Alluce valgo: cos’è definizione

By 23 Maggio 2019Articoli
Alluce valgo Roma

L’alluce valgo non è solo un problema a livello estetico del piede, ma può provocare forti dolori e problemi nella quotidiana e normale deambulazione.

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede (esostosi) e interessa l’osso metatarso-falange. Il dito interessato appare deviato lateralmente e spinge verso le altre dita, causando un male allineamento delle dita vicine e dando origine all’alluce valgo. Dunque la deformazione è il risultato di alcuni cambiamenti a carico della struttura ossea dell’avampiede.

È una malattia progressiva che, iniziando da una minima deviazione del dito, termina con la comparsa di una protuberanza ossea e il progressivo deformarsi delle dita limitrofe. Solitamente i sintomi compaiono tardivamente, quando l’avampiede si trova ormai in una situazione di scompenso.

La comparsa di questa deformazione ossea è spesso associata ad un’infiammazione della borsa della mucosa, che si trova alla base dell’impianto dello stesso alluce.

Il problema dell’alluce valgo può essere riconducibile, principalmente, a due fattori molto comuni:

  • Fattori genetici, come ad esempio il piede piatto o cavo;
  • L’utilizzo di calzature non comode, come le scarpe troppo strette o tacchi troppo alti.

Sintomi

Spesso nella fase iniziale della patologia dell’alluce valgo non si avvertono in modo particolare i sintomi. Inizialmente si può avvertire gonfiore e fastidio. Inoltre, generalmente i sintomi possono essere legati all’attrito della protuberanza ossea con la calzatura poco idonea.

Quando la situazione inizia a peggiorare si possono avvertire diversi sintomi:

  • Dolore nell’area interessata, non solo quando si cammina ma anche a riposo;
  • Arrossamento e gonfiore;
  • La cute, nella zona interessata, risulterà più spessa e quasi callosa;
  • Deformazione ossea del piede nella regione implicata;
  • Difficoltà a deambulare in modo corretto, che poi va ad intaccare le articolazioni soprastanti, ossia caviglia, ginocchio, anca e colonna, a causa della modifica della postura in modo da adattarla ad un nuovo “stile” di camminata che attenuerà il dolore;
  • Dolore anche nella pianta del piede;
  • Nel caso di piede piatto o cavo il dolore si può diffondere anche fino alla parte del retropiede;
  • Perdita della sensibilità locale.

Cause

Una delle cause principali che comportano la compara dell’alluce valgo è senza dubbio l’ereditaria alterazione della struttura del piede. Ciò che viene ereditato in realtà non è l’alluce valgo, ma alcune forme di piede che possono predisporre il formarsi dell’alluce valgo.

Le altre cause che favoriscono la comparsa dell’alluce valgo possono essere suddivise in congenite e acquisite.

Cause congenite

Le cause congenite nella comparsa dell’alluce valgo possono essere:

  • Predisposizione familiare, soprattutto nel caso di alluce valgo in giovane età;
  • Piede piatto;
  • Piede cavo;
  • Artrite reumatoide;
  • Basso tono muscolare;
  • Malattie neuromuscolari, come la sindrome di Marfan.

Cause acquisite

Per quanto concerne le cause acquisite (o secondarie) queste risiedono principalmente nel tipo di calzature che si utilizzano. Scarpe dalla punta stretta, troppo piccole o con il tacco alto.

Diagnosi

Solitamente, in fase di diagnosi, al medico ortopedico basta l’osservazione in quanto spesso l’alluce valgo si manifesta con una protuberanza ossea.

Successivamente il medico ortopedico può richiedere un esame baropodometrico, ossia un esame che serve a misurare la distribuzione dei carichi sul piede e il suo grado di compressione mentre il paziente si trova in posizione statica e/o dinamica.

Inoltre, per comprendere al meglio il grado di deformità, il medico può richiedere una radiografia mentre il piede si trova in una posizione di carico. Questo esame permetterà al medico di analizzare l’angolo tra l’alluce e il piede. Si definisce alluce valgo quando l’angolo tra il primo e il secondo osso metatarsale è superiore agli 8 o 9 gradi.

La patologia dell’alluce valgo tende a peggiorare con il passare del tempo, quindi sin dalla comparsa dei primi sintomi, come dolore, rossore o gonfiore, sarebbe bene recarsi da un medico che predisporrà una diagnosi per cercare di ridurre quanto più possibile i problemi che potrebbe comportare il decorso della “malformazione”.

Fattori di rischio

I soggetti più a rischio di sviluppare una forma, più o meno grave, di alluce valgo sono per la maggior parte le donne. Questo fattore risiede nel fatto che le donne utilizzano spesso scarpe con il tacco che non forniscono al piede il confort necessario.

Un altro fattore di rischio risiede nell’età. L’alluce valgo, generalmente, si manifesta nelle fascia d’età che comprende i soggetti tra i 40 e i 60 anni. Questa patologia però può presentarsi anche in età giovanili e comprende le fasce d’età tra i 20 e i 25 anni.

Infine, l’alluce valgo può “svilupparsi” anche a causa di malattie degenerative come l’artrosi.

Cura

Nei casi meno gravi di alluce valgo si possono alleviare i sintomi, ma non è possibile farne regredire le deformità.

Qui di seguito potrai trovare dei consigli per alleviare il dolore e rallentare il decorso della patologia:

  • Evitare di stare in piedi per troppo tempo;
  • Degli impacchi di ghiaccio quotidiani e ripetuti più volte al giorno possono alleviare il dolore e la relativa infiammazione;
  • L’utilizzo di scarpe comode, quando si è affetti da questa patologia, risulta molto importante. Il piede e le dita hanno bisogno di spazio e non devono essere compressi, inoltre, la suola deve adattarsi alla pianta del piede ed accompagnare senza problemi il movimento del piede durante la camminata. Per le donne, sarebbe opportuno indossare dei tacchi che non superino i 5 centimetri, poiché i tacchi eccessivamente alti costringono il piede ad assumere una posizione scomoda e ne destabilizzano la distribuzione del peso.
  • I plantari possono essere di grande aiuto in questo tipo di patologie. Sono dei dispositivi che si inseriscono all’interno della scarpa. Il plantare aiuta a diminuire i sintomi dolorosi e aiuta a distribuire meglio il carico del piede;
  • Per evitare l’attrito tra le dita si può ricorrere a dei dispositivi distanziali. Mentre, per favorire un riallineamento dell’alluce si possono utilizzare delle stecche speciali. Entrambi i metodi però non comportano grandi miglioramenti alla deformazione provocata dall’alluce valgo;
  • Ortesi su misura che supportano il piede e la caviglia;
  • Alcuni esercizi di fisioterapia possono alleviare i sintomi causati dalla patologia;
  • Il medico può prescrivere dei medicinali antinfiammatori e antidolorifici a base di paracetamolo o ibuprofene;
  • Nel caso in cui l’infiammazione persiste nonostante la somministrazione per via orale degli antinfiammatori, può essere consigliata la terapia iniettiva a base di corticosteroidi.

Nel trattamento conservativo, per diminuire l’aspetto flogistico, può essere utile effettuare terapie fisiche quali:

Nel caso in cui i sintomi dovessero persistere e risultare dunque inefficaci, il medico potrà prendere in considerazione l’opzione di un intervento chirurgico.

Intervento chirurgico

Il trattamento chirurgico diventa necessario principalmente per due motivi. In primo luogo, diventa essenziale a causa del dolore che non permette al paziente di condurre una vita regolare, in secondo luogo, perché il soggetto affetto da tale malattia avrà difficoltà nell’indossare delle calzature.

Dopo aver seguito le prescrizioni del medico per ridurre l’infiammazione e il dolore, l’alluce valgo dovesse continuare ad influire sulle vostre attività quotidiane tanto da impedirne, per esempio, una normale passeggiata, allora in quel caso il medico ortopedico potrà decidere di intervenire sul problema con un intervento chirurgico.

L’obiettivo centrale dell’intervento chirurgico è quello di ridare al piede la sua originale anatomia.

È possibile suddividere l’intervento in diverse fasi:

  1. Riallineare l’alluce rispetto alle altre dita. In questa fase il medico apporterà una correzione ossea, di tendini, legamenti e nervi;
  2. Rimozione della sporgenza all’altezza del primo metatarsio, questa è la parte del piede più sporgente del piede quando si è soggetti all’alluce valgo;
  3. Attuazione di un riallineamento delle cartilagini dell’alluce e il riposizionamento delle ossa sesamoidi del primo metatarso in modo tale da migliorare l’angolo di valginismo.

L’intervento chirurgico all’alluce valgo è chiamato osteotomia. Il paziente, durante l’intervento chirurgico, viene sottoposto ad anestesia locale e solitamente viene svolto in day hospital, quindi il ricovero ospedaliero non è necessario. Se bisogna intervenire anche sui metatarsi e le piccole dita il ricovero si può estendere a 1 notte. L’intervento prevede delle incisioni sull’osso in modo da poter permettere al medico di attuare la correzione della deviazione dell’osso metatarsiale. Solitamente, chi si sottopone a questo tipo di intervento chirurgico ha un periodo di convalescenza minimo, dopo la quale si avrà un recupero funzionale dell’arto.

Negli ultimi anni è nata una nuova tecnica denominata MICA (Minimal Invasive Chevron Akin). Questa tecnica sfrutta i vantaggi dell’osteosintesi, ossia l’utilizzo di alcune viti per stabilizzare i frammenti ossei corretti, usualmente usata nelle tecniche tradizionali e della mini invasività utilizzata nelle tecniche percutanee.

Esistono altre tecniche chirurgiche per risolvere il problema dell’alluce valgo, come ad esempio l’artrodesi, cioè un intervento chirurgico durante la quale il medico “fonde” degli elementi ossei che compongono l’articolazione, o l’artroplastica di resezione, attuata solitamente su pazienti con un’età superiore ai 60 e che hanno un angolo intermetatarsale di 12 gradi.

Il medico ortopedico, dopo aver effettuato le dovute analisi specifiche per il singolo paziente, dovrà decidere quale intervento chirurgico sia più idoneo affrontare in base a diversi fattori:

  1. L’età del paziente: se il paziente è ancora giovane o in fase di sviluppo è meglio posticipare l’intervento chirurgico perché il problema potrebbe ripresentarsi. Inoltre, il medico deciderà, in base alla diagnosi del paziente, se basterà utilizzare solo i trattamenti convenzionali;
  2. Sport a livello agonistico: dopo l’intervento le dita dei piedi potranno risultare meno flessibili e questo potrebbe influire sull’attività sportiva svolta, impedendone un ritorno ad alto livello, come ad esempio una ballerina professionista;
  3. Condizioni di salute: se il paziente soffre di altre patologie come artrite reumatoide o diabete, il processo di guarigione, dopo l’intervento potrebbe essere più lento o addirittura potrebbero incorrere ulteriori problemi;
  4. Gravità: l’intervento chirurgico è consigliabile solo nei casi più gravi di deformità o dolore talmente acuto da non permettere al paziente le normali attività quotidiane. Nel caso in cui l’alluce valgo non avesse una gravità elevata, il medico potrà prescrivere semplicemente delle cure convenzionali senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.

Sicuramente alla base della buona riuscita dell’intervento chirurgico risiedono molti fattori come la bravura del medico, la gravità del problema, il tipo di intervento attuato e la fase post-operatoria.

Nella fase post operatoria, solitamente, viene applicato un bendaggio compressivo per circa 15 giorni, ma in alcuni casi viene applicato un gesso e/o un’apposita scarpa post-operatoria bassa. In questa fase è molto importante che il paziente collabori ed esegua le istruzioni del medico in modo da poter avere dei risultati ottimali. Inoltre, durante la fase post-operatoria il paziente dovrà sottoporsi a frequenti visite mediche per cambiare le medicazioni e per monitorare l’effettiva fase di guarigione.

Passati i 15 giorni vengono rimossi i punti (3/4) e viene rifatto un bendaggio leggero. In questa fase il paziente può iniziare a camminare con l’ausilio della scarpa postoperatoria. Dopo i 30 giorni il paziente dovrà fare una radiografia di controllo. Se tutte le fasi avranno prodotto dei buoni risultati allora il paziente potrà tornare a camminare utilizzando delle scarpe comode e se necessario dovrà sottoporsi a qualche seduta di fisioterapia.

Gli interventi chirurgici di questo tipo hanno un successo che si aggira intorno all’85%, quindi non sempre si può riscontrare un esito positivo.

Il risultato non pienamente soddisfacente dell’intervento chirurgico può verificarsi per vari motivi:

  1. L’incorrere di un’infezione;
  2. Un’eccessiva rigidità delle dita dei piedi;
  3. L’osso durante la fase post-operatoria guarisce assumendo una posizione errata;
  4. Un ispessimento del tessuto cicatriziale;
  5. La continua ricomparsa dell’alluce valgo nonostante l’attuazione di un intervento chirurgico.

Prevenzione

Senza dubbio la comparsa dell’alluce valgo è influenzata dal tipo di calzature che si indossano, quindi diventa di fondamentale importanza calzare sempre delle scarpe che possano dare il massimo confort al piede in modo da poter prevenire la comparsa di tale patologia.

Inoltre, ricordiamo alle donne di utilizzare dei tacchi che non siano troppo alti perché non danno al piede la necessaria stabilità durante la camminata.

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