conformi al plantare del paziente. L’ortopedico specialista nella caviglia, a seguito di un esame clinico può anche prescrivere al paziente una visita barapodometrica al fine di valutare il corretto funzionamento dell’appoggio e del movimento plantare che può essere alla base di molte infiammazioni che interessano la caviglia.

Per chi svolge attività sportiva si possono prevenire infortuni come le distorsioni utilizzando delle cavigliere ortopediche o, per evitare le recidive più gravi si possono indossare dei tutori sempre sotto prescrizione dell’ortopedico specialista nella caviglia.

Anche la terapia antinfiammatoria può aiutare a prevenire un’evoluzione sfavorevole di una tendinite. Anche gli esercizi propriocettivi sono particolarmente adatti a prevenire infortuni alla caviglia perché ne rinforzano la stabilità e l’equilibrio.

Prima di adottare qualsiasi tipo prevenzione è necessario consultare l’ortopedico specialista nella caviglia in modo tale da definire le giuste precauzioni su misura alle esigenze del paziente.

Come può essere utile nel processo di riabilitazione?

Che si tratti di una riabilitazione post-operatoria o di un intervento di mobilità post-traumatica, è sempre utile consultare l’ortopedico specialista nella caviglia per capire come agire.

Se la riabilitazione è post-operatoria, l’ortopedico oltre a svolgere lui stesso l’operazione, monitorerà tutto il processo di ripresa del paziente definendo un programma ben specifico per ogni fase.

Anche quando si tratta di riabilitazione post-traumatica è necessario rivolgersi allo specialista perché ogni infortunio ha tempistiche di ripresa differenti e interventi riabilitativi specifici.

Perchè rivolgersi ai migliori ortopedici specialisti della caviglia?

Se hai subito un infortunio il consiglio è sempre quello di rivolgerti ad un ortopedico specialista della caviglia. Saltare questo passaggio ed affidarsi direttamente a fisioterapisti o osteopati, professionisti anche loro ma con competenze diverse, può risultare dannoso.

Per essere certi di ricevere una giusta diagnosi e di intraprendere un percorso riabilitativo adatto è necessaria una visita dal medico specialista il quale poi, se lo riterrà opportuno, prescriverà un percorso riabilitativo fisioterapico. Non dimenticare quindi che la diagnosi è compito dell’ortopedico specialista.

Inoltre come abbiamo detto la caviglia è un’articolazione fondamentale per la nostra deambulazione perciò non può essere trascurata ed è fondamentale individuare il giusto intervento riabilitativo rivolgendosi ai migliori ortopedici specialisti della caviglia.

Dove trovare i migliori ortopedici a Roma?

Vivi nella capitale ed hai bisogno di una visita specialistica a seguito di un brutto infortunio alla caviglia?  La cosa migliore da fare è recarti ad un centro presso il quale tu possa trovare tutte le figure necessarie a cui rivolgerti, a partire dal primo step della visita con l’ortopedico specialista della caviglia fino ai professionisti della riabilitazione.

Studiofisiomedical è un centro medico riabilitativo situato nella zona nord di Roma nel quale lavorano professionisti con esperienza qualificata in ambito riabilitativo, sportivo e medico. Inoltre è possibile svolgere nel centro anche visite specialistiche ed esami specifici con apparecchiature di ultima generazione.

Il nostro consiglio è quello di rivolgersi sempre a centri specializzati che possono prendersi cura del paziente dall’inizio alla fine del percorso riabilitativo in una realtà dinamica nella quale le diverse figure professionali riescono a comunicare fra loro al fine di rispondere al meglio alle esigenze del paziente.

Se hai bisogno di una visita con uno dei nostri ortopedici specialisti della caviglia ti aspettiamo in Via Andrea Sacchi 35, nel cuore del quartiere Flaminio di Roma.

ortopedico colonna vertebrale

Chi è e cosa fa l’ortopedico specialista della colonna vertebrale?

By | Articoli | No Comments

La colonna vertebrale è la struttura che sorregge tutto il nostro corpo ed ha una funzione primaria di sostegno. È composta da 32-34 vertebre suddivise in: vertebre cervicali (7), vertebre dorsali (12), vertebre lombari (5), vertebre sacrali (5) e vertebre coccigee (3-5).

Un’altra funzione fondamentale della colonna vertebrale è quella di proteggere il midollo spinale, parte del nostro sistema nervoso centrale. La colonna vertebrale svolge un ruolo anche nella motricità ad esempio nei movimenti di flessione e rotazione del nostro corpo, oppure nel movimento della nostra testa.

Le vertebre, come abbiamo detto, sono i costituenti principali della colonna vertebrale tra le quali sono interposti i dischi vertebrali, tessuti cartilaginei i quali coprono la funzione di “ammortizzatori”.

L’ortopedico specialista della colonna vertebrale si occupa:

  • della diagnosi;
  • della cura;
  • della prevenzione;
  • della riabilitazione (nel caso di operazione).

di tutte le patologie che possono colpire questa importante struttura del nostro corpo.

Quali competenze ha?

Le sue competenze sono strettamente legate alla traumatologia vertebro-midollare dalle forme più composte a quelle più debilitanti per il paziente, ma anche ai dismorfismi, ai paramorfismi nonché alle patologie legate all’invecchiamento delle strutture vertebrali.

Quali patologie della colonna può curare?

Scoliosi

La scoliosi è una patologia che riguarda la deformazione della colonna vertebrale, più precisamente una deviazione laterale permanente. In una situazione di normalità la colonna vertebrale, se vista frontalmente, è paragonabile ad un segmento dritto. Nel caso in cui sia  invece presente una scoliosi, la colonna è curva c’è un’alterazione anatomica anche di tutte le altre strutture a sostegno.

La scoliosi può differenziarsi da paziente a paziente in base al livello di gravità e quindi in base all’ampiezza della curvatura anomala. Nei casi lievi non è debilitante per le normali attività quotidiane, mentre nei casi più gravi può rappresentare un limite notevole.

Le cause della scoliosi possono essere molteplici: malattie genetiche, malformazioni congenite, spina bifida, paralisi cerebrale, distrofia o atrofia muscolare.

Nella maggior parte dei casi non si riesce ad identificare la vera causa, da qui il nome di scoliosi idiopatica (88% dei casi).

Lombalgia

La lombalgia, come suggerisce la parola stessa, è una patologia caratterizzata da forte dolore nella zona lombare della schiena. Il dolore può essere acuto o cronico: quello acuto non supera 6 settimane circa, mentre quello cronico può durare anche tutta la vita.

Le cause sono spesso riconducibili ad un episodio traumatico come un Infortunio dei muscoli o dei legamenti della schiena ma non solo.

La lombalgia potrebbe dipendere da:

  • Ernia discale;
  • Tumori vertebrali;
  • Fratture vertebrali;
  • Artrite;
  • Stato di gravidanza;
  • Calcoli renali;
  • Stenosi spinale.

Non c’è un’età definita nella quale è più facile che la lombalgia si manifesti perché può dipendere da diversi fattori come la sedentarietà, sollevamento ripetuto di carichi, attività sportiva, eventi traumatici ma anche l’avanzare dell’età.

Ipercifosi

L’ipercifosi è un’alterazione della normale curvatura della spina dorsale all’altezza del torace. In una condizione di normalità la curvatura della cifosi varia tra i 20° e i 45°, mentre nella condizione patologica l’angolo della cifosi supera i 45°.

Comunemente questa malformazione è dovuta ad una postura errata che modifica il normale assetto delle vertebre toraciche. È molto diffusa tra i giovani come nel caso della cifosi di Scheuermann, una patologia legata alla giovane età dovuta ad un errato sviluppo dei corpi vertebrali.

L’ipercifosi può essere dovuta anche dall’invecchiamento; in questo caso le cause sono riconducibili ad un cambiamento dell’assetto muscolare della schiena, a una cattiva postura o ad alterazioni a carico dei legamenti che sostengono le vertebre della colonna.

Osteoporosi vertebrale

L’osteoporosi è una condizione patologica che non colpisce solo la colonna vertebrale ma può riguardare qualsiasi struttura ossea. Consiste nell’indebolimento dell’osso a causa di una perdita di calcio, e fa aumentare così il rischio che ci si esponga a fratture.

Le categorie  più esposte sono le donne specialmente dopo la menopausa e gli anziani. L’osteoporosi è asintomatica, si manifesta solo nel momento in cui provoca una frattura o il collasso di una o più vertebre.

Questo ne complica la prevenzione perché il paziente quando si reca dall’ortopedico specialista della colonna vertebrale già si trova in una fase patologica.

La causa primaria è sicuramente l’invecchiamento ma non è di certo l’unica: l’osteoporosi si può presentare in assenza di un ottimale sviluppo osseo anche nei più giovani, oppure a seguito dell’assunzione costante di alcuni farmaci come gli antiepilettici e i glucocorticoidi.

Altre cause sono l’assunzione di alcolici, il fumo, HIV, mancanza di attività fisica e anoressia nervosa.

Ernia del disco

Abbiamo detto che tra le vertebre della spina dorsale è presente un tessuto cartilagineo la cui funzione è quella di creare “un cuscinetto” tra una vertebra e l’altra in modo tale da attutire le sollecitazioni quotidiane a cui è esposta la colonna vertebrale.

L’ernia del disco è una patologia conseguente alla fuoriuscita del nucleo polposo (il tessuto cartilagineo) rispetto alla sua posizione naturale, ovvero quella intravertebrale. Questo spostamento crea un contatto con le strutture nervose adiacenti provocando dolore.

Le cause possono essere legate a :

  • traumi specifici;
  • sforzi ripetuti anche durante l’attività fisica;
  • una posizione scorretta.

L’ernia del disco può colpire qualsiasi punto della colonna vertebrale: in base alla localizzazione si delineano 3 tipologie di ernia:

  • cervicale;
  • dorsale;
  • lombo-sacrale.

I sintomi più comuni sono: forte dolore della zona colpita, formicolio alle gambe, mal di schiena, sciatalgia e rigidità muscolare.

L’ernia del disco più comune è quella che colpisce la zona lombare.

Cervicalgia

È una delle patologie più comuni legate alla colonna vertebrale che si manifesta tramite la presenza di dolore più o meno forte a livello della cervicale.

Le zone principalmente interessate sono quelle adiacenti alle prime vertebre della colonna: muscoli, dischi intervertebrali, articolazioni e legamenti.

Il dolore che coinvolge queste strutture può essere provocato da un eccessivo sforzo o da una postura scorretta. La cervicalgia si manifesta come dolore al collo di intensità variabile a seconda della gravità e da quale struttura è coinvolta.

Quali patologie della colonna vertebrale può aiutare a prevenire?

L’ortopedico specialista della colonna vertebrale è la persona più adatta a suggerire ai pazienti i comportanti da adottare per prevenire le patologie legate alla struttura portante del nostro corpo.

Ci sono casi in cui le patologie della colonna vertebrale sono congenite e per cui non è possibile fare opera di prevenzione ma si può comunque evitare che la patologia peggiori.

L’ortopedico specialista della colonna vertebrale può, ad esempio, prescrivere un programma riabilitativo ad hoc oppure suggerire al paziente l’uso di elementi di supporto come il busto ortopedico.

Nei pazienti che invece non hanno alcuna manifestazione sintomatica esplicita è comunque utile un controllo dall’ortopedico specialista della colonna vertebrale, specialmente se si tratta di bambini tra la quinta elementare e la prima media, un periodo cruciale per lo sviluppo muscolo-scheletrico.

L’ortopedico specialista è in grado di osservare con occhio critico la postura del bambino (o del paziente in generale) ed il suo atteggiamento motorio.

Se durante la visita emergono anomalie, il medico può prescrivere ulteriori analisi strumentali tra cui:

  • la TAC;
  • la radiografia;
  • la risonanza magnetica;
  • l’elettromiografia.

oppure può consigliare un’ulteriore visita specialistica (ad esempio quella fisiatrica).

Una visita dall’ortopedico specialistica della spina dorsale è quindi utile a prevenire patologie come la scoliosi e l’ipercifosi che possono avere insorgenza piuttosto precoce.

Come può essere utile nel processo di riabilitazione?

Il processo di riabilitazione non riguarda necessariamente le situazioni post-operatorie come nel caso di operazione all’ernia del disco, ma può riguardare anche la rieducazione posturale del paziente patologico.

In questo caso l’ortopedico specialista della spina dorsale è utile nell’individuare, a seguito di una serie di test e controlli svolti durante la visita clinica, il giusto percorso terapeutico per il paziente assegnandogli un programma personalizzato in base alle problematiche rilevate.

Perchè rivolgersi ai migliori ortopedici specialisti della colonna

Le patologie che coinvolgono la colonna vertebrale sono sempre più comuni sia tra i giovani che tra gli anziani

Spesso si commette l’errore di richiedere diagnosi a figure il cui ruolo è strettamente riabilitativo piuttosto che diagnostico.

Affidarsi ai migliori ortopedici specialisti della colonna vertebrale è la giusta strada da percorrere per ottenere una diagnosi accurata .

Dove trovare i migliori ortopedici a Roma?

Studio fisiomedical è un centro riabilitativo, una realtà altamente dinamica formata da professionisti qualificati in diversi ambiti: traumatologia, riabilitazione e diagnostica.

Nel nostro centro è possibile  svolgere esami strumentali e visite specialistiche come quella cardiologica, vascolare, senologica, osteoarticolare e tiroidea.

Se hai bisogno di una visita con un ortopedico specialista della colonna vertebrale saremo lieti di aprirti le porte del nostro centro in Via Andrea Sacchi, 35: ad aspettarti ci sarà un equipe di professionisti che ti seguiranno con cura e attenzione durante tutto il percorso.